mercoledì , 21 febbraio 2018
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Svolta nella lotta alle frodi: nasce il Procuratore Pubblico Europeo

Il 17 luglio 2013 verrà ricordato nella storia dell’Unione Europea come il giorno in cui nacque il Procuratore Pubblico Europeo.

La nuova proposta direttiva è stata presentata mercoledì dalla Commissione Europea con lo scopo di combattere le frodi derivanti dall’utilizzo illecito dei fondi europei. Ovviamente manca ancora l’approvazione del Parlamento Europeo e quella del Consiglio Europeo ma tutti gli Stati della UE hanno espresso parere positivo alla riforma, quindi non dovrebbero esserci sorprese. Secondo i Trattati tuttavia Regno Unito, Irlanda e Danimarca rimarranno fuori dall’applicazione della direttiva. I primi due potranno aderire dietro esplicita richiesta mentre la Danimarca dovrà adeguarsi prima alle precedenti normative in ambito anti-frode.

Di conseguenza questi ultimi tre Stati non beneficeranno del supporto della Procura Europea, mantenendo il mandato nazionale in tali indagini. Chi si oppone, forse, non ha fatto bene i calcoli, poiché questo nuovo organismo giuridico non è l’ennesima struttura comunitaria che dispensa consigli e raccomandazioni da lontano. Si sta parlando di un reale supporto operativo alle procure nazionali in modo da portare a termine più velocemente le indagini, velocizzare i sistemi giudiziari ed apportare competenze specifiche a ciascuna inchiesta.

La Procura Pubblica Europea non nasce quindi solamente per salvaguardare l’Ue dal finanziamento di progetti illeciti ed illegali e combattere le frodi comunitarie che ammontano all’enorme cifra dei 500 milioni di euro all’anno. Gli scopi principali sono infatti il supporto agli Stati in modo da indirizzare le risorse nei progetti che maggiormente aiuterebbero la crescita economica, privare di risorse gli utilizzatori illeciti rei di creare non poche distorsioni di mercato e tutelare i contribuenti europei che con le loro tasse contribuiscono a finanziari i fondi strutturali.

Nella presentazione il Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso ha affermato inoltre l’intenzione di ampliare i poteri dell’OLAF (Ufficio Europeo per la Lotta Anti-Frode) in modo che collabori in modo diretto con il Procuratore Europeo. Il Commissario Europeo per la Giustizia Viviane Reding ha aggiunto che l’Unione Europea oggi non ha strumenti efficaci per garantire ai contribuenti europei che parte del loro denaro non finisca nelle tasche delle organizzazioni criminali. Poichè la Commissione non può permettersi di fare la parte dell’intermediario tra cittadini e criminalità organizzata, Reding ha deciso di dare il massimo slancio alla direttiva, spiegando che entrerà in vigore già dal 1 gennaio del 2015.

Il Commissario per la fiscalità Algirdas Šemeta ha invece spiegato che il Procuratore Europeo potrà finalmente avviare indagini che coinvolgono le azioni della criminalità in più Stati contemporaneamente. Le procure nazionali oggi devono occuparsi solamente dei reati che avvengono all’interno dei confini nazionali, rendendo inefficienti le azioni di coordinamento, e ogni anno  mediamente solo il 42,3% delle indagini arrivano a dei risultati, una cifra bassa ed inaccettabile.

La Procura Europea sarà composta da 10 membri direttivi, tra cui il Procuratore Europeo, i suoi quattro deputati ed i suoi cinque delegati. Porteranno avanti le indagini in ognuno degli Stati membri e saranno dotato di uno staff personale. Chi sarà indagato dalla Procura Europea avrà il diritto di avere un’interprete e la traduzione degli atti processuali nella lingua nazionale, il diritto ad essere informato ed il diritto ad avere un avvocato. Prima di cominciare la sua azione il Procuratore Europeo avrà il compito di armonizzare la legislazione nel tema dei diritti degli indagati in tutta l’Unione Europeo. Di conseguenza la Procura avrà l’importantissimo compito di ridurre le asimmetrie all’interno delle legislazioni nazionali.

In foto, Viviane Reding e Algirdas Semeta durante la conferenza stampa di presentazione del Procuratore Pubblico Europeo. (© European Commission)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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