lunedì , 19 febbraio 2018
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BCE: Draghi estrae il bazooka

Una giornata storica per la Banca Centrale Europea. Gli annunci sugli ABS della scorsa settimana e sull’avvio delle tariffe per il Sistema di Vigilanza Unica impallidiscono di fronte alle azioni di politica monetaria lanciate oggi dal Consiglio Direttivo dell’Eurotower. I motivi dell’azione di oggi sono noti da tempo. Innanzitutto la bassa inflazione nell’eurozona, calata nel mese di maggio ad un misero +0,5% e lontanissima dal target del 2% della BCE. Altri motivi dell’attivismo di oggi sono una crescita del PIL anemica nel primo trimestre dell’anno nell’euzona (+0,2%), un mercato del lavoro che stenta a ripartire ed i prestiti al settore privato ancora al palo.

Si tratta di 7 distinte operazioni, più la porta aperta ad ulteriori mosse in futuro.

Tassi ai minimi storici. Dall’11 giugno 2014, gli istituti di credito che riceveranno dei prestiti dalla Banca Centrale Europea pagheranno meno interessi sulla liquidità ricevuta. In particolare, sono stati i tagliati ai minimi storici il tasso a medio-lungo termine dallo 0,25% allo 0,10% e quello a breve termine dallo 0,75% allo 0,40%. Tale azione permetterà alle banche di scaricare sui clienti (privati ed imprese) tassi di interesse minori sui loro prestiti. Chi ha prestiti indicizzati al tasso BCE dalla rata di giugno inizierà a pagare un importo più basso. Aumenterà così il reddito disponibile di milioni di cittadini ed imprese. La Codacons ha già stimato risparmi compresi tra i 72 ed i 96 euro all’anno. Indirettamente si ridurranno i tassi di interesse sui Titoli di Stato, aiutando il finanziamento del debito.

Tasso overnight negativo. Sempre dall’11 giugno, le banche che dispongono di liquidità in eccesso e decidono di depositarla sui conti della BCE invece di investirla, pagheranno una sorta di tassa sul capitale dello 0,10%, rispetto allo 0% tenuto sinora. Non era mai successo nella storia. Questa mossa disincentiverà gli istituti di credito a tenere soldi fermi “sotto il materasso”, aumentando la propensione all’investimento su titoli a breve scadenza (ad esempio i BOT).

Lieve svalutazione dell’euro. Dal 10 giugno verranno fermate le cosiddette operazioni di drenaggio della liquidità in eccesso sui mercati. Questo permetterà all’euro di svalutarsi leggermente e migliorare le esportazioni dell’eurozona.

I 3 T-LTRO del 2014. I Targeted-LTRO sono la vera rivelazione della giornata. In pratica le banche riceveranno liquidità in relazione a quanti prestiti hanno effettuato nei confronti delle imprese dell’eurozona. La prima operazione partirà nelle prossime settimane. Verrà calcolato l’ammontare dei prestiti delle banche verso le imprese alla data del 30 aprile 2014. Il 7% di quella somma (400 miliardi di euro circa) verrà fornita alle banche come liquidità per effettuare nuovi prestiti. Non verranno però considerati validi impieghi come acquisto di Titoli di Stato e prestiti immobiliari. La liquidità ricevuta andrà restituita nel mese di settembre 2018 e chi non sarà in grado di trovare impieghi nell’economia reale sarà obbligato al rimborso anticipato solo nel settembre del 2016. Altri due T-LTRO verranno effettuati nel mese di settembre e dicembre del 2014. Il tasso di questi prestiti sarà dello 0,5% (MRO + 0,10%).

I 6 T-LTRO del 2015-2016. Dopo le tre operazioni del 2014, ne verranno condotte altre sei ogni tre mesi da marzo 2015 a giugno 2016. Le modalità di assegnazione della liquidità però saranno differenti. In pratica la BCE assegnerà un target da raggiungere nei prestiti verso le imprese. Alle banche che supereranno quella cifra nel trimestre, verrà fornita il triplo della liquidità della frazione oltre target. Più incentivo di così.

Estensione dei collaterali al settembre 2018. Politica monetaria espansiva fino a fine 2018. I titoli (obbligazioni principalmente) usati oggi come collaterali per ricevere liquidità saranno validi fino a quella data.

L’impulso al mercato degli ABS. Si tratta della riforma lanciata la scorsa settimana da BCE e Bank of England verso la creazione di un mercato delle cartolarizzazione semplice e trasparente. Incentiverà le banche ad impacchettare i prestiti in ABS ed ottenere immediatamente liquidità. Ciò incentiverà ai massimi livelli la resilienza degli istituti di credito e delle finanziarie (i cui tassi dovrebbero così calare di molto). Draghi si è detto aperto anche a futuri acquisti di ABS, se l’inflazione rimarrà bassa.

(Foto: EPP Group in the European Parliament – www.flickr.com) 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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