martedì , 14 agosto 2018
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AGRIFISH: fine delle quote latte e “problema Italia”

Si è conclusa martedì scorso a Lussemburgo la due giorni di riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca. L’ultimo Consiglio AGRIFISH condotto dalla presidenza greca lascia varie “gatte da pelare” alla subentrante presidenza italiana. All’Italia, infatti, non solo toccherà portare a compimento la legislazione relativa agli OGM di recente approvata dal Consiglio Ambiente, ma anche trovare un accordo sul futuro del settore lattiero-caseario, non trovato durante il Consiglio di questa settimana.

Gli Stati membri, infatti, non sono per nulla concordi sulle azioni da prendere durante questo ultimo anno di quote latte. La fine del regime di quote è previsto infatti per il 1° aprile 2015 dopo 30 anni di alti e bassi. Una rivoluzione non da poco in un settore importante: l’UE resta un attore protagonista nell’esportazione di prodotti derivati dal latte, soprattutto formaggio, con una produzione di circa 152 milioni di tonnellate di latte ogni anno. I produttori principali sono Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia e Polonia, che da soli raggruppano il 70% della produzione UE.

Il report presentato dalla Commissione “Development of the dairy market situation and the operation of the ‘Milk Package’ provisions” ha descritto un mercato del latte e dei derivati in una situazione piuttosto buona, dove i prezzi sono sostenuti da una forte domanda. Nel gennaio di quest’anno infatti il prezzo del latte era il 17% più alto rispetto al gennaio 2013. Rende soddisfatti anche lo stato d’arte dei quattro punti fondamentali previsti dal Milk Package, emanato solo nel 2012: relazioni contrattuali con accordi scritti tra produttori di latte e trasformatori, possibilità di negoziare collettivamente le condizioni contrattuali attraverso le organizzazioni dei produttori (Op), norme specifiche per la costituzione e il funzionamento delle organizzazioni interprofessionali (Oi) e programmazione dell’offerta per i formaggi DOP e IGP.

Come reagire di fronte a questi dati? Aspettare la fine delle quote o mettere in atto aiuti e misure in grado di assicurare un tranquillo passaggio da un sistema ad un altro? Malgrado gli Stati membri abbiano accolto con piacere lo studio della Commissione, per il momento, non è stato trovato alcun accordo sull’opportunità di attivare o meno misure per garantire un “soft landing”. Un mancato accordo che non allarma la Commissione, convinta che la fine delle quote non comporti l’abbandono del settore a sé stesso.

La nuova PAC infatti offrirà una cosiddetta safety net, rete di sicurezza, che prevederà, ad esempio, aiuti per l’ammasso privato di burro, latte in polvere e formaggi DOP/IGP, nonché una serie di misure speciali da mettere in atto qualora si verifichino circostanze particolari, come l’aiuto all’ammasso privato di altri prodotti e restituzioni all’esportazione. Inoltre, recentemente è stato inaugurato l’Osservatorio del mercato del latte, il cui compito è quello di monitorare il mercato lattiero-caseario in modo da garantire un’attivazione celere ed adeguata degli strumenti in mano all’Unione Europea per la difesa del settore.

La discussione sulle quote latte, per quanto riguarda l’Italia, non si è però conclusa al Consiglio AGRIFISH. Come una spada di Damocle, infatti, pende ancora sull’Italia l’ombra di una possibile multa a causa del mancato rispetto del sistema delle quote. In particolare, all’Italia verrebbe richiesto di recuperare 1,39 miliardi di euro presso i produttori che non hanno rispettato le quote tra il 1995 e il 2009: fino ad ora all’Italia sono state attribuite sanzioni salate per il mancato rispetto delle quote di produzione, ma a saldare le sanzioni è sempre stato lo Stato e non gli allevatori non virtuosi come richiesto dall’Unione Europea.

Un comportamento sleale da parte dell’Italia, anche nei confronti degli allevatori che invece, a costo di ingenti sforzi, sono riusciti ad adeguarsi alle norme. È questa l’opinione delle rappresentanze degli agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura. Di fronte alla notizia di una probabile multa in arrivo nei confronti dell’Italia per la questione latte il Presidente di Confagricoltura dichiarava: “Chiediamo dunque al governo di mettere fine a questa storia infinita, che ha danneggiato e continua a danneggiare chi ha rispettato le regole e l’intero settore. Anche se in ritardo, chi deve pagare le multe, le paghi”. L’annuncio della multa però, che doveva avvenire giovedì scorso, non è ancora arrivato.

Photo: © Adam Edmond, 2009, www.flickr.com.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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