mercoledì , 15 agosto 2018
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Credits: European Commission

Problemi e potenzialità dell’Agenda Digitale

Il 18 dicembre 2012 il Consiglio Trasporti Telecomunicazioni ed Energia (TTE) ha approvato la Comunicazione sullo stato di avanzamento dei lavori per il completamento dell’Agenda Digitale europea. L’Agenda Digitale è una delle sette iniziative faro della Strategia Europa 2020 e rappresenta una delle direttrici primarie per agevolare la crescita dell’economia europea. La materializzazione di questa agenda avviene nel 2010, dopo un decennio di lavori preparatori, con la Comunicazione della Commissione Europea “Un’Agenda Digitale per l’Europa” (COM(2010)245). Lo scopo dichiarato è quello di portare i benefici economici e sociali del mercato digitale al cittadino europeo, attraverso connessioni internet veloci e ultraveloci su basi interoperabili, massimizzando il potenziale delle ICT (information and communication technology) e di internet in particolare, quale mezzo di capitale importanza per la vita economica e sociale. Con il rilancio della Strategia di Lisbona, anche gli impegni dell’Agenda Digitale sono stati rinnovati. La Commissione europea ha individuato campi di intervento prioritari al fine di rimuovere gli ostacoli rilevanti al mercato unico digitale, in particolare la frammentazione dei mercati digitali, la mancanza di interoperabilità, la crescita del cybercrime, la carenza di investimenti nelle reti e gli sforzi insufficienti per la ricerca e l’innovazione.

Durante l’ultimo Consiglio TTE, la Commissione ha voluto lanciare agli Stati membri un messaggio chiaro: occorre investire con più decisione in questo settore strategico e in rapida ascesa. In Cina, per esempio, lo scorso anno sono state aperte 36 milioni di connessioni considerate “a banda larga” e il  “celeste impero” non è il solo a compiere questi sforzi titanici: tutti i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo puntano infatti con sempre maggiori risorse sulla digitalizzazione dell’economia. Nell’ultima ricerca presentata dalla Commissione (COM 2012/787) si stima che dal settore ICT derivi la metà della crescita della produttività in Europa. In UE sono più di 4 milioni i lavoratori coinvolti nel settore e il loro numero cresce del 3% annuo nonostante la crisi. Analizzando i dati si ottiene un quadro ancora più chiaro delle potenzialità del settore: il traffico internet raddoppia ogni 2-3 anni, il traffico mobile internet ogni anno; entro il 2015 ci saranno 25 miliardi di dispositivi collegati in modalità wireless a livello globale, mentre il traffico di dati mobile è previsto in aumento di 12 volte tra il 2012 e il 2018. L’ICT, inoltre, è la tecnologia di trasformazione essenziale che dovrà supportare il cambiamento strutturale in settori come la sanità, l’energia, i servizi pubblici, e l’istruzione.

Pur richiamato sempre più spesso come la nuova priorità dell’Europa, il concetto di economia reale non consente di esprimere a pieno le potenzialità di questi nuovi settori. Per questo si è cominciato a parlare di “economia digitale”, un concetto nuovo, in grado di accorpare anche i settori emergenti relativi alle tecnologie informatiche. Digitalizzazione economica significa garantire lo sviluppo di servizi e prodotti al passo con le economie emergenti, in particolare portando sulla piattaforma web gli attuali servizi cartacei per garantire un più facile accesso del pubblico ai propri dati. La chiave per il progresso in questi settori risiede infatti soprattutto nei privati. Per dare una veste più appetibile ai servizi sul mercato digitale c’è bisogno di un quadro di previsione dei costi più affidabile, in grado di dare maggiore stabilità ai nuovi obiettivi di investimento.

Oltre ai problemi individuati dalla Commissione rimane aperta una questione psicologica di non poco rilievo, ovvero la fiducia dei consumatori nei confronti dei servizi on-line. Nonostante negli ultimi anni siano stati raggiunti risultati importanti nello sviluppo di nuove piattaforme che offrono servizi in rete e siano stati predisposti un Regolamento e una Direttiva ad hoc per le dispute tra commerciante e consumatore on-line (c.d. ADR/ODR), permane un senso di sfiducia verso il settore che deve essere ancora smorzato. Le soluzioni in laboratorio seguono fondamentalmente due direttrici: una è continuare l’armonizzazione del processo legislativo al fine di integrare il mercato unico digitale, l’altra muove verso un’efficace semplificazione dell’uso di questi nuovi strumenti. Queste e altre misure sembrano necessarie per diffondere un messaggio positivo di affidabilità e di sicurezza verso strumenti digitali che, nel mondo di oggi, rappresentano un importante fattore di crescita e competitività economica.

L' Autore - Luca Cuccato

Laureato magistrale in Scienze Politiche - Politiche dell'Unione Europea presso l'Università degli Studi di Padova. Pronto a iniziare questa avventura europea con tutto il mio entusiasmo!

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