martedì , 14 agosto 2018
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Il cielo unico europeo stenta a decollare

Ventotto Paesi sotto uno stesso cielo. E’ questo l’obiettivo del Regolamento (CE) n. 550/2004 che detta le tappe e i requisiti per la costruzione del cielo unico europeo, ovvero quel processo che dovrebbe condurre gli Stati membri ad uniformare la gestione dello spazio aereo che, attualmente, rispecchia i confini nazionali. Benché esita una regolamentazione al riguardo, l’evoluzione del mercato dei trasporti in questa direzione procede a rilento. Già nel 2012, il Commissario per i trasporti Siim Kallas aveva messo in guardia gli Stati membri sulla possibilità di eventuali sanzioni nel caso non fossero andate avanti le procedure per la costruzione del cielo unico.

Nonostante gli avvertimenti, Il 10 luglio la Commissione ha avviato la procedura d’infrazione collettiva nei confronti di diciotto Stati (Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito) per esortarli all’attivazione dei propri FAB (Functional Airspace Blocks).

I blocchi funzionali sono le nove zone nelle quali dovrebbe articolarsi lo spazio aereo europeo che, per divenire più efficiente, dovrebbe seguire i flussi di trasporto e non i confini nazionali. L’Italia, insieme a Grecia, Cipro e Malta, fa parte del FAB Bluemad che però non esiste ancora neanche formalmente. Il FAB “Danube” (Bulgaria e Romania), il “Fabce” (Austria, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Croazia), il “Baltic” (Lituania e Polonia), il “SouthWest” (Spagna e Portogallo) e il FAB tra il Regno Unito e l’Irlanda, sono entrati in vigore, ma lo loro applicazione, è proprio il caso di dire, stenta a decollare.

Così, dopo il richiamo fatto in aprile al FAB dell’Europa Centrale (Fabec), che comprende Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Olanda e Lussemburgo, sono ora i FAB Danube, Bluemad e Fabce ad aver ricevuto la lettera di messa in mora da parte della Commissione. Secondo la procedura d’infrazione, gli Stati hanno due mesi per inviare a Bruxelles le proprie motivazioni, in seguito alle quali la Commissione potrà decidere di emettere o meno un parere motivato.

Il Commissario Siim Kallas ha sottolineato l’importanza dell’attivazione dei FAB: “Dobbiamo superare definitivamente i confini nazionali nello spazio aereo europeo. I blocchi funzionali di spazio aereo sono elementi necessari e fondamentali del cielo unico europeo. Al momento questi spazi aerei comuni esistono solo sulla carta, sono istituiti formalmente, ma non sono ancora operativi. Esorto gli Stati membri a essere ancora più ambiziosi e a promuovere l’attuazione del cielo unico”.

I vantaggi che derivano da una concreta attivazione degli spazi aerei funzionali sono notevoli e di molteplice natura. Oltre che a rendere più efficiente il trasporto aereo, in quanto istituiti in base all’intensità del flusso di trasporti, i FAB migliorano la sicurezza: gli aerei non dovranno più preoccuparsi di varcare frontiere e di incorrere in incongruenze dovute a una diversa gestione dello spazio aereo. Inoltre, i FAB, stabilendo rotte più lineari per gli aerei, permettono di risparmiare carburante e, di conseguenza, di abbassare sia i relativi costi che pesano sul biglietto pagato dai passeggeri, sia l’inquinamento acustico che le emissioni nocive nell’atmosfera.

La costruzione del cielo unico europeo potrebbe dunque costituire un altro passo importante verso una maggiore integrazione della quale i primi beneficiari sarebbero proprio i cittadini europei e l’ambiente che li circonda.

Foto © williamson / Flickr 2005

L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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