lunedì , 19 febbraio 2018
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© European Commission

Concorrenza, inarrestabile Vestager: ora è guerra ai cartelli

Il Commissario per la Concorrenza, Margrethe Vestager, attraverso un comunicato stampa datato 24 giugno, rende noto di voler lanciare una sfida ai cartelli del packaging alimentare e delle batterie per auto. “I cartelli minano l’intera economia poiché si sostituiscono al mercato nella determinazione dei prezzi, arrestando le spinte verso l’innovazione”.

Packaging alimentare, scattano le multe per 10 società

L’Antitrust UE ha multato, per oltre 115 mila euro, otto società manifatturiere (Coopbox, Huhtamäki, Linpac, Magic Pack, Nespack, Silver Plastics, Sirap-Gema e Vitembal) e due distributori (Ovarpack e Propack) impiegate rispettivamente nella produzione e distribuzione dei vassoi per imballaggi per alimenti. I cartelli interessano cinque diverse regioni europee e, quindi, la maggioranza degli Stati membri. Sono coinvolti Paesi come la Francia, l’Italia, la regione centro orientale dell’Europa (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) il nord-ovest Europa (Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Svezia e Norvegia) e il sud-est Europa (Spagna e Portogallo).

Le società che hanno aderito ai cartelli hanno coordinato e pianificato, nel periodo che va dal 2000 al 2008, diverse attività tipiche come la gestione delle offerte e dei prezzi, l’allocazione dei prodotti presso i consumatori, lo scambio di informazioni riservate. Ogni cartello ha potuto contare su una solida rete di accordi multilaterali o bilaterali, operando non soltanto mediante incontri fisici, ma anche attraverso l’invio di numerosi messaggi di posta elettronica e l’effettuazione di scambi telefonici. E’ emerso che i partecipanti di alcuni cartelli erano soliti chiamare il proprio illegale reticolo commerciale “il Club”, alludendo molto probabilmente alla esclusività e alla riservatezza dell’accordo.

Le sanzioni comminate dalla Commissione sono state elaborate sulla base delle Guidelines redatte nel 2006, in maniera proporzionale alla gravità della violazione, alla durata del cartello e alla sua estensione geografica, nonché alla vendita dei prodotti all’interno dell’Area Economica Europea (EEA). Il procedimento, pur rimanendo fedele ai canoni della proporzionalità, aspira ad essere un’azione deterrente per la società a cui la sanzione è rivolta, inibendo future violazioni della stessa indole.

Alla società Linpac è stata concessa la piena immunità dalle sanzioni, essendo stata la prima società a rivelare l’esistenza del cartello di cui era parte. Le altre imprese coinvolte, invece, hanno beneficiato di una riduzione, attesa la loro collaborazione nell’attività di indagine con le autorità di Bruxelles nell’ambito del programma di clemenza. Mentre per Magic Pack’s e Silver Plastics nello stabilire l’ammontare della multa, è stato tenuto in considerazione il minor ruolo espletato nei suddetti accordi commerciali.

Batterie per auto, a rischio il recupero di piombo di scarto

L’altro settore interessato dall’occhio sempre attento dell’Antitrust UE riguarda quello delle batterie per auto. In questo ambito sarebbero stati conclusi, tra il 2009 e 2012, in Germania, Francia, Svezia, Olanda e Belgio, diversi cartelli commerciali finalizzati a ridurre il prezzo di acquisto delle batterie al piombo oggetto di scarto, con l’obiettivo di mantenere alti i margini di profitto. Per la Commissione lasciare che il prezzo venga fissato “artificialmente” dalle imprese piuttosto che affidare al libero mercato la sua determinazione è una condotta che interferisce con l’effettivo funzionamento del mercato del riciclo. Più dell’80% degli scarti di piombo proviene, infatti, dalle batterie al piombo delle auto.

Le società che si occupano del riciclo lavorano queste batterie in più fasi, fino ad ottenere piombo puro o leghe di esso, molte delle quali utilizzate per creare nuove batterie per auto. Gli accordi raggiunti da alcune imprese del settore potrebbe interferire con questo ciclo ed influenzare negativamente l’“economia circolare”, espressione con la quale ci si riferisce al ri-uso, alla riparazione, alla ristrutturazione e al riciclo dei materiali e dei prodotti già esistenti.

Se l’esistenza dei cartelli venisse confermata, si dovrà necessariamente porre fine alle pratiche di fissazione dei prezzi per rendere anche il mercato delle batterie al piombo più efficiente e competitivo. Per il momento la Commissione ha reso note alle parti i risultati delle sue indagini, consentendo alle stesse l’esercizio del potere di difesa. Se la Commissione riterrà che vi sia una prova sufficiente della violazione della normativa europea procederà a bloccare gli accordi e ad imporre una multa che potrà arrivare fino al 10% del fatturato annuo mondiale della società.

L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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