lunedì , 19 febbraio 2018
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Deutsche Bank
Photo © Elliott Brown - www.flickr.com, 2009

Deutsche Bank ha manipolato il mercato nel 2011?

Il 6 maggio, negli uffici della Procura di Trani, è stata presa la decisione di aprire un’indagine contro la Deutsche Bank e, in particolare, contro il suo ex management per presunta manipolazione del mercato.

In cosa consiste l’inchiesta e chi vi è coinvolto

La vicenda, che vede il suo punto di partenza nella denuncia depositata dall’Adusbef (Associazione per la difesa dei consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi), riguarda la vendita di una massiccia quantità di titoli di Stato italiani, operata dall’istituto di credito di Francoforte nel 2011, per un ammontare che si aggira intorno ai 7 miliardi di euro.

Negli scorsi giorni, la Guardia di Finanza, insieme al pm di Bari Michele Ruggiero, ha fatto irruzione negli uffici milanesi della banca tedesca ed ha sequestrato atti e messaggi e-mail ed interrogato testimoni. Il primo ad essere stato ascoltato è stato Flavio Valeri, Presidente e Consigliere Delegato del Consiglio di gestione di Deutsche Bank Italia. Tuttavia, quest’ultimo risulta estraneo alle indagini, in quanto queste sono incentrate esclusivamente sulle attività perpetrate dalla sede tedesca dell’istituto di credito.

Nell’ambito dell’inchiesta della procura tranese, sono cinque i soggetti che risultano coinvolti dall’accusa: l’ex Presidente di Deutsche Bank, Josef Ackermann; gli ex co-amministratori delegati, Anshuman Jain e Jurgen Fitschen (che è anche l’attuale co-amministratore delegato uscente della banca); l’ex dirigente dell’ufficio rischi, Hugo Banziger e l’ex Direttore finanziario, nonché membro del precedente Board of Directors dell’istituto assiano, Stefan Krause.

L’accusa a Deutsche Bank

Gli ex dirigenti dell’istituto di Frankfurt Am Main, secondo le ipotesi formulate da Ruggiero, sono accusato di aver manipolato il mercato dei titoli statali italiani nel 2011. Gli indagati sono ritenuti responsabili di aver rilasciato mendaci dichiarazioni positive (in tre pubblicazioni nel periodo tra febbraio e marzo 2011), relativamente alla sostenibilità del debito sovrano italiano, durante l’infuocata estate che ha scosso il sistema finanziario del Belpaese. Inoltre, questi avrebbero nascosto, non solo ai mercati stessi, ma anche al Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’intenzione dell’istituto di ridurre drasticamente e nel breve periodo la quantità di titoli del debito italiano posseduti (i quali ammontavano ad un valore pari a 8 miliardi di euro alla fine del 2010), né l’acquisto di circa 1.4 miliardi di Credit Default Swap in copertura per l’esposizione al ‘rischio Italia’.

Lo tsunami di titoli di Stato che ha investito i mercati finanziari avrebbe avuto l’effetto, secondo il pm Ruggiero, di alterare la regolare formazione del prezzo di mercato dei titoli italiani. Inoltre, questa violenta operazione sul mercato fu interpretata dagli investitori e dagli addetti ai lavori come una chiara sentenza contro l’Italia, un evidente segnale di sfiducia da parte del gruppo teutonico nei confronti della tenuta del debito sovrano italiano, che ebbe effetti disastrosi in quel periodo caratterizzato da alti livelli dello spread.

La reazione di Deutsche Bank

“DeutscheBank sta collaborando con le Autorità in questa inchiesta. Nel 2011 la Banca aveva risposto a una richiesta fatta da Consob in relazione a questa vicenda e aveva fornito le informazioni e i documenti relative” ha affermato l’istituto di credito. “Riteniamo l’indagine priva di fondamento e siamo fiduciosi di avere agito correttamente. L’Italia è un’economia di primo piano in Europa e un mercato molto importante per noi. Continueremo certamente a collaborare con le autorità in ogni fase di questa vicenda”.

L' Autore - Luca Feltrin

Laureato presso l'Università degli Studi di Torino in Diritto Internazionale con una tesi relativa alla crisi finanziaria ed economica dell'Eurozona, con una particolare attenzione al caso greco. Appassionato fino al morboso di affari e politica europea (particolarmente all'aspetto legale, istituzionale ed economico dell'Unione). Amante del gioco del rugby in cui mi diletto con risultati, ahimè, non propriamente eccellenti.

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