giovedì , 22 febbraio 2018
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Marianne Thyssen © European Commission

Disoccupazione di lunga durata, nuove linee guida da Bruxelles

Incapace di affrontare l’emergenza migranti a causa del rigurgito nazionalista di molti dei suoi Ventotto stati membri, l’UE fa almeno “qualcosa di sinistra”. Giovedì 17 settembre la Commissione europea ha proposto infatti una serie di linee guida per aiutare le persone senza lavoro da più di un anno – i cosiddetti disoccupati di lunga durata – a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Una proposta in tre punti

Prendendo le mosse dalle best practices a livello europeo, la Commissione propone alcune azioni specifiche per potenziare i servizi già a disposizione dei disoccupati di lunga durata nei singoli Stati membri.

La proposta si compone di tre pilastri:

– promuovere l’iscrizione dei disoccupati di lunga durata presso un servizio per l’impiego;

– fornire ad ogni iscritto, entro 18 mesi dalla perdita del lavoro, un’approfondita valutazione individuale;

– offrire, entro i primi 18 mesi, un accordo di integrazione nel posto di lavoro su misura, finalizzato a reinserire nel mercato del lavoro i disoccupati di lunga durata.

L’accordo di reinserimento nel posto di lavoro potrà declinarsi diversamente nei singoli Paesi, a seconda dei servizi già in essere, ma dovrebbe essere offerto attraverso un unico punto di contatto, in modo da assicurare la coerenza del servizio. L’accordo di reinserimento può includere corsi di formazione permanente, supporto nella ricerca dell’alloggio, aiuti per l’infanzia, agevolazioni per spese mediche e sanitarie.

Per attuare la proposta della Commissione, gli Stati membri potranno attingere alle risorse del Fondo sociale europeo, il principale strumento utilizzato dall’UE per sostenere l’occupazione. Ora la palla passa al Consiglio: spetta infatti ai rappresentanti dei Ventotto Stati membri discutere e adottare la proposta della Commissione.

12 milioni di disoccupati di lunga durata

“La disoccupazione di lunga durata è una delle sfide più acute e complesse originate dalla crisi economica e colpisce più di 12 milioni di persone in Europa” ha detto senza mezzi termini Marianne Thyssen, la risoluta Commissaria per l’occupazione di origini belghe.

In effetti, il numero dei disoccupati da più di dodici mesi nell’UE è raddoppiato tra il 2007 e il 2014 raggiungendo i 12 milioni di persone (più dell’intera popolazione del Belgio), pari a circa la metà del totale delle persone senza lavoro in Europa. Il dramma nascosto dietro a questi calcoli statistici sta in un dato di fatto: quanto più una persona rimane fuori dal mercato del lavoro tanto più difficile è che venga riassunta, creando un serio rischio di povertà ed esclusione sociale per i disoccupati e le loro famiglie.

Un’Europa a 2, 3, 28 velocità

La situazione varia notevolmente da un Paese all’altro. La quota dei disoccupati di lunga durata sul totale della popolazione attiva va infatti dall’1,5% in Austria al 19,5% in Grecia – ormai nota per i suoi tristi primati – passando per il 4,4% in Francia (dati Eurostat 2014).

Il nostro Paese non se la passa benissimo. L’Italia si colloca sesta in classifica (dopo Grecia, Spagna, Ungheria, Slovacchia e Portogallo), con una quota di disoccupati di lunga durata pari al 7,8% della popolazione attiva. Come se non bastasse, in Italia le persone senza lavoro da almeno 12 mesi rappresentano più del 60% del totale dei disoccupati. Un dato che parla da solo, e che mette in evidenza la grande difficoltà di chi, ormai “fuori dal giro” da un anno e magari non più troppo giovane ma nemmeno troppo vecchio per aspirare alla pensione, non riesce a trovare il modo di rientrare nel mondo del lavoro.

Un dramma di madri, padri, mogli, mariti e figli ancor prima che di dati statistici. Un dramma a cui Bruxelles tenta di far fronte, con una proposta in tre punti.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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One comment

  1. RicordateVi che la Disoccupazione qui in Occidente, è dovuta principalmente alla DITTATURA di questi della Commissione e del Consiglio UE non eletti dai Popoli Europei, e su cui sono oggetto, nella loro provata responsabilità, di induzione in schiavitù, Discriminazione sociale ed aiuto all’istigazione al suicidio, con già svariati Migliaia di Morti nella loro mancata coscienza, che gli verrà riaffiorata, quando un giorno, molto presto, noi Popoli Occidentali, verremmo a prenderci le loro teste e credo anche quelli dei loro amatissimi cari ” per cercare di pareggiare, il più possibile, i Morti innocenti causati da loro”. PS. questo è il mio augurio di prospetto negli Anni a venire, per ciò che sarà il loro oscuro futuro

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