mercoledì , 21 febbraio 2018
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Vestager sempre in attacco: ora indaga su utilities dell’energia

L’attivissima Commissaria per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, dopo aver accusato dapprima Google e poi il gigante energetico russo Gazprom di aver abusato della loro posizione dominante, ha annunciato di voler avviare un’indagine sugli aiuti di Stato che alcuni Stati membri concederebbero ai fornitori di energia, per assicurarsi l’approvvigionamento e prevenire eventi di black-out.

Lente d’ingrandimento sulle utilities dell’energia

L’indagine riguarderà il cosiddetto “capacity mechanism, vale a dire quel complesso di misure adottate dagli Stati perché la richiesta di energia si riveli sempre sufficiente rispetto alle necessità. In particolare, si vuole vedere se questo meccanismo sia tale da creare tensioni nel mercato europeo e da alterare la concorrenza e, soprattutto, se risulti in linea con le disposizioni dettate in materia (le Energy and Environmental State Guidelines sono dello scorso anno).

La Commissione procederà a raccogliere le informazioni dalle autorità pubbliche nazionali e dagli stessi operatori economici e le comparerà con la normativa sugli aiuti di Stato per verificarne la corrispondenza. Gli Stati interessati (come Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia) dovranno dimostrare che i progetti portati avanti sono necessari e strutturati in modo tale da non falsare il gioco della concorrenza. La Commissione ha già verificato che il capacity mechanism del Regno Unito è in linea con la normativa UE.

Libertà “elettrica”

Una delle più grandi sfide per l’Europa consiste nell’accelerare il libero flusso di elettricità, posto che il continente risulta pervaso da diversi punti di stallo. La Polonia, ad esempio, facendo affidamento sulla sua produzione di carbone teme l’invasione delle rinnovabili, provenienti perlopiù dalla vicina Germania: per questo ha provveduto ad installare dei sistemi di protezione conosciuti come “phase shifter”. Lo stesso vale per la fascia posta lungo i Pirenei, dove la Francia ad energia nucleare si dimostra ostile verso i flussi di rinnovabili provenienti dalla Spagna.

Dietro questo grande attivismo, si cela l’intento di creare un mercato europeo dell’energia, “Energy Union, sicuro, conveniente e sostenibile, da realizzarsi collegando i frammentati mercati dell’elettricità, del gas, ma anche delle altre fonti energetiche in tutta l’Unione. Miguel Arias Can͂ete, Commissario europeo per l’Energia, lo considera una delle più stringenti priorità.

Da lodare, senz’altro, la volontà di inchiesta in un settore così importante e strategico: tuttavia, converrà interrogarsi anche sul futuro che l’Unione vorrà riservare alle fonti rinnovabili. “Invece di lanciare una cima di salvataggio alle tradizionali compagnie energetiche, l’Europa dovrebbe rimpiazzare il carbone con le energie rinnovabili”, così si è espressa Tara Connolly, EU energy policy adviser presso Greenpace, uscendo dal coro e invocando un’azione che si muova per dare maggiore spazio a questa nuova tipologia di approvvigionamento energetico.

L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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