mercoledì , 21 febbraio 2018
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Germania, la corte di Karlsruhe contro la soglia del 3% alle elezioni europee

Mercoledì 26 febbraio la Corte Costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht) ha emesso una sentenza che rischia di incidere pesantemente sull’esito delle elezioni europee di maggio. Il collegio di Karlsruhe infatti ha dichiarato incostituzionale la soglia di sbarramento del 3% per le elezioni europee. I partiti tedeschi, a maggio, non avranno quindi più alcun quorum da rispettare. La soglia, si legge nella decisione, “viola i principi generali di uguaglianza e di pari opportunità alle urne”.

Non è la prima volta che i giudici della Corte Costituzionale tedesca si pronunciano sulla legittimità della soglia di sbarramento per le votazioni europee. Già nel 2011 infatti, un suo pronunciamento aveva spinto il Bundestag ad abbassare la soglia dal 5% al 3%La sentenza tedesca ha provocato ripercussioni negli altri Paesi del Vecchio Continente, compresa l’Italia. Nel nostro Paese la legge del 20 febbraio 2009 stabilisce una soglia di sbarramento del 4% per le elezioni del PE. Con la decisione di Karlsruhe alcuni esponenti politici sono tornati a chiedere una riforma del sistema elettorale in uso in Italia per le elezioni europee.

Monica Frassoni, esponente del Partito dei Verdi europei, si dichiara contraria alla limitazione della partecipazione politica, per inesistenti motivi legati alla governabilità. “Nelle prossime votazioni europee ci sarà un problema di rappresentanza e di diniego della democrazia” sostiene la Frassoni. “La competizione elettorale è troppo limitata anche per ragioni di competizione interna tra partiti nazionali” conclude. Le istituzioni europee non hanno accolto favorevolmente la decisione della Corte tedesca. Il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha ammesso: “non era il risultato che auspicavamo. Con questa sentenza è necessario raddoppiare l’impegno e la mobilitazione per evitare l’ingresso nel PE di forze estremiste e anti-europeiste”.

Tra i partiti che hanno impugnato la soglia di sbarramento dinnanzi alla Corte Costituzionale troviamo il Partito Pirata tedesco, Alternative für Deutschland (movimento anti-euro), Freie Wähler e il movimento di estrema destra NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands). Queste forze, non rappresentate nel Parlamento tedesco a causa dello sbarramento al 5%, rischiano ora, con questa sentenza, di riuscire a far eleggere i loro rappresentanti all’interno del PE, dando spazio quindi ad individui che si battono contro il progetto europeo.

La sentenza della Corte Costituzionale tedesca rischia di diventare un’arma a doppio taglio. Da una parte favorisce una più corretta rappresentanza delle scelte del corpo elettorale e cerca di ridurre quel deficit democratico che costituisce una delle criticità del processo di integrazione europeo, dall’altra rischia di spalancare le porte dell’unico organismo rappresentativo democraticamente eletto a forze estremiste e nazionaliste. Bisognerebbe riflettere su questo aspetto, anche alla luce del ruolo di promotore della riforma delle istituzioni europee che, nella prossima legislatura, il PE sarà chiamato a svolgere.

Nell’immagine, la Corte Costituzionale di Karlsruhe (© Bundesarchiv, B 145 Bild-F083310-0001/Schaack, Lothar/CC-BY-SA, Wikimedia Commons)

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

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