domenica , 18 febbraio 2018
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Dall’Ecofin nuove certezze sui fallimenti bancari

La parentesi lasciata aperta dell‘ECOFIN della settimana scorsa è stata finalmente chiusa dalla riunione straordinaria tenutasi ieri sera a Bruxelles. I Ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo fondamentale che fisserà le regole che dovranno essere seguite in caso di futuri fallimenti bancari. La scorsa riunione aveva approvato misure quasi esclusivamente preventive, con il fine di limitare il più possibile l’eventualità di futuri default. Tuttavia, nel caso in cui una banca si trovi sull’orlo della bancarotta nonostante i nuovi ratio di capitale, i requisiti di liquidità, i fondi del Meccanismo Europeo di Stabilità e gli aiuti statali, occorrono regole precise e tempestive.

L’Unione Europea non può permettersi altri casi “Cipro”, in cui per settimane si è discusso su chi dovesse incassare le perdite e se i depositi sotto i 100.000 euro dovessero contribuire a ripianare le perdite. E’ un accordo importantissimo ed un ottimo preludio per i lavori del Consiglio Europeo. Un’intesa che riduce le incertezze, la principale fonte di instabilità nei mercati finanziari.

Gli obiettivi principali della direttiva sono essenzialmente due. Il primo cerca di minimizzare lo shock sistemico causato dal fallimento bancario e preservare l’operatività dei conti correnti, in modo che cittadini e imprese continuino a disporre della liquidità anche in fase di dissesto. Il secondo mira a sostituire il concetto di bail-out con quello di bail-in per tutelare i contribuenti. Con il bail-in le fonti del salvataggio dovranno essere quasi esclusivamente interne, con il tentativo di esternalizzare il meno possibile i costi del dissesto.

Tra le misure concrete sono state innanzitutto istituite delle classi finanziarie “intoccabili” in caso di bail-in. Tra queste troviamo i conti correnti contenenti i salari e le pensioni degli ex-dipendenti di aziende fallite, strumenti finanziari ad alto rating ed elevata liquidità, depositi sotto i 100.000 euro, crediti commerciali relativi a beni e servizi critici per il funzionamento quotidiano della banca ed infine gli strumenti finanziari con manifestazione reale entro 7 giorni (ad esempio bond in scadenza nel corso della settimana ed i prestiti interbancari), misura, quest’ultima, fondamentale anche per prevenire le crisi di liquidità. Se la banca A rischia il fallimento per crisi di liquidità imminente, le banche B e C potranno erogare prestiti interbancari di emergenza in scadenza settimanale senza dover rischiare la perdita del denaro.

In caso di fallimento o bail-in, quindi, le perdite maggiori dovranno essere incassate in prima battuta dagli azionisti, poi dagli obbligazionisti ed in caso di maggiori fondi dai depositi oltre i 100.000 euro. La direttiva ha anche effetto sui bilanci degli Stati, poichè entro 10 anni dall’entrata in vigore della direttivadovranno costituire riserve pari allo 0,8% dei depositi garantiti di tutte le istituzioni bancarie operanti in un dato Paese. Questi fondi potranno anche essere usati in modo compensativo nel caso in cui gli Stati ritengano che azionisti ed obbligazionisti abbiano subito perdite eccessive. Tuttavia, tali meccanismi potranno essere attivati solamente nel caso in cui i creditori della banca in default abbiano già subito l’8% delle perdite o in casi particolari il 20% degli asset bancari. I fondi statali tuttavia non potranno contribuire a più del 5% delle passività bancarie.

La direttiva dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo e, nel caso non venga modificata, entrerà in vigore entro il 2018.

In foto, il governatore della BCE Mario Draghi e i ministri delle finanze di Italia e Spagna, Saccomanni e De Guindos. (Foto: Council of the European Union)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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