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Il Direttivo BCE a Nicosia @ ECB

BCE, da lunedì quantitative easing da 60 miliardi al mese

Conto alla rovescia per l’inizio del Quantitative Easing, il programma di acquisto di Titoli pubblici da parte della Banca entrale  Europea (BCE),. Il Presidente dell’Eurotower Mario Draghi, a seguito del Consiglio Direttivo di ieri svoltosi a Nicosia (Cipro), ha confermato alla stampa che si comincerà da lunedì 9 marzo.  Gran parte degli aspetti del nuovo programma di politica monetaria erano già stati illustrati dopo la riunione dei governatori del 22 gennaio ma solo ieri sono stati svelati i dettagli finali.

60 miliardi al mese

Ogni mese verranno creati 60 miliardi di Euro di nuova liquidità fino al settembre del 2016 per acquistare covered Bond (obbligazioni bancarie), Asset Backed Securities (strumenti derivati composti da prestiti cartolarizzati) e titoli pubblici. Questi ultimi saranno composti in gran parte da titoli di Stato dei vari Paesi della Zona Euro tranne la Grecia, almeno finchè non si troverà un nuovo accordo sul memorandum con la Troika.

Le scadenze dei bond acquistati dalla BCE si situano nell’arco temporale tra i due e i trent’anni e saranno evitati gli acquisti di titoli con rendimenti al di sotto del tasso sui depositi delle banche presso l’Eurotower, lo -0,20%. In questo modo si cercheranno di evitare distorsioni sui mercati, prevenendo un ulteriore crollo dei tassi sui titoli già ai massimi storici. Per esempio, i Bund tedeschi con scadenza a breve-medio termine, sono già vicini al floor indicato dalla BCE ed è evidente che gli acquisti dell’Eurotower si dispiegheranno quasi solamente su titoli a lunga durata. Tutto ciò porterà i tassi a medio termine dei titoli degli altri Stati a convergere con quelli tedeschi. Non è un caso se lo spread BTP-Bund ha toccato già oggi ha toccato un minimo relativo a 93 punti base.

Liquidità agli investimenti

Oltre ai titoli di Stato, la BCE e le banche centrali nazionali che parteciperanno al programma di acquisto compreranno titoli emessi anche da agenzie governative dell’Unione Europea. Ad esempio, attraverso il QE, l’Eurotower potrà comprare bond emessi dall’ESM (Fondo Salva Stati), contribuendo a diminuire il costo del debito sui fondi raccolti sui mercati per portare avanti i piani di salvataggio dei Paesi in difficoltà finanziaria.

In ogni caso, entro l’autunno potrebbe arrivare da parte del Direttivo un ampliamento della gamma di strumenti acquistabili, includendo anche i titoli emessi del Fondo Juncker per gli investimenti (EFSI). Questo permetterebbe di convogliare i fondi su un programma di rilancio degli investimenti e creare valido complemento agli impulsi al credito privato delle aste di liquidità T-LTRO.

Euro-dollaro, rotta verso la parità

A seguito dei nuovi dettagli su QE, l’Euro è sceso ai minimi dal 2003 rispetto al dollaro, toccando la soglia di 1,10. Aumentando l’offerta di Euro sui mercati e ad ampliando il bilancio BCE dagli attuali 2.000 miliardi di Euro fino a 3.000 miliardi, è inevitabile che la moneta unica scenderà ancora. Molti operatori prevedono che entro la fine dell’anno sarà raggiunta la parità con il dollaro, donando alle imprese con vocazione nell’export della Zona Euro parecchi vantaggi nel breve periodo. L’aumento delle esportazioni inciderà positivamente sulla crescita del PIL ed è anche per questo che l’Eurotower ha rivisto al rialzo le prospettive di crescita dell’Eurozona al 1.5% nel 2015, all’1.9% in 2016 e al 2.1% nel 2017.

Rimane solo una grande incognita sul QE. Cosa accadrà al programma di allentamento monetario nel caso in cui le spinte inflazionistiche portino l’indice dei prezzi sopra il 2% prima del settembre 2016? Un’eventualità remota, poiché il tasso medio dovrebbe comunque tenere conto dei mesi precedenti di deflazione, ma non impossibile: se il petrolio dovesse ricominciare a correre insieme alle altre materie prime, se l’economia della Zona Euro iniziasse a correre più del previsto e se l’Euro si svalutasse oltre la parità, i falchi nel Consiglio BCE potrebbero iniziare a mugugnare. Potrebbe però verificarsi anche lo scenario opposto, con l’incancrenirsi della sindrome giapponese: bassa crescita e bassa inflazione. A quel punto il QE potrebbe addirittura proseguire oltre i termini previsti.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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