martedì , 20 febbraio 2018
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Sentenza MasterCard: abolite le commissioni

Due cerchi, uno rosso e uno giallo: MasterCard è uno dei sistemi di pagamento più noti al mondo. Il meccanismo che consente di estrarre un profitto dal sistema di pagamento stesso si fonda su vari elementi: quelle che nel gergo tecnico sono chiamate le banche di emissione, ossia gli istituti che emettono la carta di credito, i titolari delle carte, gli esercenti e le cosiddette banche di affiliazione, cioè le strutture che forniscono agli esercenti i servizi necessari ad accettare le carte di credito come mezzo di pagamento. Fin qui nulla di strano: in un’economia capitalistica il profitto è un obiettivo legittimo, ma non può essere perseguito se non nel rispetto delle regole che garantiscono un mercato concorrenziale e senza distorsioni.

All’interno della European Free Trade Area, questa posizione ideologica è stata positivizzata all’articolo 81, ora 101, del Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE), il quale vieta  una serie di comportamenti, ritenuti emblematici di un’alterazione inaccettabile del mercato. Tra questi si trova la fissazione diretta o indiretta dei prezzi d’acquisto, di vendita o di altre forme di transazione, oltre che la ripartizione dei mercati e la limitazione o controllo della produzione, dello sviluppo tecnico di prodotti o degli investimenti.

Perché dunque MasterCard Inc, con sede negli Stati Uniti a Wilmington, e MasterCard Europe, con sede a Waterloo, Belgio, si trovano nei guai? La risposta è individuabile nell’applicazione di commissioni interbancarie multilaterali  (CMI), imposte nel momento di un pagamento via carta di credito o di addebito,sia all’interno del circuito MasterCard, sia di quello Maestro (un circuito internazionale di carte di debito sempre del gruppo MasterCard).

Che cosa sono queste CMI? Non sono altro che somme trattenute nei confronti delle banche di emissione, quelle che hanno emesso la carta. Nel 2007, alcune istituzioni, quali il British Retail Consortium e la Eurocommerce SPRL, hanno informato la Commissione dell’applicazione di queste CMI, ritenendo che producessero un effetto di soglia risultante in una fissazione di prezzo vietata dal Trattato, visto che MasterCard costituiva, per la sua organizzazione interna, un’associazione di imprese passibile di sanzioni ai sensi dell’ex articolo 81 del Trattato.

La Commissione, nel suo ruolo di garante dei Trattati, ha svolto degli accertamenti, riscontrando una violazione effettiva dell’ex articolo 81 del Trattato e dell’articolo 53 dell’accordo sullo Spazio economico europeo. Ha quindi ingiunto a MasterCard di disapplicare immediatamente le CMI: una decisione controversa, che è stata prontamente impugnata dalle ricorrenti davanti al Tribunale di Primo Grado dell’Unione dell’UE (ora chiamato Corte Generale), il quale  ha confermato l’esattezza dell’analisi della Commissione.

MasterCard  Inc e MasterCard Europe hanno dunque fatto appello alla Corte di Giustizia, chiedendo sia l’annullamento della sentenza di primo grado, sia della decisione controversa della Commissione del 2007. Nella sua motivazione la Corte dichiara che “… la circostanza che l’assenza delle CMI possa produrre conseguenze negative sul funzionamento del sistema MasterCard non implica, di per sé, che le CMI debbano essere considerate obiettivamente necessarie, qualora, dall’esame del sistema MasterCard nel suo contesto economico e giuridico, risulti che esso rimane in condizione di funzionare in loro assenza”.

E’ facile immaginare la delusione di MasterCard, visto che nessuno dei motivi di ricorso é stato accolto e che l’utilizzo delle CMI sembra avere breve vita. Del resto,come MasterCard ben sa, certe cose non si possono comprare.

Photo © Håkan Dahlström, 2011, www.flickr.com

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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