sabato , 24 febbraio 2018
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Low-cost, Corte UE chiude caso Vueling

Prenotare un volo low-cost è diventato oggi di una semplicità quasi imbarazzante. Eppure, in alcuni stati membri dell’UE, può ancora riservare delle sorprese sgradevoli.

Il caso su cui la Corte di Giustizia di Lussemburgo si è pronunciata il 18 settembre scorso parla proprio di questo: la signora Arias Villegas prenota quattro biglietti da la Coruña a Amsterdam validi per il 18 e 23 ottobre del 2010 tramite il sito della compagnia aerea low-cost Vueling. Decide di aggiungere due bagagli, il cui costo, secondo l’articolo 97 della legge spagnola n 48/1960, deve essere compreso nel prezzo del biglietto, a prescindere dal numero dei colli e dal loro volume. Il prezzo del trasporto aereo, secondo il diritto spagnolo, deve essere di 241,48 euro. Invece la Signora Arias Villegas paga quaranta euro supplementari a causa dei bagagli. Tornata dalla vacanza presenta reclamo al comune di residenza, sostenendo che nel contratto di trasporto era inclusa una clausola abusiva. Il comune mette in contatto la Signora con l’Instituto Galégo de Consumo che richiede a Vueling il pagamento di una sanzione amministrativa di 3000 euro. Vueling resiste e il tutto finisce davanti al Tribunale Amministrativo Spagnolo che, ex articolo 267 del TFUE, decide di effettuare un rinvio pregiudiziale.

Nel contesto di diritto inerente al caso di specie si trova anche il riferimento al regolamento europeo n. 1008 del 2008 in tema di servizi di trasporto aereo. Gli articoli 22 e 23 del regolamento stabiliscono il principio per cui il prezzo finale da pagare, comprensivo di tariffe passeggeri, merce e tasse applicabili, è sempre indicato. I supplementi di prezzo opzionali devono essere comunicati in modo chiaro e ricevere l’esplicito consenso dell’interessato. Il diritto interno spagnolo è dunque adeguato? La Corte inizia rievocando i suoi “precedenti”, come nel common law, ribadendo che la normativa nazionale deve ricevere un’interpretazione conforme ai canoni del diritto europeo. In questo caso bisogna fare riferimento all’articolo 23 del regolamento.

Nonostante la determinazione dei prezzi non sia indicata tra gli oggetti dell’articolo, è da ritenervisi comunque compresa in virtù del principio della trasparenza dei prezzi e dei servizi, giustificato dall’articolo 100 del TFUE. Bisogna quindi capire se il prezzo del bagaglio è un elemento inevitabile e prevedibile oppure costituisce un supplemento di prezzo opzionale. La Corte fa dunque una considerazione di ordine generale: il trasporto aereo nel 2014 è radicalmente diverso dagli anni ’60 e si è sviluppato il modello delle compagnie low-cost, caratterizzate da servizio di trasporto aereo a costo ridotto. Il bagaglio registrato ha dunque assunto un’importanza rilevante e i vettori sono legittimati a chiedere un supplemento di prezzo.

Il prezzo del bagaglio registrato è quindi un supplemento di prezzo opzionale. Ciò non vale naturalmente per i bagagli non registrati (i cosiddetti bagagli a mano) che, purché rispettino determinate condizioni di peso, forma e sicurezza, sono oggetti indispensabili al passeggero e non possono essere oggetto di supplementi di prezzo. La Corte conclude dunque che la normativa spagnola, non consentendo di fissare un prezzo diversificato in funzione della presenza o meno di bagagli registrati, contravviene al diritto dei vettori aerei e risulta ostativa all’obiettivo di un’effettiva comparabilità dei prezzi.

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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