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Photo @ Western Sahara, 2003, www.flickr.com

Sahara Occidentale: l’UE e l’accordo col Marocco

La sentenza del 10 gennaio 2015, con cui il Tribunale aveva annullato l’accordo concluso tra UE e Marocco per la liberalizzazione dei prodotti agricoli e della pesca a causa delle possibili implicazioni per il Sahara occidentale, è stata impugnata dal Consiglio davanti alla Corte di Giustizia per motivi di diritto.

In attesa della deliberazione della Corte, l’avvocato generale Melchior Wathelet ha depositato le sue conclusioni, che includono un’interpretazione alternativa dei presupposti dell’accordo. Se questa interpretazione fosse accettata, la Corte non potrebbe non annullare la sentenza.

Possibile pregiudizio per il Sahara occidentale

Il nocciolo della questione sta nella possibilità che l’accordo commerciale per la liberalizzazione dei prodotti, ad evidente vantaggio del Marocco, possa di fatto danneggiare gli abitanti e le risorse del Sahara occidentale, uno degli ultimi territori non autonomi dell’Africa, cui è riconosciuto dall’ONU il diritto all’autodeterminazione, ma su cui il Regno del Marocco ha da sempre ritenuto di poter esercitare la sua sovranità.

Prendendo in considerazione la natura contesa del Sahara occidentale e le possibili violazioni dei diritti fondamentali della sua popolazione, così come paventati dal Fronte Polisario, il Tribunale ha sentenziato che il Consiglio non ha valutato tali potenziali pregiudizi, venendo meno al suo obbligo di esame preliminare.

Le conclusioni dell’avvocato generale

L’avvocato generale è in realtà giunto alla medesima conclusione, e cioè che l’accordo di liberalizzazione non si applichi al Sahara occidentale, ma per la più semplice ragione che esso non fa parte del territorio del Marocco. In primo luogo, pur volendo ammettere che il Marocco amministri il territorio del Sahara occidentale, l’accordo internazionale concluso dallo Stato amministrante non può estendersi al territorio dello Stato amministrato, a meno che ciò non sia espressamente contemplato nell’accordo.

Nel caso di specie, non è stata rinvenuta alcuna clausola che deponga in tal senso. Se il futuro del Sahara occidentale è ancora indeterminato, di certo non lo è la sua qualificazione giuridica: è indiscusso che si tratti di un territorio non autonomo ai sensi dell’art. 73 della Carta delle Nazioni Unite e che sia separato e distinto rispetto al Marocco.

Di certo non si tratta di un territorio conteso. D’altra parte non è possibile ammettere che l’estensione dell’accordo sussista comunque di fatto. Secondo Wathelet i timori del Fronte Polisario circa gli effetti negativi dell’accordo sull’economia e l’autonomia del Sahara occidentale sarebbero solo congetture potenziali, non accompagnate da alcun elemento di prova che possa invece testimoniare la sussistenza di una prassi generale e di lunga durata contraria ai termini dell’accordo che, come ribadito, estende la sua portata esclusivamente al territorio marocchino.

Non applicabilità

Da un punto di vista internazionale, l’avvocato generale ha poi indicato altri due motivi di non applicabilità dell’accordo al Sahara occidentale. L’Unione non ha mai riconosciuto che tale territorio faccia parte del Regno del Marocco o che comunque su di esso si estenda la sovranità marocchina. Né risulta che con la conclusione dell’accordo di liberalizzazione l’Unione abbia voluto consacrare tale “sudditanza”.

È impossibile da un punto di vista giuridico che l’Unione abbia inteso applicare al Sahara occidentale l’accordo concluso col Marocco senza al contempo riconoscere a quest’ultimo una qualche autorità giuridica sul primo. In ultima istanza, ed a conferma della natura bilaterale dell’accordo più volte sottolineata, il diritto internazionale non consente che un trattato concluso tra due parti possa estendere i suoi effetti su un territorio terzo.

A fronte di tali argomentazioni, l’avvocato generale suggerisce di annullare la decisione del Tribunale a meno che la Corte non ravvisi altri elementi di diritto che confermino l’applicabilità dell’accordo anche al Sahara occidentale. In questa evenienza, Wathelet ritiene, a differenza del Tribunale, che al Consiglio possa addebitarsi soltanto il fatto di non aver considerato l’impatto dell’accordo sui diritti dell’uomo, ma non di aver omesso di ponderare gli effetti del patto sul possibile sfruttamento delle risorse economiche del Sahara occidentale.

In attesa della sentenza della Corte di giustizia, l’unica certezza è che la definizione della controversia costituirà un ulteriore tassello nel processo di autodeterminazione del Sahara occidentale.

L' Autore - Angelica Petronella

Pugliese di nascita, cittadina del mondo per vocazione. Laureata in Giurisprudenza e successivamente diplomata SSPL presso l'Università degli studi di Bari con due tesi di diritto internazionale. Ancora fiduciosa nella giustizia, coltivo il sogno di poter un giorno giudicare anziché difendere.

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2 comments

  1. La comunità Sahara occidentale è sovrano sud del Marocco dal 1975. Si occupa degli affari locali. Si sta lavorando per fare progressi al fine di affrontare la globalizzazione. I sindaci sono occidentali Saharawi. I capi delle regioni sono occidentali Saharawi. I capi delle industrie locali sono Occidentale Saharawi … Che altro? E ‘per autodeterminazione o no?
    La comunità Sahara occidentale rifiuta la propaganda dai relè Algeria in Europa. Si parla per conto del regime militare in Algeria. Non parlano per conto del Sahara Occidentale Comunità …
    Ultimo ma non meno importante, si è dimenticato di dire che l’avvocato generale ha detto che Polisario non ha alcuna legittimità di parlare per conto del Sahara Occidentale Comunità.
    Grazie

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