domenica , 25 febbraio 2018
18comix

Abolire le monete da 1 e 2 centesimi? La Commissione Europea studia quattro possibili scenari

Nella manovra europea di completo cambiamento del volto dell’euro, con l’emissione della nuova “Serie Europa“, abbiamo recentemente parlato degli studi intrapresi dalla Banca Centrale Europea (BCE) per valutare l’eventuale abolizione della banconota da 500 euro, un taglio troppo utilizzato in transazioni economiche illecite e sotto-impiegato nei pagamenti correnti della vita quotidiana. A questa operazione di “riforma materiale” della moneta unica si aggiunge oggi un ulteriore tassello.

La Commissione Europea ha rilasciato in mattinata una dichiarazione in risposta ad una richiesta del 2012 formulata dal Parlamento Europeo e dall’ECOFIN riguardo il futuro delle monete da 1 e 2 centesimi. La richiesta nasce al fine di alleggerire la spesa pubblica dei Paesi dell’eurozona e semplificare il sistema dei pagamenti. Bisogna infatti considerare che i costi di produzione e trasporto delle monete sono sostenuti dai governi nazionali a differenza di quelli delle banconote, che sono invece a carico della BCE. Inoltre bisogna tenere presente che, per quanto riguarda le monete da 1 e 2 centesimi, il proprio “valore facciale” è di fatto inferiore al costo di produzione e trasporto.

Poiché il prezzo dei metalli variano di giorno in giorno, è quasi impossibile ottenere una stima precisa del costo unitario di produzione di ogni gettone. Tuttavia, il tasso di inflazione annuo dal 2002 ad oggi ha costantemente incrementato i costi dell’energia, dei trasporti, della manodopera e dei macchinari. Di conseguenza diverrà sempre più oneroso produrre le monete da 1, 2 ed in un futuro prossimo quella da 5 centesimi.

Prima di pronunciarsi, la Commissione ha affidato a Eurobarometro un sondaggio da proporre in tutti gli Stati della zona euro. I risultati sono incoraggianti perché danno piena fiducia all’ipotesi della semplificazione. Il 75% degli intervistati infatti ritiene che ci siano troppi importi differenti nelle monete dell’euro. Inoltre, ben il 22% pensa che sia ancora molto difficile utilizzare l’euro durante i pagamenti. A quest’ultimo segmento è stato chiesto come si potrebbe fare per migliorare le cose. L’82% di essi rimuoverebbe le monete da 1 e 2 centesimi. Governi e cittadini si trovano quindi alleati nel fronte comune della razionalizzazione dei costi e nella semplificazione del sistema dei pagamenti.

Tenendo conto di tutti questi aspetti, la Commissione ha individuato quattro possibili scenari che potrebbero essere percorsi in una futura proposta legislativa che verrà formulata dopo una consultazione con esperti e gli stakeholders più rilevanti. Il primo viene chiamato “Status Quo“, ed è lo scenario probabilmente meno auspicabile nel caso si deciderà di non cambiare nulla. Il secondo scenario è denominato “Issuance at reduced cost“, nel quale si cercherà di produrre le monete usando metalli meno costosi sul mercato. Presto o tardi, però, le pressioni inflazionistiche potranno rendere vana anche questa strategia.

Il terzo scenario si chiama “Quick Withdrawal” ed è il più radicale. Se approvata, una proposta legislativa in tal senso comporterebbe il ritiro dalla circolazione di tutte le monete da 1 e 2 centesimi e di conseguenza il prezzo di ogni bene e servizio dovrà essere arrotondato, ovvero non ci saranno più, per esempio, prezzi intermedi tra una tariffa di 4,50 euro ed una di 4,55 euro.

Il quarto scenario immaginato dalla Commissione è una variante meno estrema del terzo e si chiama “Fading Out“. In questo caso i prezzi verrebbero arrotondati per legge e si userebbero le monete da 1 e 2 centesimi solamente sommate tra loro per raggiungere la cifra tonda. Le monete così non verrebbero abolite né ritirate, ma non ne verrebbero più prodotte di nuove e quelle circolanti avrebbero un ruolo sempre più marginale.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

Check Also

Criptomania: ascesa e declino dei Bitcoin? 

“All’angolo ci sono un co-working e un hacking space, lì puoi prendere da bere, ma …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *