martedì , 14 agosto 2018
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Pacchetto infrazioni: tante bocciature sull’ambiente

Come ogni mese, la Commissione si è espressa lo scorso 16 aprile in merito ai casi di mancato adempimento da parte degli Stati Membri degli obblighi previsti dalla legislazione europea. Le decisioni adottate ammontano a 135, tra le quali si contano 31 pareri motivati e 4 deferimenti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Protagonista dei provvedimenti più importanti è stato in questo caso senza alcun dubbio l’ambiente: tutti e quattro i casi di deferimento alla Corte di Giustizia sono infatti legati dall’espressa volontà di limitare la piaga dell’inquinamento.

Si giustifica con quest’intenzione innanzitutto il richiamo mosso a Germania, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo perché si adoperino per la creazione di uno spazio aereo comune organizzato: secondo Bruxelles, tenendo finalmente conto dei reali flussi di traffico e non del rispetto dei confini nazionali, si potrà compiere un passo decisivo verso un sistema di trasporto aereo più efficace, meno costoso e meno inquinante. A costare il deferimento a Belgio e Finlandia è stato invece il mancato recepimento della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia, un documento avente come obiettivo ultimo che, entro il 2012, tutti i nuovi edifici siano del tipo denominato “a energia quasi zero”.

Nel mirino di Bruxelles sono finite poi anche Austria e Polonia. Alla prima è stata contestata l’incapacità di assicurare un’adeguata tutela del fiume Schwarze Sulm, uno dei più lunghi fiumi incontaminati della Stiria: Vienna avrebbe infatti autorizzato la costruzione di una centrale elettrica che ne metterebbe a rischio la qualità delle acque. La scelta di deferire la Polonia è stata invece mossa dalla mancata osservanza delle norme UE in materia di gas fluorurati ad effetto serra. Nello specifico, pur avendo già ricevuto un parere motivato relativo a tale questione nel novembre 2012, Varsavia non ha finora mai comunicato quali sanzioni siano previste per il mancato rispetto della normativa, né quali siano gli organismi nazionali incaricati della formazione e della certificazione delle imprese e del personale addetti ad attività che implichino l’utilizzo di gas fluorurati.

All’interno del pacchetto infrazioni discusso mercoledì scorso, non sono mancate ovviamente anche misure nei confronti dell’Italia, destinataria di tre pareri motivati. Due di questi riguardano la mancata attuazione di altrettante direttive europee, relative l’una alla sicurezza dei farmaci, l’altra all’adeguamento delle norme in materia di libera circolazione dei professionisti, resosi necessario in seguito all’ingresso in Europa della Croazia. Il terzo parere motivato verte infine, ancora una volta, intorno all’ambiente.

Al nostro Paese, in particolare, è stata richiesta l’adozione di maggiori misure a tutela di una vasta foresta di querce nei pressi di Cascina Tre Pini, in provincia di Varese. La zona rientra tra i siti facenti parte di Natura 2000, la rete di aree naturali protette dall’Unione Europea, e versa ad oggi in condizioni disastrose. Il proprietario dei terreni già nel 2008 aveva ricevuto un risarcimento per il danneggiamento dell’area, imputabile principalmente alle emissioni atmosferiche provenienti dal vicino aeroporto di Malpensa, ma da allora la situazione è ulteriormente peggiorata. L’Italia deve ora mettere a punto in due mesi un piano efficace per salvaguardare l’area. In caso contrario, il deferimento alla Corte di Giustizia sarà inevitabile.

Nell’immagine, un querceto in Lombardia (© Massimiliano Mariani, 2011, Wikimedia Commons).

L' Autore - Giulia Ferrero

Responsabile Istruzione e Politiche giovanili - Iscritta al corso di laurea magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Torino, frequento allo stesso tempo la Scuola di Studi Superiori di Torino, ricoprendo all’interno del Comitato Scientifico di quest’ultima il ruolo di rappresentante degli studenti. Quest’incarico, un semestre di studi nel cuore dell’Europa presso l’Université Catholique de Louvain (Belgio) e la collaborazione ad alcune attività dell’EUCA (European University College Association) mi hanno portato ad interessarmi di politiche europee a sostegno della cultura e dell’istruzione, certa che la vera integrazione europea debba passare innanzitutto per i banchi di scuola.

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