lunedì , 19 febbraio 2018
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Il Presidente BCE Mario Draghi a colloquio con il Direttore dell'ESM (Foto: EU Council)

Corte UE: l’OMT è lecito, alla BCE ampio margine di discrezionalità

Il programma di acquisto di titoli di debito pubblico emessi da Paesi dell’eurozona (Outright Monetary Transaction, OMT), annunciato dalla BCE nella primavera del 2012, rappresenta una misura rientrante nelle competenze della BCE ed è compatibile con i trattati. Secondo le conclusioni non vincolanti dell’avvocato generale Pedro Cruz Villalón, sulla base delle quali la Corte di Giustizia dell’UE emetterà la sua sentenza, il programma OMT è inoltre lecito a condizione che al momento dell’applicazione vengano rispettati “rigorosamente” l’obbligo di motivazione dell’intervento e il principio di proporzionalità. Al momento di attuare il piano, la BCE dovrà quindi dare adeguata motivazione, identificando con precisione la circostanza straordinaria sulla quale vorrà intervenire.

L’avvocato generale ha sottolineato che la BCE “deve godere di un ampio margine di discrezionalità” nella programmazione e nell’esecuzione della politica monetaria, alla luce delle grandi conoscenze tecniche e delle informazioni a sua disposizione. I tribunali devono pertanto controllare l’attività della banca centrale usando “alquanta moderazione”, proprio perché – ha aggiunto Cruz Villalón – non dispongono della specializzazione e dell’esperienza dei tecnici della BCE. Questo passaggio delle conclusioni rappresenta una dura presa di posizione nei confronti della stessa Corte costituzionale tedesca, che per la prima volta nella sua storia aveva deciso di adire alla Corte di Lussemburgo tramite rinvio pregiudiziale.

La Corte di Karlsruhe era infatti stata chiamata a esprimersi in merito a un ricorso presentato da politici, economisti e una ONG tedesca contro l’annuncio del programma OMT e la mancata reazione del governo di Berlino. I giudici costituzionali tedeschi avevano chiesto alla Corte UE  se il programma costituisse una misura di politica economica esulante dalle competenze della banca centrale e se lo stesso OMT violasse il divieto per la BCE di acquistare direttamente il debito degli Stati membri. Il rinvio pregiudiziale indicava inoltre una generale inquietudine sui limiti di competenza di Francoforte in situazioni eccezionali, come quelle del periodo di crisi nel quale è stato annunciato il programma OMT.

Il parere dell’avvocato generale dà ragione alla BCE sotto diversi aspetti. In primis, riconosce la legittimità costituzionale dell’OMT, che non viola i trattati perché resta all’interno del recinto della politica monetaria, competenza esclusiva dell’istituzione di Francoforte. In quanto misura “non convenzionale” di politica monetaria, gli organismi della banca centrale dovranno però aver cura di indicare con estrema precisione ragioni, tempi e obiettivi del loro intervento straordinario.

Se la Corte di Giustizia deciderà di adottare le conclusioni dell’avvocato generale e includerle nella propria sentenza, la BCE dovrà inoltre astenersi dal partecipare direttamente al programma di assistenza finanziaria applicato al Paese oggetto d’intervento. Questo potrebbe significare che, alla luce della sua natura di sovrana della politica monetaria, la BCE potrebbe dover uscire dalla troika e in generale dai processi di decisione della politica economica degli Stati membri.

 

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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