mercoledì , 21 febbraio 2018
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European Business Awards, l’imperfetta perfezione dell’industria europea

L’ultimo martedì di maggio, Atene ha ospitato la premiazione degli European Business Awards, che ha proclamato i tredici vincitori dell’edizione 2013/2014, alla presenza di grandi nomi del mondo della cultura, della politica e delle aziende di tutta Europa. Gli European Business Awards sono un evento annuale che promuove successo, innovazione ed etica nella comunità imprenditoriale europea, premiando attori provenienti dalle industrie più diverse, dalla cosmetica all’ingegneria, passando per i trasporti, e gli imprenditori più innovativi del continente.

Era presente alla cerimonia di Atene anche il Commissario europeo per il Commercio Karel De Gucht, che ha tenuto un discorso dal titolo “Il paradosso della perfezione” sottolineando, in apertura, il proprio entusiasmo nella scelta della Grecia come location per la cerimonia di premiazione, non soltanto perché sta conducendo la presidenza del Consiglio dell’Unione per la prima parte del 2014, ma anche perché, secondo De Gucht, si tratta di un Paese che ha da insegnare molto per quanto riguarda la perfezione, concetto cardine del suo discorso.

Trovandosi nella patria della filosofia, De Gucht non ha saputo resistere dal citare gli antichi filosofi greci, che hanno dedicato molto tempo alla ricerca dell’essenza di questo concetto: Platone, prima di tutto, che ha definito la perfezione come l’eccellenza in ogni aspetto, e Aristotele, che riteneva perfetto un oggetto che sapesse soddisfare completamente il suo scopo. De Gucht tuttavia ha preferito rifarsi all’idea di Empedocle, il primo che ha parlato di “paradosso della perfezione”: non importa quanto duramente si provi, non si può avere perfezione senza imperfezioni. È questo approccio alla perfezione che è stato celebrato da De Gucht: non inseguire una meta astratta irraggiungibile, ma godersi la ricerca per raggiungere il risultato. Gli esempi virtuosi premiati ad Atene non guardano intorno a sé pensando che tutto vada già bene esattamente così com’è, vedono margini di perfezionamento e sono felici di assumersi delle responsabilità, caricandosi tutto il potenziale di imperfezione per cercare di realizzare un miglioramento. E’ questo il cosiddetto spirito imprenditoriale.

Il Commissario De Gucht ha ricordato come i governi abbiano l’onore e l’onere di aiutare le imprese d’eccellenza ad avere successo: non solo per il vantaggio dei padroni di casa, ma anche perché il successo di un’impresa crea opportunità per i suoi lavoratori, fornitori e consumatori. L’Unione Europea è profondamente impegnata e devota a questo ideale. Con la creazione del mercato unico di 500 milioni di persone, l’Europa ha voluto ridefinire il significato di un mercato interno per aziende grandi e piccole: facilitando gli affari tra i nostri confini europei l’obiettivo è quello di aprire la strada per il mercato globale del 21esimo secolo. “Questo è il mio lavoro come Commissario europeo al Commercio, per poter negoziare con le economie extraeuropee che produrranno il 90% della crescita mondiale nei prossimi 20 anni”, ha ribadito De Gucht, riferendosi, con economie extraeuropee, ai mercati di Stati Uniti, Giappone, Cina e India.

In che modo? Riducendo le tariffe pagate alla frontiera, eliminando le barriere per poter vendere i propri servizi, assicurandosi che leggi e regolamenti in questi mercati non discriminino ingiustamente gli stranieri e facendo in modo di avere accesso ai migliori fornitori del mondo, a prescindere dalla loro localizzazione geografica. Non è sempre un compito facile, politicamente parlando. Apertura dei mercati è sinonimo di cambiamento e questo potrebbe comportare una qualche resistenza da parte di interessi particolari nell’industria europea. De Gucht si è quindi appellato alle imprese premiate ad Atene chiedendo la loro collaborazione: cercando di raggiungere l’eccellenza in ogni campo sarà possibile raggiungere un tipo di “perfezione imperfetta”; questo però – ha concluso De Gucht – richiede il contributo di tutti.

In foto, i tredici premiati dell’European Business Award 2014 (© The European Business Awards 2014)

L' Autore - Federica D'Errico

Laureata triennale in Studi Internazionali, amo Torino tanto che ho deciso di dedicarle la mia tesi di laurea dal titolo "Città e relazioni internazionali: il caso di Torino". Appassionata di tutto ciò che riguarda l'arte e la letteratura, curiosa ed attenta all'attualità nazionale ed estera, sono una studentessa del Corso Magistrale in Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. Mi piace definire l'Europa il luogo delle opportunità.

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