mercoledì , 15 agosto 2018
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Photo © European Parliament, 2014, www.flickr.com

Vestager: una danese a tutela della Concorrenza

Il prossimo Commissario alla Concorrenza è una donna, danese, ex Ministro dell’Economia del governo Thorning-Schmidt. Il suo nome è Margrethe Vestager, ed è nata a Glostrup nel 1968. I dossier alla sua attenzione sono tra i più spinosi della storia dell’anti-trust europeo. La sua carriera politica è stata fulminante. A soli 21 anni è entrata nel comitato centrale del Partito Social-Liberale danese. Dopo essersi laureata nel 1993 in Economia presso l’Università di Copenaghen, ha scalato le maggiori cariche del partito fino ad essere nominata Ministro dell’Educazione cinque anni dopo. Nel 2001 è stata eletta al Folketing, il Parlamento danese, più tardi ha assunto il ruolo di “capogruppo”. Nel 2011 è diventata simultaneamente leader del suo partito e Ministro dell’Economia, ruoli che ha ricoperto fino allo scorso settembre ed alla nomination da parte di Juncker.

Sarà il quarto economista di seguito a prendere il portafoglio della concorrenza, ruolo al quale potrà aggiungere anche una certa esperienza nel settore commerciale, avendo avuto incarichi all’interno della Royal Greenland (il più grande fornitore al mondo di gamberi) e della ID-Sparinvest. Durante l’audizione al Parlamento Europeo ha fatto un’ottima impressione. È sembrata molto rilassata, sicura e soprattutto preparata. Prima di cominciare si è addirittura concessa alcuni scatti da postare sui social media. Tra questi anche un simpatico siparietto che l’ha vista, di fronte alla miriade di macchine fotografiche che la circondava, fare lei delle istantanee ai fotografi presenti.

La sua è una personalità forte, poco incline a farsi soverchiare. Probabilmente quello che serve per il ruolo delicato che si accinge a svolgere. Sempre durante l’audizione ha dichiarato che le parole chiave del suo mandato saranno imparzialità, neutralità e rigore. Da buon Commissario alla Concorrenza, si propone di ascoltare tutte le parti, dalle piccole aziende alle grandi multinazionali, riservandosi però il diritto e l’onere di arrivare alla fine dell’indagine, prendendo decisioni che non tengano conto della nazionalità o dell’importanza dei soggetti coinvolti. Un elemento importante, in quanto la Commissione deve incoraggiare la leale competizione tra tutti i soggetti economici, così da non far lievitare i prezzi per i consumatori. Non bisogna dimenticare, infatti, che le politiche di concorrenza dell’Unione Europea sono tra le più incisive al mondo in termini di applicazione: dal luglio 1969 (quando è stato condannato il primo cartello) all’ottobre 2013 sono state 820 le compagnie multate, per un ammontare complessivo di oltre 19 miliardi di euro.

Non sono mancate però, nel corso dell’audizione, le critiche per delle risposte ritenute eccessivamente vaghe sui temi più caldi del momento. Primo tra tutti il dossier Google, aperto dal suo predecessore Joaquin Almunia e ora scottante nelle mani della Vestager. Proprio l’ex Commissario spagnolo aveva ricevuto nel 2010 venti denunce relative all’operato del colosso di Mountain View, con le quali aveva aperto un procedimento per abuso di posizione dominante e concorrenza sleale. È una facile previsione dire che questo sarà il caso più delicato del mandato del neo-Commissario.

Ad esso si aggiungono tuttavia le controversie sulla tassazione di alcune multinazionali che hanno scelto di pagare i tributi in Irlanda, Lussemburgo e Olanda, Paesi accusati di attirare aziende con la prospettiva di un carico fiscale minore del dovuto. Tra le compagnie in questione c’è Apple Inc. in Irlanda, Amazon e Fiat Finance & Trade in Lussemburgo e Starbucks Corp, nei Paesi Bassi. A stretto giro di posta si punteranno i fari anche su McDonald’s Corp. e Microsoft Corp. in Lussemburgo. Secondo fonti della Commissione con questo sistema si evade il fisco in Europa per 1,3 trilioni di dollari annui. Come se non bastasse, ci sarà da completare l’investigazione su Gazprom. Sul punto Juncker ha inserito tra le priorità garantire una fornitura sostenibile di energia al Vecchio Continente.

Tra le priorità della Commissione c’è poi il ripensamento delle norme nel mercato digitale in particolare per quel che concerne le telecomunicazioni, il copyright e la legislazione sulla protezione dei dati personali. L’augurio è che la politica danese, che durante i meeting si diletta nel realizzare a maglia deliziosi animaletti (l’ultimo, un elefante, lo ha regalato al suo successore nel governo danese), mantenga la rotta, in un momento in cui le spinte ad abbandonare le politiche della dottrina liberale sono sempre più pressanti.

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

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