mercoledì , 15 agosto 2018
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Banconota da 500 €, riprende la stampa ma è il canto del cigno

In primavera Europae si era occupata dello spinoso tema dei rischi della banconota da 500 euro sulla scia delle parole del vicepresidente della Banca Centrale Europea (BCE) Vitor Constancio. Il vice di Draghi aveva infatti affermato che la BCE stava ragionando sull’eventuale ritiro della banconota dal novero dei mezzi di pagamento. La banconota dal taglio più grosso sarebbe infatti il mezzo preferito per criminali ed evasori fiscali per movimentare e trasferire ingenti quantità di capitali.

A luglio, con l’introduzione della forward guidance (maggiore trasparenza sulle azioni future della BCE per influenzare i mercati), ci si aspettava maggiori chiarimenti sul tema della banconota da 500 euro. Tuttavia Draghi ha per ora preferito limitare l’“operazione trasparenza” a tassi di interesse e operazioni di liquidità. Di conseguenza, sui se, sui quando e sui come, è attualmente possibile solamente fare supposizioni. Innanzitutto bisogna considerare che nel biennio 2012-2013, per ben 24 mesi, non è andata in stampa neanche una banconota da 500 euro. Nello stesso periodo, la BCE ha ritirato dal mercato, sostituendole con tagli più piccoli, quasi 21 milioni di banconote da 500 €, per un valore complessivo pari a 10 miliardi e mezzo di euro.

Mentre però la stampa cessava per questo taglio, proseguiva incessantemente per dare alla luce nuovi biglietti da tagli più piccoli. Il peso complessivo delle banconote da 500 euro sul totale delle banconote è sceso quindi dal 34,5% del novembre 2011 al 31,2% del novembre 2013. Dal 1 gennaio 2014 però, la Lettonia è entrata nella Zona Euro ed dovrà dotarsi di tutti i tagli di banconote per sostituire la vecchia valuta. Di conseguenza, è stato commissionato dalla BCE un ordine alla Banca Centrale Austriaca di nuove banconote da 500, per un valore totale di 42 miliardi e mezzo di euro.

Molti potrebbero pensare ad un’inversione di tendenza nelle strategie dell’Eurotower. In realtà, se pensiamo che il prossimo anno verranno stampati nuovi biglietti per quasi 327 miliardi di euro, è facile accorgersi che le nuove banconote da 500 euro rappresenteranno solo il 13% del totale dei nuovi biglietti. Di conseguenza è lecito aspettarsi, sulla totalità dei biglietti in circolazione, un arretramento sotto la soglia del 30% di quelle del taglio più grosso.

Il terzo elemento da considerare è la timeline per la sostituzione dei vecchi tagli con la nuova “Serie Europa”. Se il 2013 è stato l’anno dei 5 euro ed il 2014 sarà quello dei nuovi 10 euro, è lecito supporre che il 2019 sarà l’anno in cui, teoricamente, i vecchi tagli da 500 euro dovrebbero essere sostituiti con quelli della Serie Europa. Passando dalla teoria alla pratica, è possibile che questa sostituzione non avvenga proprio e che tale finestra sia utilizzata per un progressivo ritiro della circolazione delle banconote tramite gli istituti di credito nazionali.

Certo, ritirando dal mercato la banconota da 500 euro non si risolveranno magicamente reati come il riciclaggio, l’evasione fiscale e gli affari in contanti tra organizzazioni criminali  ma la lotta al contante è oggi una delle strategie a lungo termine più efficaci per la prevenzione di tali illeciti. L’Italia, essendo uno dei Paesi più flagellati d’Europa dall’evasione fiscale e dai traffici criminali, a fine 2011 ha vietato nel suo mercato interno i pagamenti in contanti sopra i 1.000 euro e nella Legge di Stabilità del 2013 ha vietato l’utilizzo dei contanti per il pagamento degli affitti.

Dal 1 gennaio 2014 sarà invece obbligatorio il POS (Point of Sale) nei grandi studi professionali (fatturato superiore ai 200.000 euro) e le banche dovranno portare avanti una verifica rafforzata sui clienti che effettuano operazioni di prelievo e deposito con contanti sopra i 2.500 euro attraverso banconote di grosso taglio. Tutte norme che potrebbero recare disagio per coloro che operano con la massima correttezza, ma che progressivamente circoscriveranno il target degli illeciti non tracciabiliInsomma, con anni di ritardo Italia ed Europa inseguono l’esempio emblematico della Svezia (la cashless society) dove il coordinamento tra banca centrale e governo nella lotta al contante sta dando i suoi frutti. 

Nell’immagine, la discussa banconota da € 500 (© Luis Javier Modino Martinez, Wikimedia Commons).

 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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One comment

  1. Perché non fanno 1,00 € di carta

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