venerdì , 17 agosto 2018
18comix

Il reato di immigrazione clandestina in Europa

copertina europae 6

Articolo tratto dal numero mensile di Europae: “Alle porte dell’UE. L’immigrazione e la frontiera meridionale”, n. 6 – Ottobre 2013 (pp. 15-17).

 

Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre le acque del Mediterraneo sono state teatro di uno dei più drammatici episodi che la storia delle migrazioni verso l’Europa ricordi. Il Mare Nostrum ha infatti inghiottito più di 360 persone tra uomini, donne e bambini desiderosi di fuggire da un presente insostenibile. A tale tragedia sono seguite commoventi azioni di solidarietà soprattutto da parte degli abitanti di Lampedusa, l’isola a largo della quale è avvenuto il naufragio.

A fronte di tutto questo, però, i 155 sopravvissuti alla catastrofe sono stati immediatamente iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento a causa della legge n. 94 del 15 luglio 2009. La notizia ha destato sdegno e incredulità, ma le autorità giudiziarie non hanno potuto comportarsi diversamente, a causa del reato di immigrazione clandestina. Un reato previsto dalla sopracitata legge dello Stato, approvata nell’ambito del primo “pacchetto sicurezza” dell’allora Ministro degli Interni Roberto Maroni. Provvidenzialmente questo episodio increscioso ha portato alla luce le criticità di tale previsione normativa e il 9 ottobre scorso la Commissione Giustizia del Senato vi ha apportato sostanziali modifiche.

Il dibattito pubblico che ha accompagnato quest’ultimo emendamento è stato piuttosto acceso e ha visto diversi esponenti politici dichiarare che il reato di immigrazione clandestina non è un unicum italiano, ma è presente negli altri Stati europei. Detto così, nulla da obiettare, ma scavando in profondità i distinguo non sono di poco conto e comunque le differenze nella localizzazione geografica di Paesi come Italia, Germania o Regno Unito dovrebbero invitare a riflessioni più articolate.

Tuttavia, prima è bene chiarire cosa s’intenda per “immigrazione illegale”. Si tratta dell’ingresso o il soggiorno di cittadini stranieri in violazione delle leggi sull’immigrazione del Paese di destinazione. Di norma, lo status dell’immigrato irregolare è temporaneo, poiché può accadere che persone entrate clandestinamente sanino la loro posizione per mezzo di regolarizzazioni o sanatorie. Di contro, può succedere che persone entrate regolarmente in un Paese divengano “irregolari” per il semplice fatto di avervi soggiornato più del consentito (overstaying).

La norma introdotta nel 2009 punisce a titolo di reato entrambe le fattispecie, criminalizzando mere condizioni personali. È proprio questa la critica più aspra, ossia il fatto di punire non una condotta, ma uno status (condizione individuale di migrante), quindi esser sanzionati per chi si è e non per quello che si è fatto. Non a caso, la Corte Costituzionale con la sentenza 249 del 5 luglio 2010 dichiarò illegittimo uno degli elementi più controversi del testo in oggetto, ossia l’aggravante di clandestinità che aumentava fino a un terzo le pene per qualsiasi reato fosse stato commesso da un clandestino. L’incompatibilità con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione era peraltro evidente.

Con ulteriore sentenza, la 250/2010, la Corte stessa ritenne invece il cosiddetto “reato di clandestinità” una scelta rientrante nella sfera discrezionale del legislatore. Da ultimo, sono piovute critiche severe anche dal Parlamento Europeo, che il 23 ottobre scorso con una risoluzione bipartisan riferita implicitamente alla legge Bossi-Fini chiedeva di «modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare». Qualora tutto questo non bastasse per criticare severamente il reato ascritto ai 155 sopravvissuti di Lampedusa, va segnalata anche la mole abnorme di processi che gravano su un sistema giudiziario non certo esemplare per efficacia ed efficienza.

Queste erano appunto alcune delle più macroscopiche criticità del reato introdotto nel 2009. Cosa accade negli altri Paesi? Come già accennato, anche altri Stati europei hanno adottato soluzioni simili, specialmente Regno Unito, Germania e Francia.

In Francia la disciplina dell’immigrazione è da ricercarsi nel Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile. Esistono appunto due tipologie di permesso di soggiorno nel Paese transalpino: uno temporaneo della durata massima di un anno (carte de séjour temporaire) e uno a lungo termine (carte de résident) con scadenza decennale rinnovabile. Si segnala che in tale ordinamento l’immigrazione clandestina è sanzionata penalmente. Perciò, ai sensi degli articoli L. 621-1 del detto testo di riferimento, lo straniero che entri in modo irregolare o si trattenga più del consentito sul suolo francese è punito con la reclusione di un anno ed un’ammenda di 3.750 euro.

Medesimo trattamento è riservato a coloro i quali abbiano violato le disposizioni di Schengen in quanto al possesso dei documenti di viaggio. Inoltre il giudice può interdire l’ingresso o il soggiorno di chi è stato condannato per immigrazione clandestina per un periodo non eccedente i 36 mesi. Quando ciò accade, scontata la pena, il soggetto in questione viene accompagnato alla frontiera. Sono tutti temi di estrema attualità in Francia, anche e soprattutto dopo il caso di Leonarda Dibrani, la ragazzina kosovara di etnia rom espulsa dal Paese il 9 ottobre scorso dopo esser stata prelevata durante una gita scolastica. Infine, nel caso in cui lo straniero si sottragga o tenti di sottrarsi al provvedimento di accompagnamento alla frontiera, ovvero varchi nuovamente i confini transalpini dopo esserne stato allontanato, sarà punito con tre anni di reclusione.

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

Check Also

Big Data: cosa prevede il regolamento del 2016

La principale fonte in materia di dati personali è costituita dal regolamento europeo 2016/679 del …

3 comments

  1. antonio danieli

    Semplice..cambiamo la costituzione, adeguiamola a quella degli altri paesi europei.
    L’obbligatorietà dell’azione penale è un tabu da superare
    I poteri del pubblico ministero italiano e l’assetto istituzionale nel quale opera hanno nel loro
    insieme caratteristiche uniche, senza eguali nel panorama dei paesi democratici. Caratteristiche
    tutte rivolte a potenziare le condizioni di indipendenza del pubblico ministero e a depotenziare
    quelle della sua responsabilità.
    La piu bella costituzione del mondo…tutti in fila per copiarla…costituzione di uno stato mafioso!

  2. Carlo Lauletta

    Al tempo in cui la sinistra aveva responsabilità di governo nell’Europa Orientale, per poter fornire a ogni cittadino i beni importanti impose vita disciplinata. Ad esempio in tema di frontiere: chi a spese della collettività prendeva la laurea non poteva poi fare “marameo” ai coetanei che lavoravano in miniera o agli altiforni; se, non accettando di guadagnare quanto loro, cercava di passare il confine sans papiers, la polizia popolare lo fermava a fucilate. Una giovane congolese diventata oculista all’Università Lumumba di Mosca, una volta finiti i corsi, doveva rimpatriare sùbito, perché il numero di oculisti nell’URSS era adeguato, nel Congo disperatamente insufficiente. No, la sinistra seria oggi in Italia è contro l’immigrazione. Questa invece è caldeggiata dalla Chiesa Cattolica, perché l’arrivo in Italia e in Europa (salva la Città del Vaticano! ) di africani a decine di milioni determinerà il collasso di quello stato sociale in cui il sentimento religioso si affievolisce e il clero perde prestigio e potere. Gli xenofili o xenomani sono gente ultrareazionaria, esprimono una destra amica della povertà e nemica dei poveri, la destra cattiva e terribile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *