mercoledì , 21 febbraio 2018
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Completata l’unione bancaria: mai più salvataggi delle banche

Dopo mesi di negoziato tra ECOFIN e Parlamento Europeo, quest’ultimo, riunito il Plenaria a Strasburgo, ha approvato in via definitiva uno dei progetti europei più ambiziosi degli ultimi anni: l’unione bancaria. Il passo è fondamentale non solo per l’Europa, ma per l’intero sistema finanziario globale, dal momento che d’ora in avanti nell’Unione Europea non verrà mai speso un euro di fondi pubblici per salvare una banca. Sparisce infatti il concetto di bail-out, meccanismo in auge dopo la crisi finanziaria globale del 2008, attraverso il quale gli Stati salvavano le banche dal fallimento per frenare l’effetto contagio, ma nello stesso tempo facendo esplodere deficit e debito pubblico.

D’ora in poi si parlerà di bail-in, che colpisce l’azzardo morale degli azionisti e degli investitori, infliggendo loro le perdite di un fallimento bancario, senza toccare il denaro dei correntisti sotto i 100.000 euro. Se i fondi non dovessero bastare, interverrà il Fondo Unico di Risoluzione. Quest’ultimo, non nasce in prima battuta come un fondo unico europeo dotato di piena operatività, ma come un contenitore in cui verranno progressivamente fusi i vari fondi nazionali.

Poichè in questi mesi di negoziato Europae ha spesso descritto parti singole degli accordi, occorre dotarsi di uno strumento che permetta di comprendere passo dopo passo l’entrata in vigore dell’unione bancaria, integrata dal pacchetto CRD IV (requisiti di capitale e liquidità). Verrà usata una timeline semplificativa.

Novembre 2014: la Banca Centrale Europea (BCE) assume il ruolo di vigilanza unica sulle banche europee. Per evitare confilitti di interesse, i responsabili della vigilanza non potranno occuparsi di determinazione della politica monetaria.

Dicembre 2014: almeno il 4,5% del patrimonio di una banca dovrà essere formato dalle sue azioni ordinarie più le riserve. Inoltre le banche dovranno accumulare un ulteriore muro di protezione del 3,5%, formato dal cosiddetto “conservation buffer” e da diversi strumenti patrimoniali. Requisiti totali di capitale: 8%.

1 Gennaio 2015: vengono costituiti i Fondi di Risoluzione nazionali attraverso la tassazione dello 0,8% all’anno dei depositi delle banche nazionali. Entra poi in vigore la disciplina del Liquidity Coverage Ratio (LCR): le banche dovranno tenere risorse liquide pari al 60% degli esborsi dei 30 giorni successivi.

1 Gennaio 2016: nasce il Fondo Unico di Risoluzione europeo. Il 40% delle risorse dei Fondi nazionali confluisce in quello comune. In caso di necessità di ulteriori risorse, il Fondo potrà raccogliere denaro dagli investitori sui mercati. È vietato effettuare bail-out bancari su tutto il territorio dell’Unione Europea ed entra in vigore la disciplina del bail-in. Le crisi bancarie verranno gestite in 32 ore per evitare l’effetto contagio. Per bail-in sotto i 5 miliardi di euro deciderà il comitato esecutivo del fondo. Per cifre superiori si riunirà la Plenaria, costituita dai rappresentati degli Stati. I correntisti sotto i 100.000 euro dovranno essere rimborsati entro 15 giorni lavorativi. Il LCR dovrà attestarsi almeno al 70%.

1 Gennaio 2017: le risorse messe in comune dai Fondi Nazionali arrivano a costituire il 60% delle risorse del Fondo Unico di Risoluzione. Nei sei anni successivi, la quota aumenterà del 6,7% all’anno. Il LCR passa almeno all’80%.

1 Gennaio 2018: Liquidity Coverage Ratio al 100%.

1 Gennaio 2019: i correntisti sotto i 100.000 euro dovranno essere rimborsati entro 10 giorni lavorativi.

1 Gennaio 2024: il Fondo Unico di Risoluzione raggiunge il 100% delle sue risorse, pari a 55 miliardi di euro. I correntisti sotto i 100.000 euro dovranno essere rimborsati entro 7 giorni lavorativi.

1 Gennaio 2028: se tra il 2014 ed il 2024 verranno usate risorse del Fondo Unico di Risoluzione oltre il 50% del target del Fondo stesso, ne slitta al 2028 la piena operatività.

(Foto: Julien Jorge – Wikimedia Commons)

 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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