giovedì , 16 agosto 2018
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Concorrenza: Italia deferita alla Corte per aiuti a SEA

Ancora un grattacapo per il Ministro per i Trasporti e le Infrastrutture Maurizio Lupi, ancora una grana che viene “dall’aria”.

Risolto il nodo della creazione di una newco per depurare la nuova Alitalia dai debiti pregressi, come richiesto da Etihad, in capo al dicastero di Piazzale Porta Pia si è riaperto il dossier “SEA Handling”. La Commissione Europea, con decisione dello scorso 23 luglio, ha stabilito di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia, al termine di un’indagine che ha giudicato il Paese inadempiente di recupero di aiuti di Stato incompatibili con la normativa europea.

La storia risale al 2010, quando la Commissione aprì la prima indagine sui capitali che SEA S.p.A., l’ente di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa controllato dal Comune di Milano per più del 54% delle quote e con il 44% in capo alla SGR F2i, apportò dal 2002 alla sua controllata SEA Handling, responsabile dell’assistenza a terra. In quel periodo, secondo l’analisi della Commissione, SEA Handling beneficiò di iniezioni di capitali per 360 milioni di euro, sotto forma di aumenti di capitale sottoscritti a condizioni diverse da quelle che potevano essere sostenute da altri attori di mercato (per i più tecnici, in negazione del principio dell’investitore operante in un’economia di mercato).

La società, che dal 1 luglio è entrata in procedura di liquidazione notificata alla Commissione lo scorso novembre, versava infatti in condizioni economico-finanziarie tali da impedirne l’accesso alla raccolta di capitale e solo un intervento pubblico, come quello operato dal comune meneghino, avrebbe potuto tenerla in piedi; la violazione, in questo caso, raddoppiò dal momento che al piano di aiuti per l’impresa in difficoltà non venne affiancato alcun progetto di ristrutturazione e di riduzione degli effetti distorsivi del mercato, così come richiesto dalle linee guida del 2004 in materia di aiuti ad imprese in situazioni di crisi.

Già nel dicembre 2012 la Commissione Europea aveva ordinato con una sua decisione il recupero dei 360 milioni assommati agli interessi maturati, ma la vicenda rimase, o quasi, lettera morta sino alla prima decade di luglio: nel frattempo è infatti nata Airport Handling, una controllata pressoché gemella di SEA Handling che, non a caso, andrà ad assorbirne parte degli ex dipendenti. Ad insospettire i funzionari della DG Concorrenza gli ulteriori 25 milioni trasferiti dalla holding nelle casse di Airport Handling, intesi come parte di una strategia tesa a trasferire in capo alla neonata società attività e asset di SEA Handling, pur dichiarando un’aperta discontinuità tra le due società in modo da dichiarare impossibile il rimborso dell’aiuto di Stato.

Tesi che non ha per nulla convinto la Commissione che, anzi, ha riconosciuto l’Italia colpevole del mancato rispetto della decisione del 2012, deferendola immediatamente alla Corte di Giustizia. L’exe Pietro Modiano, presidente di SEA, sulle agenzie nega quanto sostenuto da Bruxelles, parlando di “nessuna continuità con Sea Handling nel pieno rispetto dei criteri comunitari” e continuando a perorare la causa del saldo della multa per estinzione della società beneficiaria degli aiuti, che di fatto – secondo Modiano – rimuoverebbe direttamente dal mercato la sorgente degli effetti distorsivi. Intanto, la sanzione comprensiva di interessi è salita a 452 milioni di euro e l’Airport Handling sembra iniziare a cautelarsi, assorbendo solo 1800 dei circa 2200 addetti di SEA Handling.

In foto, operazioni a terra all’aeroporto di Malpensa (© Marius Watz – Flickr 2007)

L' Autore - Antonio Scarazzini

Direttore - Analista nella società di Public Affairs Cattaneo Zanetto & Co., ho frequentato un Master in European Political and Administrative Studies al Collège d'Europe di Bruges dopo la laurea a Torino in Studi Europei Dopo uno stage presso Camera di Commercio di Torino e una collaborazione di ricerca con la Fondazione Rosselli, ho collaborato dal 2014 con la Compagnia di San Paolo per lo sviluppo del programma International Affairs. Dirigo con orgoglio la redazione di Europae sin dalla sua nascita.

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