lunedì , 19 febbraio 2018
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Verso una fiscalità comune: l’affondo di Semeta

Giovedì 21 febbraio 2013, la Commissione Europea ha aperto numerosi fascicoli contro alcuni Stati dell’Unione Europea, rei di avere introdotto regimi di tassazione agevolata verso determinati beni o servizi, o a favore di determinate classi di contribuenti. Il Commissario per la fiscalità Algirdas Semeta ha sempre monitorato attentamente tali asimmetrie nell’imposizione fiscale e anche questa volta ha prontamente notificato le violazioni. Tra i suoi obiettivi più ambiziosi, infatti, c’è l’istituzione di un regime armonizzato di tassazione dell’Iva comunitaria a partire dal 2015. Sarebbe un enorme passo avanti per il mercato comune europeo, che richiede fin da ora considerevoli sforzi di vigilanza e coordinamento.

I primi colpevoli di violazione delle direttive europee sulla tassazione Iva sono la Francia ed il Lussemburgo, che hanno abbassato l’aliquota sugli e-book rispettivamente al 7% ed al 3%. Tale tassazione è infatti possibile quasi esclusivamente per i beni di prima necessità, come i generi alimentari o i medicinali. Il caso passa ora alla Corte di Giustizia dell’UE che si occuperà di stabilire correttivi e sanzioni.

La stessa sorte è toccata all’Ungheria, che ha indebitamente esentato dal pagamento delle accise i produttori di pálinka, un noto distillato di frutta del Paese. Il Regno Unito invece, è stato redarguito per avere introdotto un regime di tassazione Iva ridotto sull’acquisto di beni per il risparmio energetico. Infine, ad essere finita sotto l’occhio della Commissione è stata la Polonia, per aver abbassato l’Iva sui dispositivi anti-incendio.

Ora, vi può essere una valida ragione dietro alla scelta abbassare le imposte per favorire l’acquisto di determinati prodotti, che nei casi in specie hanno il merito di promuovere la cultura, le produzioni di prodotti locali, il risparmio energetico e la sicurezza. Così facendo, tuttavia, si creano eccessive disparità all’interno del mercato unico, poiché i benefici arrivano alle sole imprese che hanno la possibilità di vendere tali prodotti nei mercati in questione. Una sorta di concorrenza sleale incentivata dagli Stati nazionali non può essere in alcun modo tollerata in sede europea.

I casi di Belgio, Olanda, Romania e Spagna sono i più gravi perché riguardano agevolazioni o disincentivi fiscali diretti nei confronti di cittadini o imprese. Ad esempio in Belgio, i cittadini valloni che investono nelle azioni o nelle obbligazioni del Fondo di Investimento della Vallonia ricevono come premio una riduzione dell’Irpef mentre gli altri cittadini vengono esclusi da tale agevolazione. Un’altra norma belga, chiamata “prestito in cui tutti hanno qualcosa da guadagnare”, garantisce invece sconti fiscali ai cittadini fiamminghi che prestano denaro alle imprese fiamminghe. Ma l’affaire Belgio non finisce qui. La Commissione ha infatti individuato un’ulteriore grave violazione: i cittadini, residenti in Belgio, che investono in istituzioni finanziarie estere (anche comunitarie) sono soggetti ad una tassazione maggiore rispetto ai non residenti.

Altre discriminazioni riguardano poi i pensionati olandesi che si sono trasferiti all’estero, soggetti al pagamento di una tassa aggiuntiva che l’Europa chiederà all’Olanda di abolire. La Romania è stata redarguita per aver omesso di pagare le pensioni ai cittadini greci che hanno maturato contributi nel Paese per aver imposto tassazioni agevolate alle imprese locali. Per finire, la Spagna dovrà abolire le agevolazioni fiscali ai cittadini residenti nei Territorios Históricos de Alava y Bizkaia.

La strada verso una fiscalità comune europea è tracciata. Sarà un percorso duro e pieno di intoppi, come d’altronde ogni fase dell’integrazione europea nelle diverse aree in cui essa si estrinseca. Ci si augura che gli Stati in questione intervengano velocemente per rendere più equi i propri sistemi fiscali e soprattutto che i governanti ed i parlamenti degli altri Paesi approfondiscano maggiormente la propria conoscenza delle leggi europee prima di varare nuovi progetti analoghi di agevolazione o discriminazione fiscale.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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