martedì , 14 agosto 2018
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Un Airbus A380 di Etihad @Aero Icarus - Flickr

Etihad & Co, nell’UE è “paura del Golfo”

Francia e Germania chiedono a gran voce che l’UE adotti una strategia comune per controllare l’ingresso dei vettori del Golfo nel mercato europeo. Olanda, Belgio, Svezia e Austria si uniscono all’appello. Il Commissario ai trasporti, l’ex imprenditrice slovena Violeta Bulc, accoglie l’invito e dichiara di impegnarsi a riaprire i negoziati, sebbene gli sforzi profusi durante il mandato dell’estone Siim Kallas non avessero dato risultati positivi.

L’ascesa del Golfo

Le compagnie aeree del Golfo, ormai protagoniste di un’irresistibile ascesa, sono alla ricerca di rotte su cui impiegare le proprie flotte e guardano con entusiasmo ai mercati europei per poter soddisfare le aspirazioni di crescita. In particolare, è il mercato italiano ad essere obiettivo gradito ai rivali arabi, considerandolo appendice fondamentale per poter spostare il traffico aereo sulle rotte a lungo raggio. Si intensifica in tal modo la pressione sui vettori europei, che hanno già da tempo registrato una perdita delle quote di mercato, proprio sulle tratte a lungo raggio, a favore delle compagnie low cost.

Secondo uno studio condotto da tre delle più grandi compagnie aeree americane (Delta, American e United), Emirates, Etihad Airlines e Qatar Airways hanno ricevuto fino a 39 miliardi di euro di finanziamenti pubblici, generando in tal modo una situazione di concorrenza sleale. Emirates, fondata nel 1985, è la più grande e la più vecchia compagnia aerea del Golfo, seguita da Qatar Airways, che risale al 1993. Ma è la strategia di espansione della ben più giovane Etihad, nata soltanto poco più di dieci anni fa, che fa tremare i più. Negli ultimi tempi ha acquistato quote in ben otto compagnie aeree, di cui cinque europee: Air Berlin, Aer Lingus, Air Serbia, Darwin Airline e, infine, Alitalia.

Strategia (?) Alitalia

Proprio il via libera dato al matrimonio Etihad-Alitalia dovrebbe, a questo punto, far riflettere l’esecutivo europeo. Sebbene fosse stato condizionato alla liberazione di alcuni slot a favore di nuovi operatori sulla tratta Roma Fiumicino-Belgrado, i cui servizi sono offerti solo da Alitalia e Air Serbia, l’alleanza è stata giudicata in linea con le regole europee sulle concentrazioni. Bruxelles si dimostrò pronta a chiudere un occhio sulla vendita agli arabi, considerando Alitalia un operatore meno strategico sul traffico intercontinentale e l’operazione una opportunità di rilancio di una compagnia da tempo in crisi.

Una salvezza che, però, era già possibile nel 2008, quando Air France aveva presentato il suo piano di risanamento che, come scriveva lo scorso agosto Paolo Griseri su Repubblica, si rivelava simile e, in alcuni punti, addirittura migliore di quello poi sottoscritto con Etihad. Il no alla compagnia di Parigi fu secco e categorico, in nome di una italianità da difendere e tutelare a tutti i costi da ogni possibile ingerenza straniera. A conti fatti, ai contribuenti italiani la questione Alitalia, cavalcata elettoralmente da Silvio Berlusconi nella sua battaglia per le politiche, è costata più di 3 miliardi, per poi suggellare un epilogo con il “timbro degli emiri di Abu Dhabi”.

Concorrenza sleale ?

“I vettori del Golfo stanno creando allarme tra i tradizionali vettori europei. Se le compagnie aeree fossero redditizie, non sarebbero preoccupate”, sostiene George Hamlin, consulente per l’aviazione con base in Virginia. Le strutture con costi più elevati, il rispetto delle norme europee per l’impiego, l’obbligo di pubblicazione trimestrale dei risultati rendono inadatte le compagnie aeree europee a competere, soprattutto sul mercato delle rotte intercontinentali. A ciò si aggiungono velivoli ormai vecchi e una crescente espansione delle compagnie low cost. Lo svantaggio è enorme se si considera che le linee aeree del Golfo beneficiano a profusione di finanziamenti provenienti da governi molto ricchi che, con sempre nuovi investimenti, intendono incrementare il settore aereo e il turismo.

E’ per questo che gli Stati membri chiedono alla Commissione che vengano presto approvati strumenti aggiuntivi, specifiche politiche contro quelle pratiche, come gli aiuti di Stato, che minacciano di ostacolare, limitare e distorcere la concorrenza nel settore del trasporto aereo. Si stima che per la seconda metà dell’anno la Commissione pubblicherà il pacchetto di misure sull’aviazione.

L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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