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Tariffe roaming, abolizione entro il 2018

Non c’è niente di più fastidioso che girare per una splendida capitale europea e sapere di non poter condividere le proprie foto più belle con amici o parenti e di non poter nemmeno fare una telefonata per paura di spendere un occhio della testa. Quante volte ci si è chiesti: ci si libererà mai dal roaming?

Sembra proprio essere arrivato il momento. Già molto è stato fatto dalle istituzioni europee dal 2007 ad oggi, ma immaginare di poter utilizzare le proprie tariffe nazionali in tutto il Vecchio Continente è ancora una chimera. Una chimera che il Bellerofonte europeo sconfiggerà finalmente entro il 2018. E’ il risultato della decisione della Presidenza lettone, che, subentrata a quella italiana, da subito si è messa al lavoro e concluderà i negoziati per definire le nuove regole entro poche settimane. A questi seguiranno le trattative con i vari Stati membri e con il Parlamento Europeo per arrivare all’adozione del pacchetto legislativo proposto da Neelie Kroes, ex Commissaria per l’agenda digitale.

In realtà, la Kroes si era spinta a prospettare l’abolizione totale dei costi di roaming già per il 15 dicembre 2015. È stata la Presidenza italiana a rallentare il processo e a posticipare la data per venire incontro alle esigenze delle compagnie telefoniche europee. Il 2018, secondo il piano della Presidenza lettone, segnerà la fine definitiva dell’odiata gabella. Continuerà nel frattempo la progressiva riduzione dei costi accompagnata, come extrema ratio, all’applicazione di costi aggiuntivi una volta superate certe soglie di traffico.

È dal 2007, con l’introduzione di tetti massimi per le chiamate effettuate e ricevute in Europa, che la Commissione lavora su questo dossier. In un secondo tempo sono state adottate delle “euro-tariffe” massime per il roaming grazie alle quali, ad esempio, dal luglio 2012 al luglio scorso il costo per una chiamata al minuto è passato da un massimo di 0.29 a 0.19 euro (Iva esclusa) e da 0.70 a 0.20 euro per Mb per il traffico internet da mobile. Nel complesso, il lavoro della Commissione ha fatto sì che in 7 anni i costi per chiamate, SMS e dati internet siano diminuiti di oltre l’80% e il volume dei dati internet in roaming sia salito del 630%.

Tutto questo va nella direzione prospettata dal Parlamento Europeo con la risoluzione del 3 aprile scorso, nella quale il PE ha sottolineato che la frammentazione del mercato delle telecomunicazioni in Europa non deve ostacolare la circolazione dei consumatori nei confini comunitari. Questo aspetto rientra nella strategia digitale “Europa 2020” della Commissione, che, fornendo un’ulteriore tutela ai consumatori europei, risulta pienamente condivisibile e auspicabile.

D’altra parte come si può immaginare un mercato unico e integrato se, superati i confini nazionali, un messaggio su “WhatsApp” o una chiamata con “Google Hangout” costa immediatamente il doppio o il triplo? Rimuovere tutte le barriere alla circolazione delle merci e delle persone va di pari passo con l’eliminazione del tanto discusso quanto dannoso roaming. 

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

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