martedì , 14 agosto 2018
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Da Basilea III alla CRD IV: nuove regole per le banche europee

Mercoledì 27 marzo 2013 il Comitato dei Rappresentati Permanenti (COREPER) del Consiglio dell’Unione Europea ha approvato il pacchetto di misure che confluiranno nella Direttiva nota come CRD IV, la quarta Direttiva europea che aggiorna la regolamentazione dei requisiti minimi di capitale delle banche europee.

Nel “memo” pubblicato il 21 marzo dalla Commissione Europea, veniva infatti evidenziato come l’Unione Europea debba dotarsi di nuove e moderne regole per regolamentare il mondo bancario e finanziario. La base da cui partire è sicuramente l’accordo di Basilea III, i cui dettami verranno inseriti nella CRD IV. La Commissione ha fatto comunque sapere che saranno evitati veri “copia e incolla” da Basilea III alla legislazione europea, dal momento che quest’ultima dovrà essere più completa e flessibile in caso di emergenza.

Innanzitutto entro il dicembre 2014 almeno il 4,5% del patrimonio di una banca dovrà essere formato dalle sue azioni ordinarie più le riserve. Inoltre le banche dovranno accumulare un ulteriore muro di protezione del 3,5% formato dal cosiddetto “conservation buffer” e da diversi strumenti patrimoniali. Sul fronte della liquidità la CRD IV introduce dei requisiti dal 2015, dopo un periodo iniziale di sperimentazione. In pratica le banche dovranno obbligatoriamente detenere liquidità in cassa tale da poter coprire tutte le uscite in un periodo di trenta giorni in condizioni di grave stress finanziario. Il periodo di trenta giorni è una garanzia sia per la banca che per le istituzioni europee che in caso di crisi avrebbero abbastanza tempo per ideare soluzioni quali prestiti di emergenza e salvataggi.

L’indice fondamentale sarà rappresentato dal Liquidity Coverage Ratio, che verrà innalzato dal 60% del 2015 al 100% del 2018, con cui s’intende la percentuale della somma da tenere e liquidare nei trenta giorni. La Bozza del Consiglio inoltre indirizza alla Commissione Europea una richiesta di formulare una proposta legislativa che regolamenti, entro il 31 dicembre 2016, la raccolta bancaria a lungo termine. Dal 1 gennaio 2018 inoltre verranno introdotti dei nuovi “leverage ratio“, ossia dei limiti alla leva bancaria e di conseguenza all’assunzione di rischi eccessivi. La Direttiva poi, aggiorna previdentemente le percentuali che una banca dovrà detenere come riserva patrimoniale per ogni prestito.

Non manca il capitolo dedicato ai bonus per i dirigenti ed alla trasparenza bancaria: i premi ai manager, in primo luogo, non potranno essere maggiori agli stipendi e inoltre, secondo la nuova direttiva europea, gli azionisti verranno maggiormente coinvolti nella determinazione dei premi stessi. Se l’assemblea dei soci approva con il quorum del 50% ed il 66% dei voti a favore, i banchieri potranno assegnarsi bonus al massimo doppi agli stipendi. Non un euro di più. E se mancherà il quorum, gli azionisti favorevoli dovranno essere il 75%. Per quanto riguarda la trasparenza dal biennio 2014-2015 rappresenterà l’Ue introdurrà pratiche virtuose, con gli istituti tenuti a rendere non solo il numero totale degli impiegati, ma anche la loro suddivisione nelle varie filiali, ed a fornire alla Commissione Europea dati interni riguardo la competitività, il credito ed i rischi potenziali.

Se questa direttiva verrà approvata dal Parlamento Europeo, l’Unione Europea si doterà così di strumenti di importanti strumenti di:

  • Prevenzione dalle crisi bancarie e finanziarie: dati più trasparenti, maggiori riserve di capitale e liquidità, limitazione della leva bancaria. 
  • Maggiore etica nel mondo bancario, minore propensione all’azzardo con bonus più bassi e responsabilizzazione degli azionisti.
  • Tempi di intervento più estesi grazie ai requisiti di liquidità a 30 giorni.

Riforme importanti, sulla scorta del caos Cipro, per trainare il sistema bancario fuori dalla crisi e dirigerlo su binari più sicuri. 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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