mercoledì , 21 febbraio 2018
18comix
aiuto di Stato
Photo © Pedro - www.flickr.com, 2012

Grecia, il sostegno agli agricoltori è aiuto di Stato

Alla fine di una lunga vicenda giudiziaria, l’8 Marzo 2016, la Corte di Giustizia ha deliberato nell’ambito della causa Grecia c. Commissione (C-134/2014 P), considerando il supporto dato dallo Stato greco ai propri agricoltori come aiuto di Stato illegale.

L’iter dell controversia sull’aiuto di Stato

A seguito dei danni causati ai raccolti da un’ondata di maltempo nel 2008, l’ELGA (Greek Agricultural Insurance Organization), un ente pubblico la cui funzione è assicurare le imprese agricole dai danni causati da eventi naturali, ha pagato ad 800.000 agricoltori greci risarcimenti per 425 milioni di Euro.

La Commissione Europea non ha apprezzato tale manovra e, nel 2011 (Decisione 2012/157/EU), ha qualificato le misure prima del 28 ottobre 2009 – ovvero prima della riforma del Temporary Community Framework, che ha autorizzato limitati aiuti di Stato nel settore agricolo- come aiuto di Stato illegale, ordinando alla Grecia di imporre ai beneficiari una tempestiva restituzione del sussidio ricevuto. La Grecia, non intenzionata ad adempiere, si è opposta alla decisione, chiedendo al Tribunale dell’UE di sospenderne interinalmente gli effetti e di annullarla. Tuttavia, il Tribunale ha rigettato la richiesta di annullamento.

La pronuncia della Corte di Giustizia

La Corte ha risposto negativamente all’appello della Grecia, condannandola a recuperare le somme distribuite agli operatori nel settore agricolo. Per arrivare a questo risultato, la Corte ha invocato le regole comunitarie in materia di aiuti di Stato, in primis l’Articolo 107(3) (b) del TFUE ed il Temporary Community Framework for State Aid Measures to Finance in the Current Financial and Economic Crisis, adottato dalla Commissione nel 2008 (come emendato nel 2009).

Partendo da queste basi, essa ha prima di tutto definito il supporto fornito dall’ELGA come un vantaggio che i beneficiari non avrebbero potuto ottenere in condizioni normali di mercato, e che ha perciò distorto il meccanismo concorrenziale. Infatti, sebbene gli agricoltori fossero tenuti a contribuire all’ELGA versando una somma a titolo di assicurazione obbligatoria, tali risorse sono per la Corte da considerarsi come parte del budget dello Stato. Inoltre, l’ammontare del sussidio è parzialmente indipendente dal contributo fornito dai singoli imprenditori. A tal proposito, i giudici di Lussemburgo hanno rigettato l’argomento della Grecia, secondo cui la crisi finanziaria ed economica del 2008 avrebbe alterato le normali condizioni di mercato alla luce delle quali si sarebbe dovuto valutare il vantaggio competitivo delle imprese greche che hanno ricevuto gli aiuti.

In secondo luogo, essa ha sondato con inedita attenzione il funzionamento dell’eccezione posta dall’Articolo 107(3) (b) al divieto di aiuti di Stato al fine di remedy a serious disturbance in the economy of a Member State. In particolare, la Corte ha tentato di rispondere alla domanda se gli Stati Membri possano sollevare argomentazioni ex Articolo 107(3) (b) indipendenti dalle politiche della Commissione in materia di aiuti di Stato incarnate nel Framework del 2008 e 2009. La Corte sostiene che la Commissione non possa in generale discostarsi dal Framework applicando direttamente l’Articolo 107(3) (b). Tuttavia, ed è questo il punto centrale in cui l’opinione della Corte si differenzia da quella dalla Commissione, tale comportamento dovrà essere tenuto a meno che uno Stato Membro sostenga che ci sono circostanze eccezionali che distinguono un certo settore dell’economia di quest’ultimo e differenti da quelle previste nel Framework. Tale soluzione è un’esplicita applicazione dei Trattati e di principi generali dell’ordinamento UE, quale quello di eguale trattamento.

La Corte ha concluso nel caso specifico che, dal momento che la Grecia non ha addotto considerazioni riguardo all’eccezionalità delle circostanze nel settore agricolo rispetto allo stesso settore di altri Stati Membri colpiti dalla crisi economica, la Commissione non sarebbe stata autorizzata a provvedere direttamente ex Articolo 107(3)(b) senza considerare il TCF.

Le implicazioni del caso

Le conseguenze giuridiche della pronuncia sono significative. Sebbene essa sembri a prima vista rigida, dato che la Grecia ed i suoi agricoltori sono stati messi con le spalle al muro, la sentenza ELGA apre la strada agli Stati che vogliano sollevare ragioni eccezionali per essere dichiarati “esenti” dal divieto di aiuti di Stato. Tuttavia, l’interpretazione dell’Articolo 107(3)(b) che la Corte ha dato è piuttosto restrittiva e diversa da quella letterale.

Tale decisione porta con sé anche pesanti conseguenze politiche. In un momento in cui gli agricoltori greci esprimono già il proprio profondo malcontento a causa delle riforme pensionistiche e fiscali richieste dalla terza tranche di aiuti dalla Grecia e considerando che le decisioni in materia di agricoltura sono da sempre un tasto sensibile per gli Stati Membri, tale decisione verrà facilmente percepita come vessatoria.

L' Autore - Sofia Roveta

Laureanda in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Torino. Appassionata di Diritto dell'UE e Diritto Internazionale, un interesse coltivato anche tramite la partecipazione ad alcuni progetti di respiro internazionale quali una Moot Court in arbitrato commerciale internazionale ed un progetto di assistenza ai richiedenti asilo promosso dallo IUC di Torino. Interessata alla dimensione transnazionale ed alla comparazione di modelli giuridici, ho avuto ed ho la fortuna di svolgere periodi di studio all'estero fra Parigi e Londra. Appassionata di scrittura, e già redattrice di alcuni blog e testate, sono felice di collaborare con Europae

Check Also

Brexit: si chiude la prima fase dei negoziati

I movimenti nazionalisti, emersi con forza nell’odierno assetto politico-sociale europeo, fanno spesso ricorso alla Brexit …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *