lunedì , 19 febbraio 2018
18comix

Il piano europeo per la mobilità e l’occupazione giovanile all’esame del PE

Durante la plenaria del Parlamento Europeo che si è svolta nei giorni scorsi, un’attenzione specifica è stata dedicata alla questione dei giovani e ai problemi delle politiche per la mobilità e le opportunità all’interno dell’UE, soprattutto fuori dal Paese di origine, toccando il tema caldo della disoccupazione giovanile.

Esattamente un anno fa, nel settembre del 2012, la Commissione Europea aveva stilato un rapporto in merito a un progetto a lungo termine (2010-2018), denominato “EU Youth Strategy”. Il programma comprende una serie di proposte ad ampio raggio per i giovani dei Paesi europei, in particolare nel campo dell’istruzione e del mondo del lavoro, ma anche in quello della responsabilizzazione e attività politica e dell’inclusione sociale. I controlli in merito al progetto sono triennali e il report del 2012, che questa settimana è stato sottoposto al Parlamento Europeo, ha il compito di valutare i progressi e le difficoltà riscontrate nell’attuazione del Piano. In questo modo è possibile una valutazione dei limiti riscontrati in questi tre anni e l’elenco di una serie di priorità per lo sviluppo del programma. A questo proposito sono state accettate all’unanimità le proposte di implementazione stilate in luglio dalla commissione per la cultura e l’istruzione e dal relatore Georgios Papanikolaou.

I primi tre anni di progetto si sono dovuti confrontare con la sempre crescente disoccupazione giovanile, che nel febbraio del 2013 ha raggiunto il 23,5 %, cercando di creare collegamenti tra diversi campi d’azione e tra i diversi attori, politici e non: gli Stati membri, le istituzioni europee e le aziende private. Gli obiettivi del secondo ciclo della Strategia per i Giovani si concentreranno quindi in particolare sull’occupazione e l’imprenditorialità. Verranno attuate una serie di iniziative per avvicinare i giovani al mondo del lavoro: programmi educativi specifici, organizzazioni giovanili che mirino a fornire competenze trasversali e il progetto “il tuo primo lavoro EURES” con l’obiettivo di reindirizzare giovani disoccupati a trovare lavoro all’estero.

Oltre a offrire nuove prospettive a coloro che si trovano in difficoltà, l’obiettivo è non ostacolare i giovani che tentano attivamente di crearsi prospettive di studio e di lavoro non solo nel proprio Paese, ma anche all’estero. A questo proposito sono stati giudicati deplorevoli i comportamenti ambivalenti del Consiglio, che da un lato si è dichiarato a favore di un solido finanziamento delle politiche giovanili, dall’altro sta ritardando i pagamenti del budget 2013 per il progetto di studio “Erasmus”. Il Parlamento propone invece una serie di nuove garanzie per invogliare i giovani ad essere imprenditori di sé stessi in Europa, attraverso una totale trasferibilità all’estero dei benefici sociali, agevolazioni su tasse e contributi, la possibilità di facilitazioni per chi vuole creare nuove aziende.

Infine, è stata posta grande attenzione alle politiche culturali e scolastiche dei vari Paesi membri e dell’UE in generale, per investire nell’educazione, combattere l’esclusione sociale e fornire nuovi e moderni strumenti ai giovani di fronte al mondo del lavoro e della politica. Importanti, da questo punto di vista, risultano le cosiddette “competenze trasversali” quali quelle di organizzazione, leadership, l’utilizzo dei social media e delle nuove tecnologie, l’apprendimento delle lingue. Così come la conoscenza dei processi politici, per favorire la responsabilità sociale, l’integrazione e lo sviluppo dei valori democratici. Viene incoraggiata una partecipazione sempre più attiva e interessata dei giovani alla politica e alla società non solo del proprio Paese, ma dell’Unione Europea in generale, attraverso proposte di volontariato o di organizzazioni comunitarie.

Per attuare questi ed altri progetti, il Parlamento ha verificato innanzitutto la necessità di un aumento del budget, rispetto ai 6 miliardi di euro stimati. Fondamentale risulta poi la visibilità dei programmi e delle iniziative proposte all’interno della “EU Youth Strategy”, con l’informazione da parte di degli Stati membri e degli attori sociali, e la creazione di un Portale Europeo per i Giovani. L’obiettivo è quello di rendere sempre più agevole e intuitivo l’accesso alle informazioni, aumentando così innanzitutto la partecipazione ai progetti in atto, auspicando proposte e iniziative da parte dei diretti interessati, che permettano di agire sempre più in sinergia con le effettive esigenze dei giovani.

In foto il  relatore Georgios Papanikolaou a Strasburgo (Foto: European Parliament)

L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

Check Also

Brexit: si chiude la prima fase dei negoziati

I movimenti nazionalisti, emersi con forza nell’odierno assetto politico-sociale europeo, fanno spesso ricorso alla Brexit …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *