martedì , 20 febbraio 2018
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BCE: pronta riforma per agevolare il credito

Mario Draghi corre nella sua azione di rinnovamento ed apertura della Banca Centrale Europea. La prima edizione del Forum della BCE a Sintra (Portogallo) è stato un vero successo, poiché ha avvicinato i media e l’attenzione pubblica verso temi che risultano spesso di difficile comprensione. Durante la cornice dell’evento e subito dopo la sua conclusione infatti, l’Eurotower ha diramato importanti documenti e decisioni, che influenzeranno pesantemente il futuro dell’eurozona.

Si parte dall’implementazione dell’Unione bancaria. Da novembre 2014 la BCE assumerà la guida della vigilanza unica della banche dell’eurozona e dei Paesi dell’Unione Europea che ne faranno richiesta. Ovviamente tutto questo comporta dei costi, poiché l’Eurotower avrà bisogno di assumere personale dedicato che si occupi 24 ore su 24 di effettuare controlli, verifiche ed indagini. Si prevede una spesa di 260 milioni di euro per l’anno 2015. In un periodo di ristrettezze di bilancio da parte degli Stati, dove reperire le coperture è un tema abbastanza fondamentale.

Martedì 27 maggio si è deciso che saranno le banche stesse a pagare i costi della vigilanza, con una quota annuale compresa tra i 2.000 euro ed i 15 milioni di euro. Per la maggior parte delle banche il costo annuale ammonterà tra gli 0,7 ed i 2 milioni di euro. Un contributo importante che non impatterà quasi per nulla sui bilanci bancari, considerando che i bonus ai banchieri nella maggior parte dei casi superano tali cifre.

Altra svolta storica della BCE è stata la pubblicazione del Paper congiunto con la Bank of England per la rivitalizzazione del mercato degli Asset Back ed Securities (ABS). Sembra un tema complicato, ma lo è fino a un certo punto. Si ipotizzi che una banca italiana abbia erogato prestiti a 1.000 clienti affidabilissimi e ricchi di garanzie, con probabilità di default bassissima, e che i prestiti in questione ammontino complessivamente a 100 milioni di euro. Con un mercato degli Asset Backed Securities liquido e ben funzionante, la banca impacchetta questi prestiti in un titolo ABS. Questo titolo potrebbe poi venire usato come garanzia presso la Banca Centrale Europea per ricevere nuova liquidità a tasso zero.

Quando le banche ricevettero i famosi 1.000 miliardi di euro di prestito dalla BCE attraverso le operazioni LTRO triennali, usarono quasi completamente questi fondi per comprare titoli di Stato. Da una parte fu un bene perché scese lo spread, ma dall’altra crollarono i prestiti verso i privati. Il Presidente Draghi vuole eliminare queste storture attraverso una riforma del mercato degli ABS, in modo da far crescere esponenzialmente i vantaggi per le banche che effettuano prestiti a persone e piccole e medie imprese.

Ma cosa prevede questa riforma? Principalmente di far tornare la fiducia su questo tipo di asset e di evitare che questo torni ad essere fonte di contagio di nuove crisi finanziarie, come capitò nel 2008 negli Stati Uniti. Da quella data il mercato europeo degli ABS è sceso da oltre 2.500 miliardi a poco meno di 2.000 miliardi. Le soluzioni proposte da Draghi sono rating inflessibili, certificati da un organismo di controllo europeo, e la possibilità di emissione di ABS anche da soggetti non bancari (ad esempio le finanziarie per il credito al consumo), in modo da aumentare la concorrenza e far scendere i tassi di interesse e migliorare la trasparenza su tali strumenti.

Draghi punta molto sulla ripartenza del credito ai privati, anche per sgombrare ogni dubbio dalle accuse mosse dai cosiddetti falchi, secondo i quali la BCE aiuterebbe a finanziare il debito degli Stati. E dopo il dato dell’inflazione di maggio, scesa nell’eurozona ai minimi (+0,5%), l’Eurotower potrebbe attivare un’operazione di alleggerimento monetario. Ormai è quasi certo che verranno limati al ribasso i tassi di interesse.

Si pensa ad un taglio dallo 0,25% allo 0,15% del tasso di sconto, e dallo 0% al -0,10% del tasso sulle banche che depositano liquidità presso la BCE invece di impiegarla. Sarebbe la prima volta nella storia. E’ inoltre possibile un LTRO (prestito alle banche) a lungo termine per quegli istituti di credito che presentano come garanzie ABS o altre “prove” di impiegare la liquidità per prestiti verso imprese e cittadini.

Tali erogazioni di liquidità di svolgerebbero nei mesi estivi (notoriamente i più depressi da quel punto di vista), ed in autunno si potrebbero finalmente osservarne i frutti in termini di allontanamento dalla deflazione, ripartenza del credito per chi investe e si spera ripartenza del PIL e calo della disoccupazione.

(Foto: Tax Credits – www.flickr.com) 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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