martedì , 20 febbraio 2018
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Russia: nuovi controlli sui dati online

Mentre l’UE approvava un piano d’azione serrato per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), la Duma (assemblea parlamentare) russa dava la prima approvazione al disegno di legge volto a ristrutturare la gestione dei dati personali dei cittadini su internet. Il significato politico delle due scelte non è irrilevante: da un lato vi è una stretta coordinazione nella gestione di beni multimediali e digitali, dall’altro quella di un’autonomizzazione sfrenata della stessa. A presentare il disegno sono stati i deputati Alexander Yushchenko (Partito Comunista), Andrei Lugovoi e Vadim Dengin (liberal-democratici).

Certamente, volendo limitarsi a un’osservazione superficiale, i due ambiti sono solo in parte comunicanti. A uno sguardo più attento, risulta chiaro però che l’effetto del provvedimento, se venisse definitivamente approvato, sarebbe decisamente pervasivo. Infatti, ogni servizio internet o applicazione in grado di archiviare dati personali sarebbe costretto a posizionare i propri server all’interno dei confini russi. Per fare alcuni esempi, Google, Facebook e Instagram, per essere ancora autorizzati a operare, dovrebbero spostare i loro server e ciò non sarebbe ancora sufficiente. Le imprese titolari dei servizi dovrebbero poi fornire specifiche garanzie per poter trasmettere i dati fuori dal Paese. Se le garanzie non fossero assicurate, l’agenzia di Stato per le telecomunicazioni (Roskomnadzor) sarebbe autorizzata a restringere l’accesso ai servizi, secondo un modello che ricorda non poco quello cinese.

Ma perché il settore dei DPI e quello dei dati personali tendono a coincidere? Per una questione squisitamente politica o, più nello specifico, di politica legislativa. Alcuni emendamenti sono infatti stati giustificati alla luce della lotta alla pirateria informatica, come la proposta di bloccare a monte, da parte dei titolari dei diritti, determinati siti che consentano il download di file multimediali. Certo, il controllo di questi siti dovrebbe transitare dalle agenzie statali e poca discrezionalità rimarrebbe in capo ai titolari.

Altre parti della legge sono state legittimate da ragioni attinenti alla sicurezza nazionale, tasto divenuto particolarmente dolente da ché l’ex tecnico della CIA Edward Snowden ha stabilito in Russia la sua residenza. Il caso Datagate ha avuto un’eco senza precedenti nel Paese e ha rafforzato quella che prima era solo una labile consapevolezza: ogni agenzia governativa che si rispetti monitora costantemente il flusso di dati degli utenti privati. Il punto cruciale, toccato da questa legge, è però il ruolo delle agenzie governative a livello internazionale. Un ruolo non troppo difficile da decifrare e che per il governo russo costituisce una condizione sufficiente ad attuare stringenti misure di contenimento dei dati personali dei cittadini.

La lettura del disegno di legge risulta però anche più complessa se si considera la lotta perdurante del Cremlino al movimento di tutela della libertà di espressione nel Paese. Per il governo il movimento è composto da comuni sobillatori, oppositori che non hanno saputo far confluire il proprio dissenso nel dibattito parlamentare. Autorevoli osservatori internazionali propendono per la possibilità che questi soggetti non abbiano potuto farlo. A riprova di questa teoria vi è la previsione, contenuta nel medesimo disegno di legge, per cui i blog con un numero di lettori superiori ai 3.000 (conteggiati come visitatori unici) sarebbero sottoposti a restrizioni analoghe ai mass media russi. Restrizioni riguardanti le avvertenze sull’età richiesta agli utenti per consultare alcuni materiali e obbedienza alle (stringenti) leggi elettorali.

Rimane il fatto che nella maggior parte degli altri Paesi europei vige l’accordo Safe Harbor (intercorso tra il Dipartimento statunitense di Commercio e l’UE nel novembre 2000) per l’esportazione e la gestione dei dati personali dei cittadini europei. Da questo punto di vista, la Russia si allontanerebbe non poco dalla gestione ormai normalizzata dei dati personali, in un momento storico connotato già da una forte diffidenza in materia a livello internazionale. La legge dovrebbe entrare in vigore nel settembre 2016 e comporterebbe uno sconvolgimento del sistema di gestione dei dati invalso nei Paesi occidentali, nonché una spesa senza precedenti per approntare e sviluppare le modifiche tecniche previste. Gli sviluppi sono abbastanza imprevedibili, ma nulla impedisce di pensare che il testo definitivo possa essere anche più stringente dell’attuale.

(Foto: torkildr – www.flickr.com, 2009) 

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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One comment

  1. Io sono totalmente d’accordo!

    Basta pensare a come gli Usa hanno sanzionato una banca francese(!) secondo leggi americane! Cosa impedisce loro di farsi passare dati privati dalle compagnie per qualche legge passata ad hoc sulla sicurezza nazionale?! caso datagate.
    Se io vivo ed ho scelto di vivere in Italia, è perché la politica italiana mi aggrada. Quindi posso tollerare che il MIO paese mi spii. Ma che diritto hanno gli Usa a ficcare il naso nella mia vita?!?!!! Che facciano ordine nel proprio giardino. Se mi piacesse la politica americana, mi sarei trasferita lì a farmi spiare. Mi irrita in un modo pazzesco che loro si comportino come se fossero la legge internazionale in persona!

    Un modo per non dare loro modo di applicare le loro leggi sul loro suolo sui TUOI dati che con LORO NON C’ENTRI per nulla… è quello di tenere i dati dove tu sei cittafino, nel tuo paese!!

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