mercoledì , 21 febbraio 2018
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Photo © Iveco Russia, 2014, www.flickr.com

Trasporti: ammenda record ai produttori di autocarri

La Commissione Europea ha sanzionato, con una ammenda totale di quasi 2,93 miliardi di euro, alcune imprese costruttrici di autocarri con l’accusa di aver costituito un cartello nel settore. Le società coinvolte, MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF, avrebbero stretto, nel periodo che va dal 1997 al 2011, accordi collusivi volti a regolare i prezzi dei listini all’ingrosso, la tempistica di introduzione delle tecnologie, ma, soprattutto, il trasferimento al cliente dei costi delle tecnologie di riduzione delle emissioni.

Cartello anti-concorrenza

Margrethe Vestager, Commissario responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: “Oggi abbiamo inviato un messaggio chiarissimo, comminando ammende record a seguito di gravi infrazioni. Sulle strade europee circolano in tutto più di 30 milioni di autocarri, che effettuano circa i tre quarti del trasporto di merci su gomma in Europa e svolgono un ruolo vitale per l’economia europea. È inaccettabile che i costruttori MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF, che insieme producono i nove decimi degli autocarri medi e pesanti costruiti in Europa, facessero parte di un cartello anziché essere in concorrenza tra di loro.”

L’accordo

Il trasporto delle merci su strada riveste un ruolo essenziale nel settore europeo dei trasporti e la sua competitività è direttamente legata al prezzo dei veicoli usati negli autotrasporti. Da qui la necessità di garantire un mercato concorrenziale sano che dia spazio, per espandersi, alle nuove tecnologie. In particolare, la collusione su cui la Commissione ha indagato riguardava le nuove tecnologie che avrebbero consentito di ridurre le emissioni previste dalle normative ambientali da Euro III a Euro VI.

Le imprese coinvolte si sarebbero accordate per 14 anni, a livello di alti vertici aziendali, in occasione di fiere, ma anche tramite semplici contatti telefonici, al fine di gestire l’adeguamento della costruzione degli autocarri alle sempre più stringenti normative ambientali europee. Tuttavia, l’inchiesta ha escluso che siano state poste in essere pratiche elusive dei sistemi di inquinamento predisposti, comunemente note come “dispositivi di manipolazione”.

Tutte le società indagate hanno riconosciuto gli addebiti contestati e se ne sono assunte la relativa responsabilità. È stato così possibile avviare una procedura di transazione, più snella e veloce e le imprese hanno potuto usufruire di una riduzione del 10% delle ammende comminate. La società MAN, invece, ha rivelato l’esistenza dell’accordo e, in forza della disciplina sul trattamento favorevole, ad essa non è stata comminata nessuna ammenda.

L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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