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editing genomico
© University of Michigan

CRISPR, la frontiera dell’editing genomico e gli enigmi di legge

Risposte politiche a sfide tecnologiche: il caso CRISPR

Modificare singoli nucleotidi nella catena di DNA? Mimare, quindi, le mutazioni che in modo spontaneo avvengono in tutti gli organismi da milioni di anni? É la nuova frontiera dell’ingegneria genetica: CRISPR/Cas9 è una tecnica di editing genomico che, dalle prime applicazioni dirette nel 2012, ha radicalmente modificato sia la tecnologia genica, sia la percezione di ciò che è “naturale”.

L’editing genomico è infatti un processo di scrittura immediata. Se si volesse modificare “Eutopae”, un editor di testo permetterebbe di cancellare la t e scrivendo r: “Europae”. Questo è ciò che fa CRISPR con le “lettere” del DNA. Lo scienziato, intervenendo localmente, sta quindi mimando il processo di mutazioni presente in natura, che modifica in maniera casuale le basi del genoma.

“Naturale” cosa?

L’editing è una tecnologia umana ma, se un organismo non contiene DNA esogeno, la modifica non è distinguibile da una mutazione naturale. Quali norme applicare, quindi, per disciplinare gli organismi soggetti a editing?

Per l’Unione Europea, il problema è innanzitutto di classificazione: estendere il concetto di OGM anche agli organismi soggetti ad editing, oppure riconoscerli qualitativamente differenti? Qui sarà cruciale la definizione che le istituzioni daranno del concetto di “naturale”: è tale un processo che mima le dinamiche spontanee degli organismi, oppure lo è un processo privo di intervento artificiale? Come definire la “scala” oltre la quale un intervento artificiale è permesso? Caso limite: la produzione di insulina è artificiale già su scale cellulari, ma è clinicamente impensabile bandirla.

Inoltre l’UE ha la necessità di disciplinare i rapporti commerciali con i Paesi nei quali queste tecniche sono permesse e diffuse (Stati Uniti e Cina in primis). Dal momento che non è possibile distinguere interventi locali con CRISPR da mutazioni spontanee, non sarebbe possibile effettuare controlli, né fornire garanzie di alcuna sorta ai consumatori.

L’editing genomico nel limbo legislativo

Da un lato, gli scienziati premono per vedere riconosciuto il diritto di fare ricerca sfruttando tutti i metodi all’avanguardia e mettono in guardia sulla pericolosa perdita di competitività che seguirebbe il bando di CRISPR. Inoltre le industrie biotecnologiche europee sperano di poter tenere il passo della concorrenza, dato che in Cina e negli Stati Uniti si interviene già nel settore agroalimentare.

Per contro, la Camera italiana si è espressa nel 2016 con una pubblicazione sfavorevole alle “New Breeding Technologies – NBT” (macro-categoria che include CRISPR), paventando pericolose derive dell’industria e possibili danni ambientali. Anche numerose organizzazioni non governative e Trade Unions hanno sollevato questioni e avanzato moratorie, al punto da richiedere l’intervento della Corte Europea di Giustizia.

Attualmente l’Europa si trova in una sorta di limbo: la Corte ha già annunciato che, data la delicatezza politica, una decisione non verrà raggiunta prima del 2018. L’ultimo documento della Commissione Europea in materia di OGM, datato 2015, non contiene alcun riferimento alle NBT, né sono previsti provvedimenti definitivi nel breve periodo. Intanto i Paesi membri tendono a regolarsi in maniera individuale: la Svezia non ha posto nessun limite a CRISPR e il parlamento olandese ha escluso la maggior parte della NBT dalla regolamentazione sugli OGM, mentre la Germania è vincolata al pronunciamento della Corte e l’Italia, come detto, ha manifestato pareri sfavorevoli.

Tecnologie rivoluzionarie

CRISPR/Cas9 non rappresenta solamente l’ennesima tecnologia su cui legiferare, ma scuoterà profondamente la definizione di ciò che è naturale, creando un precedente decisivo. Autorevoli riviste scientifiche suggeriscono ai ricercatori, ora più che mai, di aprire dibattiti pubblici e dialogare con le istituzioni, perché competitività e sicurezza di molti Paesi vedranno nelle biotecnologie emergenti un banco di prova.

Sperando che il legislatore non si riveli troppo lento rispetto al progredire scientifico.

L' Autore - Daniele Proverbio

Intrigato dalla complessità del mondo, mi piace affrontarla con un approccio scientifico. Sono attualmente studente della laurea magistrale in Fisica dei Sistemi Complessi e allievo della Scuola di Studi Supriori di Torino. Nel tempo libero faccio sport, suono la chitarra e organizzo cose.

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