mercoledì , 15 agosto 2018
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McDonald's
Photo © Todd Baker - www.flickr.com, 2006

McDonald’s, pratiche fiscali oscure in Lussemburgo

Un recente studio, ironicamente denominato “Unhappy Meal” , condotto da un gruppo di associazioni di categoria americane ed europee, ha svelato la strategia elusiva praticata dalla multinazionale del cibo McDonald’s, nel periodo ricompreso tra gli anni 2009-2013. L’ammontare del carico fiscale complessivamente spostato si aggira attorno ai 3,7 miliardi di euro e, sebbene interessi gran parte dell’Europa, colpisce di più Stati come la Francia, la Spagna, l’Italia e il Regno Unito, che mostrano di perdere quasi un miliardo di euro di entrate.

La strategia di McDonald’s

Trasferire le sede centrale dal Regno Unito alla Svizzera e, successivamente, indirizzare i proventi che derivano dal pagamento delle royalty verso una società-figlia con sede nel Lussemburgo, con una filiale proprio nello Stato elvetico. Questo, in sintesi, l’oggetto dell’accordo. Una storia già vista e già sentita, se si pensa che il Granducato è stato recentemente coinvolto nelle indagini condotte dalla Commissione Europea riguardo un controverso accordo fiscale con la società Amazon, ma anche con l’italiana Fiat Finance and Trade.

Costituita nel 2008, la McD Europe Franchising Sàrl, società deputata alla riscossione dei diritti di proprietà intellettuale del gruppo McDonald’s, è ben presto divenuta una delle più grandi filiali d’Europa. Un’agevolazione fiscale strettamente riservata ai compensi derivanti dallo sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale consente, infatti, di ridurre la normale aliquota fissata al 29,2% fino ad un generoso 5,8%.

La questione fiscale

McDonald’s è una delle maggiori catene presenti nel mondo: ben il 73 per cento dei suoi 7.850 ristoranti è un affiliato. Proprio questa struttura commerciale, che si fonda sul contratto di franchsing, in cui il “franchisee” paga al “franchisor” un corrispettivo per lo sfruttamento dei diritti relativi all’uso di marchi, insegne e denominazioni commerciali, nonché un 5 per cento, come royalty, sulle vendite effettuate, ha permesso di sviluppare una vantaggiosa rete fiscale. A questo si aggiunga che il Lussemburgo presenta una delle più attraenti legislazioni fiscali europee, che, in virtù della sua spiccata flessibilità, induce sempre più società a stabilirsi in questo Stato per godere di tutti i suoi benefici.

Jan Willem Goudrian, Segretario Generale di EPSU, l’associazione che assieme a EFFAT, SEIU e al gruppo inglese War on Want, ha contribuito alla redazione dell’inchiesta, definisce “vergognosa” la condotta tenuta da una società multimilionaria come McDonald’s, che, tra l’altro, è solita pagare salari bassissimi ai suoi dipendenti. Mentre Annaliese Dodds, membro del gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D) del Parlamento Europeo, sottolinea un aspetto non secondario. Le numerose politiche di austerity, messe in atto dai governi europei, hanno determinato un calo nel numero di addetti al controllo dell’amministrazione finanziaria. In una simile situazione, a nulla vale varare leggi più severe, se poi vengono a mancare coloro che queste leggi dovrebbero farle rispettare.

Il Presidente Jean Claude Juncker, nel dettare la sua agenda, aveva già dato una priorità alta alla questione fiscale. Ma deve dirsi giunta l’ora di elaborare le tanto attese linee guida per combattere questo ben radicato sistema fraudolento, che mina ed ostacola il corretto andamento del meccanismo concorrenziale europeo. Dal gruppo S&D è già partita una richiesta, rivolta alla Commissione, perché si proceda ad un’appropriata indagine nei confronti di McDonald’s.

L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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