sabato , 24 febbraio 2018
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Direttivo BCE: inflazione in rialzo e ritorno alla crescita nel 2014. Draghi rimane attendista

Tassi fermi al minimo ma con un occhio agli sviluppi futuri, così si possono riassumere le conclusioni del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea di oggi a Francoforte. D’altronde, non ci si poteva attendere nuove misure espansive a causa dell’inversione del trend deflazionistico nell’Area Euro a maggio 2013. Il tasso di inflazione dopo mesi e mesi di declino è rimontato all’1,4% di maggio rispetto all’1,2%. E poichè il compito principale della BCE è quello di mantenere ancorata l’inflazione al 2%, nuove misure espansive avrebbero aumentato i rischi di raggiungere e superare il target prima del previsto. Per questo motivo conviene per l’Eurozona che l’indice dei prezzi al consumo continui ad oscillare tra l’1% ed il 2%. In caso contrario, la BCE sarebbe costretta ad aumentare i tassi e questo avrebbe un enorme impatto sulle prospettive già scarse di crescita economica.

Il presidente della BCE Mario Draghi ha affermato che il PIL della Zona Euro calerà dello 0,6% nel 2013 ma il prossimo anno si intravede la ripresa economica con un tasso di crescita dell’1,1% nel 2014. Le previsioni sull’inflazione sono state abbassate all’1,4% per il 2013 e sono rimaste stabili all’1,3% nel 2014.

Durante la conferenza stampa, interpellato sui rischi futuri di deflazione a causa di un prezzo del petrolio che pare anestetizzato, Draghi afferma che non si intravede tale rischio. Ciò che preoccupa invece è il continuo calo dei prestiti bancari verso le imprese. Il calo annuale di marzo si era attestato a -1,3% mentre ad aprile questo si è ampliato fino a toccare il -1,9%. Nonostante i tassi al minimo il credito alle imprese continua a ristagnare e anche gli ultimi LTRO trimestrali sono stati abbastanza deludenti. A questo punto ci si chiede se la colpa sia realmente delle banche che non prestano o delle imprese restìead investire a causa delle stime di crescita deludenti. Secondo il presidente della BCE entrambi i fattori influiscono su questo trend preoccupante che punta dritto verso il credit crunch.

Draghi ha spiegato che per incentivare l’erogazione del credito delle imprese non verrà per ora intrapresa la strada dei tassi negativi sui depositi della banche presso la BCE. La presenza in sala stampa del vicepresidente della BCE Vitor Costancio, infine, poteva far presagire la comunicazione dell’avvenuta decisione di porre al bando la banconota da 500 euro. Lo stesso Costancio in una precedente dichiarazione alla stampa aveva lasciato presagire tale intervento. Tuttavia il vice di Draghi è rimasto in silenzio per tutte la conferenza stampa.

Insomma, un nulla di fatto a Francoforte. Si rimane a scrutare i mercati e la situazione economica ed eventuali decisioni vengono traslate al prossimo incontro del Consiglio Direttivo di inizio luglio.

(In foto Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea. Foto: Consiglio dell’Unione Europea)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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