mercoledì , 15 agosto 2018
18comix
draghi

Draghi: misure shock per fermare la deflazione

Sulla carta doveva essere un Consiglio Direttivo interlocutorio prima dell’avvio degli T-LTRO (prestiti a lungo termine alle banche che erogano credito alle imprese) del 18 settembre. Ancora una volta però, Mario Draghi ha stupito tutti e dopo il bazooka di luglio, questa volta il Presidente della BCE ha tirato fuori un vero e proprio carro armato.

Nel mese di luglio infatti si era trovato ad affrontare un tasso di inflazione dell’eurozona fermo allo 0,5% (lontano dal target del 2%). Allora aveva optato per la prima volta nella storia per un tasso d’interesse negativo, -0,10%, per le banche che depositano la propria liquidità presso la BCE e non la investono. Aveva tagliato, di qualche decimale, tutti gli altri tassi di rifinanziamento e dato il via ai famosi T-LTRO, per far ripartire il credito delle banche verso il settore privato, evitando il carry trade sui BTP. Infine aveva annunciato un possibile programma di acquisto di ABS (Asset Backed Securities o pacchetti di prestiti cartolarizzati in un prodotto negoziabile) e la riforma del Direttivo della BCE con meno incontri dal 2015 e più trasparenza.

Nonostante gli annunci, l’indice dei prezzi è continuato a calare inesorabilmente, 0,4% nel mese di luglio e 0,3% ad agosto. Il tutto nonostante il taglio dei tassi e un euro in caduta libera, arrivato dalla soglia di 1,40 a quella di 1,30 sul dollaro. Malgrado ciò, un ulteriore intervento, dopo quello di luglio, era ritenuto poco probabile dal momento che occorreva dar tempo ai T-LTRO di cominciare a dispiegare i loro effetti prima di poterne quantificare gli impatti. La profezia di Jackson Hole si è però avverata. La maggioranza qualificata (non l’unanimità) del Direttivo dell’Eurotower si è infatti mostrata più preoccupata del previsto per la spirale deflazionistica ed oggi Draghi ha così annunciato un nuovo corposo pacchetto di misure di politica monetaria espansiva.

Taglio dei tassi. Una leggera sforbiciata su tutti i tipi di tassi di interesse. Le banche che depositano liquidità presso la BCE, invece di investirla, pagheranno ora uno 0,20% rispetto allo 0,10% dei mesi scorsi. Gli istituti di credito che invece chiedono liquidità all’Eurotower per effettuare gli investimenti verranno incentivati con un tasso dello 0,30% (dallo 0,40%) sul breve termine e dello 0,05% (dallo 0,15%) sul medio-lungo termine.

Acquisto di ABS. La Banca Centrale Europea comprerà Asset Back Securities sul mercato. Questo incentiverà le banche ad effettuare prestiti verso imprese e famiglie, impacchettare i prestiti in uno strumento finanziario e ricevere dal mercato nuova liquidità da prestare ad altre imprese e famiglie. Se la BCE comprerà ABS, riuscirà a creare liquidità e fiducia verso questi strumenti, incentivando le banche a ricorrervi per usare un effetto leva e moltiplicare gli investimenti. Se le banche tramite i T-TLTRO verranno disincentivate ad effettuare prestiti per acquisto di immobili, la BCE farà marcia indietro in questo campo, poiché comprerà anche ABS immobiliari.

Acquisto di Covered Bond. Draghi ha annunciato che, nel mese di ottobre, verrà lanciato parallelamente all’acquisto di ABS, un programma analogo sui Covered Bond. Si tratta delle classiche obbligazioni AAA garantite attraverso quote di capitale dell’istituto che le emette. Poichè con gli accordi Basilea III, IV e la nuova Direttiva CRD IV le banche devono tenere quote di capitale minimo nel loro stato patrimoniale, è evidente che i Covered Bond siano strumenti molto sicuri.

Aumento degli attivi nel bilancio della BCE. Sommando gli effetti delle misure annunciate a luglio ed a settembre, è lecito attendersi un aumento notevole degli attivi nel bilancio della BCE. Lo ha sottolineato lo stesso Presidente Draghi in conferenza stampa. Questo vuol dire un aumento consistente dell’offerta di euro sui mercati internazionali e la progressiva svalutazione della moneta rispetto al dollaro.

Ieri la moneta unica ha infatti proseguito la sua marcia al ribasso, toccando la quota di 1,294 sul biglietto verde. Non sarà insolito vedere proseguire la discesa verso i lidi dell’1,10-1,20 nel corso del biennio 2015-2016 considerando la fine del Quantitative Easing della Federal Reserve e il progressivo aumento dei tassi americani. Eventualità che darà un enorme impulso all’export europeo, ma che provocherà anche un progressivo aumento del prezzo dei beni di importazione.

Foto © ECB – Flickr 2014

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

Check Also

spagna

Spagna e Italia: le sorti, gli scenari

“Perché sei qui?”. “Perché nel mio Paese non c’e` lavoro”. Nella comunità expat di Bratislava, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *