giovedì , 16 agosto 2018
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Da Lisbona a Roma: quel terrore della Troika…

Nei giorni più caldi della crisi politica italiana di qualche giorno fa, risoltasi poi in un nulla di fatto, il Vice-ministro dell’Economia ed esponente del Partito Democratico Stefano Fassina aveva paventato che anche in Italia potesse arrivare la Troika a scrivere la prossima Legge di Stabilità e a sottoporre quindi il Paese a limitazioni di sovranità simili a quelle che hanno sperimentato vari Paesi europei negli ultimi tre anni. La Troika, composta da BCE, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale, è diventata un simbolo della crisi e l’arrivo dei suoi funzionari provoca manifestazioni e scioperi di massa nelle tumultuose strade di Atene.

Un motivo per comprendere come mai la Troika faccia tanta paura ai politici dei Paesi periferici lo offre il caso del Portogallo. Il Paese lusitano, come noto, fu costretto a richiedere gli aiuti del fondo EFSF (progenitore del neonato European Stability Mechanism) per finanziarsi sui mercati, vista l’impennata dei tassi d’interesse dei titoli di Stato di Lisbona e, di conseguenza, degli spread, registrata dopo lo scoppio della crisi greca del 2010. Da allora il Portogallo, per ricevere le tranche dei preziosi aiuti, è stato costretto a ridurre in maniera draconiana deficit e spesa pubblica. Il Paese è precipitato in una crisi economica la cui gravità è seconda solo a quella di Atene: la disoccupazione ufficiale ha superato il 18% e i telegiornali di tutta Europa parlano di giovani portoghesi che partono in cerca di un futuro per quelle che un tempo erano le colonie del Portogallo, come il Brasile e l’Angola.

Non stupisce che in una situazione del genere il governo di centrodestra, guidato da Passos Coelho, sia in una crisi profonda di consensi: le recenti elezioni comunali svoltesi nei principali comuni (compreso il municipio di Lisbona) hanno visto un’avanzata del Partito Socialista e un boom dei partiti di sinistra radicale. Passos Coelho, piegato elettoralmente dall’austerity, è quasi sicuro di fare la fine degli altri governi conservatori che si sono succeduti in questi ultimi anni nei Paesi mediterranei, vale a dire di andare incontro a una sonora bocciatura da parte dell’elettorato alle prossime elezioni politiche.

Per questo il premier portoghese aveva chiesto alla Troika, in vista della concessione dell’ottava e nona tranche da 5,5 miliardi del salvataggio complessivo da 78 miliardi, un ammorbidimento della rigidità fiscale: una dilazione del deficit pubblico dal 4 al 4,5% del PIL nel 2014, per non deprimere un’economia ancora in profondo rosso. Se i funzionari della BCE e del FMI avessero accettato la proposta, indubbiamente Coelho avrebbe potuto scrollarsi un po’ di dosso la fama di spietato esecutore degli ordini di Bruxelles, tenendo a freno le richieste sempre più pressanti che vengono dall’opinione pubblica lusitana. Tuttavia, la Troika ha ancora una volta opposto un diniego, pur lodando gli sforzi compiuti dal governo in questi ultimi mesi.

Questa intransigenza da parte della Troika ha un fondamento logico: essa rappresenta i creditori e deve quindi apparire inflessibile ai loro occhi. Cionondimeno, tale legittima attitudine è sfociata in fanatismo: non concedere una dilazione dello 0,5% di PIL a un Paese già duramente provato ed esposto al rischio dell’estremismo politico, di certo non aiuta a dare un’immagine migliore delle istituzioni che stanno gestendo la crisi.

Per questo, augurandosi che la Troika non atterri mai a Roma, c’è bisogno di una seria e profonda riflessione su come questa crisi sia stata effettivamente gestita. Il rischio è altrimenti che le prossime elezioni europee, in programma nella primavera prossima, vedano un trionfo dell’astensione e di personalità politiche controverse come la rappresentante del Front National francese Marine Le Pen.

In foto un incontro fra il Primo Ministro portoghese Passos Coelho e il rappresentante della Commissione Europea Olli Rehn (Foto: European Commission) 

L' Autore - Giacomo Giglio

Laureato magistrale in Economia Internazionale, fin da giovanissima età ho avuto grande passione per la politica e l'economia. Critico con la visione classica dell'economia, mi occupo spesso di temi inerenti la crisi finanziaria e i travagli della zona Euro dopo lo scoppio della crisi 2008-09

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One comment

  1. Già è arrivata purtroppo nel silenzio totale dei media. http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=73185

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