martedì , 14 agosto 2018
18comix
Il Presidente della BCE Mario Draghi al Parlamento Europeo © European Union 2014 - Source EP

Draghi: ora si lavori per l’Unione dei Mercati dei Capitali

Lunedì 17 novembre il Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Mario Draghi si è presentato alla commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo per l’ultima audizione del 2014. Un’occasione molto ghiotta per il capo dell’Eurotower di sfruttare le strategie della forward guidance e fare importanti dichiarazioni non solo a beneficio degli europarlamentari, ma anche dei mercati. La forward guidance è infatti un meccanismo introdotto dalla BCE nell’estate nel 2013 e consiste nel comunicare agli investitori le possibili mosse della banca centrale, in modo da influenzarne le scelte d’acquisto.

Se ad esempio l’Eurotower intende incentivare l’acquisto di bond bancari, annuncia che se le prospettive di inflazione peggioreranno, sarà costretta a comprare più titoli. E poiché se la BCE decide di comprare un determinato tipo di strumenti finanziari, il prezzo di questi aumenterà, gli investitori inizieranno a comprare appena viene effettuato l’annuncio. Il prezzo dei bond aumenterà automaticamente e la BCE dovrà effettuare interventi minimalisti di politica monetaria, senza scontentare i falchi del rigore.

Durante l’audizione, Draghi ha annunciato che se le stime di inflazione per i prossimi anni verranno riviste al ribasso, il valore degli attivi in pancia alla BCE non dovrà solamente crescere dai 2.000 miliardi di oggi ai 3.000 miliardi già annunciati per il 2016, ma si potrà andare anche oltre. Ovviamente i mercati sono stati galvanizzati da questa prospettiva. I listini del Vecchio Continente hanno chiuso in forte crescita, gli spread sono calati e l’euro si è svalutato nei confronti delle principali valute, come il dollaro. Se infatti il bilancio della BCE dovesse gonfiarsi più di quanto previsto, sarà inevitabile un aumento della base monetaria e una conseguente crescita dell’offerta di euro.

Draghi ha inoltre confermato che tra pochi giorni le politiche monetarie espansive dell’Eurotower si arricchiranno con l’acquisto degli ABS (Asset Backed Securities). Un allentamento creditizio che permetterà alle banche di impacchettare il proprio portafoglio di prestiti in strumenti finanziari liquidi da vendere sui mercati. Anticipando le possibile critiche dei rigoristi, il Presidente della BCE fa notare che il tasso di default sugli ABS in Europa si aggira attorno all’1,5% contro il 18% negli Stati Uniti. E anche se il tasso europeo può sembrare basso, la BCE comprerà comunque i prodotti più sicuri. Di conseguenza niente titoli spazzatura trasferiti dagli istituti di credito alla banca centrale.

Ma la parte più interessante del discorso riguarda l’auspicio che Commissione Europea e Parlamento Europeo costruiscano un buon progetto di Unione dei Mercati dei Capitali (Capital Markets Union , CMU) nel corso del 2015. Appena iniziata la lenta costruzione dell’Unione Bancaria, la BCE sferza la politica europea aprendo un altro corposo dossier, ovvero la creazione del mercato dei capitali unico in Europa. Di cosa si tratta? I capitali non possono già circolare liberamente nell’Unione Europea?

Sì, ma restano ancora moltissime asimmetrie tra i vari Paesi UE. E sarà compito del neo Commissario Jonathan Hill inaugurare il prossimo anno un corposo pacchetto di riforme, a cui dare seguito con una direttiva in grado di superare gli ostacoli nazionali. Occorrono regole snelle uniche e possibilmente un uniforme sistema di tassazione sugli investimenti in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Per ora è rivoluzionario pensarci, ma la futura direttiva europea potrebbe ad esempio fissare al 22% la tassa sulle plusvalenze in tutti i Paesi UE. Un enorme passo avanti anche nei confronti dell’Unione Fiscale, dal momento che creerebbe degli standard di tassazione da trasferire eventualmente anche ai sistemi di imposte sul lavoro o sul valore aggiunto (IVA).

La Commissione Juncker, partita in sordina con lo scandalo LuxLeaks, viene quindi sfidata da Draghi a mettere in campo nel giro di un anno un’ambiziosa riforma che insieme all’Unione Energetica potrebbe significare un enorme passo avanti verso un’Europa più federale. Come per l’Unione Bancaria, occorre quindi prepararsi ad interessanti mesi di trattative. E non è un caso che anche il Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in un convegno di lunedì abbia affermato che la Commissione è pronta a varare l’Unione dei Mercati dei Capitali. Due indizi non fanno una prova, ma in questo caso ci si può sbilanciare e attendersi grandi novità in arrivo.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

Check Also

spagna

Spagna e Italia: le sorti, gli scenari

“Perché sei qui?”. “Perché nel mio Paese non c’e` lavoro”. Nella comunità expat di Bratislava, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *