lunedì , 19 febbraio 2018
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“Mariage pour tous”: adozioni e procreazione assistita, problemi ancora aperti

È passato quasi un anno dall’approvazione in Francia del matrimonio per le coppie omosessuali. Secondo il Codice Civile francese, ancora non riformato, il matrimonio conferisce automaticamente alla coppia il diritto all’adozione di bambini stranieri o francesi. Riformando l’articolo che definisce il matrimonio come unione di due persone di ambo i sessi, è stata quindi concessa alle coppie omosessuali la possibilità di adottare. Ritenuta conforme alla costituzione dal Conseil Constitutionnel il 17 maggio scorso, la legge ha però causato molte complicazioni e vere e proprie ingiustizie.

Alcune obiezioni mosse dall’opposizione, che aveva sottoposto il testo al vaglio del Conseil in un controllo di costituzionalità a priori, riguardavano la disciplina della procreazione medicalmente assistita, riservata in Francia alle sole coppie eterosessuali sterili. Si sarebbe così creata una disparità di trattamento tra coppie sposate, con un aumento del turismo sanitario nei paesi dell’Unione più liberali (come Danimarca e Spagna), che praticano la fecondazione artificiale a donne singole o lesbiche e altre pratiche sanitarie vietate in Francia come quella più conosciuta del c.d. “utero in affitto”.

Il Conseil ha chiarito che uno dei principi fondamentali dell’UE è il dritto del cittadino a scegliere il Paese in cui curarsi. Secondo la Direttiva 2011/24 l’aiuto alla procreazione è considerata una cura ed essendo la normativa europea superiore a quella nazionale è quest’ultima a doversi adattare. Veniva però affidato ai giudici di merito, della Cassazione o del Consiglio di Stato il compito di stabilire se il ricorso alla procreazione assistita in un Paese dell’UE fosse o meno legale.

Le motivazioni del Conseil hanno lasciato perplessa la dottrina giuridica francese. Brunet Laurence ha scritto che se i giudici decideranno di rifiutare le richieste di adozione per regolarizzare la situazione della famiglia omosessuale, ci sarebbero presupposti fondati per ricorsi in via pregiudiziale presso la Corte di Giustizia dell’UE o, esauriti i gradi di ricorso, alla Corte di Strasburgo. Questi pronostici si sono rivelati veritieri.

Secondo i dati pubblicati dall’associazione per i genitori gay e lesbiche, a partire dalla prima adozione del 14 ottobre 2013 una ventina di altre ne sono susseguite. Rimangono però molto differenti, da un dipartimento a un altro, le decisioni dei giudici in merito alla legalizzazione delle adozioni da parte delle coppie omosessuali sposate. Centri come Toulouse, Marseille e Aix-en-Provence hanno rifiutato sistematicamente ogni richiesta di regolarizzazione.

Le coppie che hanno intrapreso la via della regolarizzazione si lamentano poi della lunga procedura necessaria, senza avere la certezza che il passo intrapreso possa essere legalizzato. In più, 14 sindaci UMP hanno adito il 24 gennaio scorso la Corte di Strasburgo perché l’assenza, all’interno della legge entrata in vigore il 23 maggio 2013, di una clausola che preveda l‘obiezione di coscienza nel quadro della celebrazione di un matrimonio omosessuale sarebbe una violazione del diritto all’autodeterminazione.

Come non bastasse, la campagna del collettivo cattolico conservatore, Manif pour tous, ha spinto il governo a posporre al 2015 la riforma sul diritto di famiglia, che doveva risolvere questa situazione incerta, peggiorando la situazione. Non sembra credibile neppure l’annuncio della portavoce di Hollande secondo cui il Presidente – in continuo calo di consensi – vorrebbe intraprendere la riforma della procreazione medica assistita, separata dalla riforma del diritto di famiglia. Visto che le riforme tratterebbero lo stesso tema, l’ipotesi di provvedimenti separati lascia quantomeno perplessi. Su questi temi servirebbe un’intesa di largo respiro, necessaria a realizzare una legge che possa definirsi giusta e coerente. Di tutto questo, al momento, non c’è traccia.

In foto, manifestazioni del 2012 a favore del provvedimento “mariage pour tous” (© Ericwaltr – Wikimedia Commons 2012)

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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