martedì , 14 agosto 2018
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Veduta notturna su Pechino © Trey Ratcliff / Flickr 2013

AIIB, la nuova banca mondiale a guida cinese

La Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastutture – Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) – è la nuova banca di investimento promossa dalla Cina e fondata a Pechino il 22 Ottobre 2014.

Jin Liqun è stato nominato Segretario Generale grazie alla sua considerevole esperienza nel settore. Jin Liqun è stato Vice Ministro delle finanze, Vice Presidente dell’Asian Development Bank (ADB) ed ha ricoperto diversi ruoli di rappresentanza per Pechino alla Banca Mondiale. In realtà la creazione della banca era già stata annunciata un anno fa durante le visite di stato del Presidente Xi Jinping e del Premier Li Keqiang nel Sud Est Asiatico. Queste visite hanno segnato l’inizio di una cooperazione bilaterale e multilaterale che si è concretizzata nella creazione di una nuova banca di sviluppo, creata con lo scopo di migliorare l’integrazione economica regionale.

I Paesi fondatori sono 57 e tra questi figurano i seguenti Stati membri dell’UE: Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Ungheria (in attesa di conferma). Anche Svizzera, Islanda e Norvegia sono stati ammessi tra i membri fondatori non regionali.

L’AIIB è volta principalmente alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture e di altri settori produttivi nella regione in settori quali la protezione ambientale, lo sviluppo urbanistico, la logistica, i trasporti, le telecomunicazioni, lo sviluppo agricolo, i servizi sanitari e la fornitura idrica. Il capitale iniziale della banca ammonta a 50 miliardi di dollari statunitensi rispetto ai 160 dell’ADB e i 226 della Banca Mondiale, istituzioni che ufficialmente hanno dimostrato collaborazione nei confronti della nuova banca a guida cinese. Nonostante l’AIIB abbia annunciato di muoversi secondo principi di trasparenza e good governance, le principali istituzioni finanziarie (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e ADB) non hanno certo nascosto le loro perplessità.

La creazione della Banca Asiatica d’investimento per le infrastrutture, di pari passi con la Nuova Banca di Sviluppo (NDB) promossa dai BRICS, dimostra la volontà della Cina di creare delle nuove istituzioni finanziarie, nelle quali far valere il proprio peso. La rappresentanza della Cina nelle istituzioni già esistenti è decisamente inferiore rispetto ad altri Paesi: nel FMI lo sharing vote cinese è di 3.81 rispetto ad un 16.75 degli USA e un 6.23 del Giappone; nell’ADB la il suo potere di voto è pari al 5.4% rispetto ad un 12.8 % del Giappone. Le istituzioni esistenti non state riformate in modo da rispecchiare l’attuale ordine mondiale, nel quale la Cina è un attore che non può più essere messo da parte. Pechino, di conseguenza, sta cercando di creare istituzioni alternative per ampliare la proprio influenza economica e politica a livello regionale e globale.

La decisione dei Paesi europei di partecipare all’AIIB in qualità di membri fondatori, nonostante la posizione contraria di USA e Giappone, non è da sottovalutare. Le polemiche dopo la richiesta di adesione del Regno Unito, storico alleato USA, dimostra come la Cina sia oramai diventata un partner fondamentale per i paesi europei. Gli USA si augurano che Londra possa portare nella nuova banca i principi di good governance e che possa spingere per l’adozione di standard elevati.

D’altra parte la Cina ha sempre dichiarato di essere fedele ai principi di sovranità e non interferenza, come dimostra il suo (discutibile) operato nell’Africa sub-sahariana, e di perseguire uno sviluppo di tipo economico ancor prima che politico. Al momento le nuove istituzioni come l’AIIB e NDB sono ad uno stato embrionale ed è ancora presto per poter fare previsioni sull’impatto che questi cambiamenti potrebbero avere nei Paesi in via di sviluppo. Allo stesso tempo, i Paesi europei sanno bene che non possono più permettersi di ignorare la Cina, anche a costo di entrare in rotta di collisione con gli USA.

L' Autore - Nicole Romanelli

Esperta di Asia orientale, vivo tra Italia e Cina ed attualmente ad Hangzhou sto concludendo il suo Master alla Zhejiang University. Mi occupo principalmente di International Political Economy, ma mi sto appassionando ai mercati emergenti del sud-est asiatico. Tra investimenti e poesia Tang, seguo anche corsi di cucina khmer e a volte mi manca l'Europa.

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