mercoledì , 15 agosto 2018
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Diritto d’autore, svolta sulla digitalizzazione nelle biblioteche

Lo scorso 11 settembre, la Corte di Giustizia dell’UE si é espressa ancora una volta sul diritto di autore, approfondendo le implicazioni, negli ordinamenti nazionali, sui diritti a questo connessi, in particolare su quello alla riproduzione per scopi di studio o di ricerca di opere o di altri materiali protetti.

Tramite il rinvio pregiudiziale, il Bundesgerischtshof (la Corte Federale di Giustizia tedesca) ha chiesto alla Corte di Giustizia di interpretare una norma della direttiva 21 del 2009 sul diritto d’autore, più precisamente, l’articolo 5 §3 lettera n della direttiva. La  norma stabilisce che gli Stati membri hanno la facoltà di disporre limitazioni o eccezioni ai diritti di cui agli articoli 2 e 3 (trattasi delle norme che tutelano il diritto di riproduzione e di comunicazione) “quando l’utilizzo abbia come scopo la comunicazione o la messa a disposizione, a singoli individui, a scopo di ricerca o di attività privata di studio, su terminali dedicati situati nei locali delle istituzioni […], di opere o altri materiali contenuti nella loro collezione e non soggetti a vincoli di vendita o di licenza.

La Technische Universität Darmstadt (TU Darmstadt) aveva reso disponibile in versione digitale, su postazioni  nella propria biblioteca, le copie di un manuale di W.Schulze , edito dalla Ulmer, casa editrice scientifica con sede a Stoccarda. L’università non aveva firmato un contratto con la casa editrice che regolasse l’accesso all’opera in formato elettronico da parte degli utenti della biblioteca, nonostante delle proposte fossero state formulate in merito dalla Ulmer: la TU infatti aveva digitalizzato in maniera indipendente l’opera cartacea e l’aveva messa a disposizione del pubblico in postazioni apposite. Successivamente a questa operazione, è sempre  stato possibile per gli studenti stampare integralmente l’opera o caricarla su chiavetta USB.

Si può capire come questo potesse ledere gli interessi economici della Ulmer, che ha agito in primo grado risultando solo parzialmente vittoriosa. La TU ha deciso dunque di esercitare  un ricorso diretto di cassazione davanti al Bundesgerichtshof. Secondo il giudice tedesco sussistono due domande sull’interpretazione dell’articolo 5 della direttiva. La prima è se si applichino i vincoli di vendita o di licenza ai sensi dell’articolo in questione, qualora il titolare del diritto proponga alle istituzioni  menzionate la conclusione a condizioni ragionevoli di contratti di licenza relativi all’utilizzo dell’opera.

La Corte stabilisce, attraverso un’interpretazione comparatistica della traduzione francese, inglese e spagnola della direttiva, che ciò non è attuabile nel caso di specie, non essendovi delle clausole contrattuali, ma solo proposte da parte della Ulmer, e che quindi la digitalizzazione dell’opera era consentita all’Università.

La seconda invece verte sulla possibilità che uno Stato membro possa concedere alle biblioteche o istituzioni pubbliche il diritto di digitalizzare delle opere e renderle disponibili al pubblico utente. La Corte risponde di sì, ma limitatamente a questo tipo di istituzioni, se ciò è ritenuto necessario. La possibilità di stampare o mettere su chiavetta le opere digitalizzate dipenderà poi dalle norme di trasposizione nazionale della medesima direttiva. Ancora una volta, la Corte offre così un esempio di bilanciamento tra il diritto sulle opere d’autore e quello alla libera circolazione del sapere.

In foto, sistema per la digitalizzazione dei libri cartacei (foto Mace Ojala – Flickr 2009)

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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