martedì , 20 febbraio 2018
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Un altro passo verso un mercato davvero integrato: la direttiva sui pagamenti

Dopo l’avvio del cantiere per la creazione della nuova Procura Pubblica Europea, la Commissione Europea ha varato oggi una nuova riforma ambiziosa e incisiva che interviene su diversi fronti contemporaneamente. Si tratta della nuova direttiva sui pagamenti, la cosiddetta PSD2, presentata dal Commissario Europeo per il Mercato Interno ed i Servizi Michel Barnier.

Uno dei principali obiettivi della riforma è rendere omogeneo il sistema dei pagamenti all’interno dell’Unione Europea, fissando dei tetti alle commissioni sulle transazioni previste sui pagamenti con carte di credito e debito. Vengono dunque fissate come massime commissioni applicabili lo 0,2% sulle carte di debito e lo 0,3% sulle carte di credito. Per i primi 22 mesi verrà avviato un periodo di sperimentazione, durante il quale il tetto alle commissioni bancarie verrà imposto solamente sulle transazioni avvenute in un Paese diverso dal proprio. Per fare un esempio, al turista italiano che utilizzerà la propria carta di credito per pagare l’albergo spagnolo, verrà applicata una commissione minore rispetto a quanto verrebbe applicato a un albergo nella sua nazione. Dopo questa prima fase di prova, verrà unificato l’intero mercato europeo dei pagamenti elettronici e verranno applicate regole comuni per ogni transazione.

Un’altra misura contenuta nel pacchetto riguarda la riduzione delle perdite che il consumatore dovrà affrontare in caso di pagamento contestato o eseguito in modo scorretto dall’operatore. In questo caso, la franchigia scenderà dagli attuali 150 euro a 50 euro.

I vantaggi della direttiva saranno enormi in tutta l’Unione Europea. Per prima cosa, fissando le commissioni allo 0,2% e 0,3%, si equipara per la prima volta il costo di gestione dei pagamenti digitali a quello del contante. Accettare pagamenti in contanti infatti prevede diversi oneri, ad esempio il trasporto del denaro in una filiale bancaria. Oltre agli oneri, vi sono anche numerosi rischi come le rapine e l’accettazione involontaria di banconote false. Equiparando contante e carte, si spera che venga ampliata la platea di esercizi commerciali che accettano carte di pagamento, ma soprattutto che cresca il numero di cittadini che le utilizzano. La diffusione dell’uso delle carte e la riduzione dell’utilizzo di denaro contante è importante, principalmente perchè le transazioni effettuate in cartamoneta non sono tracciabili e possono comportare enormi rischi come il riciclaggio, l’evasione fiscale e i pagamenti per servizi illeciti.

L’ultimo working paper dell’Istituto per la Competitività (I-COM) ha affrontato lo scenario dell’ampliamento del mercato dei pagamenti digitali in Italia. I risultati dello studio sono incoraggianti, considerando la prospettive che aprirà questa direttiva. In particolare, se nel nostro Paese circolasse un milione in più di carte di pagamento, il PIL crescerebbe dBello 0,65% e l’economia sommersa si ridurrebbe dello 0,36%. Se le carte circolanti aumentassero di dieci milioni invece, si recupererebbero 5 miliardi di euro di evasione fiscale. Infine, se i cittadini prelevassero meno denaro dai bancomat per i loro pagamenti quotidiani, anche solo mediamente 15 euro in meno, l’economia sommersa si ridurrebbe di 23 miliardi di euro e verrebbero recuperati 9,8 miliardi di euro evasi.

Tenendo conto che questi risultati si riferiscono solamente all’Italia, da una prospettiva europea si può affermare con relativa certezza che una direttiva del genere potrebbe nel medio-lungo periodo migliorare sia le stime di crescita che diminuire la quota di sommerso nell’intera Europa. Secondo il Vicepresidente della Commissione Europea Joaquìn Almunia, questa direttiva avrà inoltre il beneficio di calmierare il prezzo di beni e servizi per i consumatori. E poichè i costi complessivi dell’intero mercato dei pagamenti ammontano all’1% del PIL europeo (130 miliardi), riducendo anche solo di qualche decimale, la somma che cesserebbe di fuoriuscire dalle tasche di cittadini e imprese sarebbe considerevole.

La strada in ogni caso è ancora lunga, considerando che il 60% dei cittadini dell’Unione Europea non dispone di bancomat ed il 66% non è dotato neanche di una carta di credito. Il calo della franchigia di cui abbiamo parlato inoltre, potrebbe incentivare ulteriormente quei cittadini che non utilizzano carte di pagamento per paura di subire truffe e raggiri.

La Commissione Europea ha inoltre presentato dei casi specifici che necessitano al più presto dell’applicazione di tale direttiva. Curiosamente è la Germania il Paese in cui si utilizza maggiormente contante, a causa della scarsa accettazione delle carte da parte dei commercianti. In Polonia e Ungheria invece, vengono applicate commissioni che arrivano addirittura all’1%, scoraggiando il 70% dei commercianti dall’accettazione delle più comuni carte. Infine si cita il caso della Spagna, dove in passato venne approvata una legge nazionale per ridurre le commissioni e conseguentemente furono scaricati i costi sui cittadini, aumentando le tariffe annue di abbonamento al servizio. Ma la Commissione Europea rassicura e spiega che queste tariffe furono applicate dal settore bancario in crisi e in cerca di risorse. Tra il 2007 ed il 2012 infatti nel Paese iberico sono raddoppiati i costi di mantenimento del conto corrente, ma gli abbonamenti per la sottoscrizione di carte di credito e debito sono cresciuti solamente del 30%.

Tuttavia, ciò non toglie che andranno sicuramente avviati meccanismi di vigilanza per evitare che i costi delle transazioni vengano traslati sugli abbonamenti. Se ciò accadesse verrebbero vanificati gli enormi benefici dell’allargamento del mercato dei pagamenti digitali.

In foto: il Vicepresidente della Commissione Europea Joaquìn Almunia e  il Commissario Europeo per il Mercato Interno ed i Servizi Michel Barnier presentano in conferenza stampa la nuova direttiva sui pagamenti (© European Commission)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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One comment

  1. Un ottimo esempio di come, passo dopo passo, il mercato unico anche nei servizi (tra cui quelli bancari) finalmente verra’ realizzato.

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