domenica , 25 febbraio 2018
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ECOFIN: approvata la Tobin Tax, Londra si smarca

Se l’attività della Commissione Europea fisiologicamente rallenta per l’avvicinarsi delle prossimi elezioni europee e il Parlamento Europeo si è riunito nell’ultima seduta plenaria il 17 aprile, per tornare a riunirsi solo il prossimo 1 luglio, in questo inizio di maggio l’Eurogruppo e l’Ecofin hanno sul proprio tavolo più dossier che mai.

L’Eurogruppo, che riunisce i Ministri dell’Economia e delle Finanze degli Stati facenti parte dell’eurozona, si è infatti riunito questo lunedì per analizzare il proseguimento del piano di aiuti finanziari verso la Grecia ed il follow-up del Portogallo dal programma stesso. Per quanto riguarda la Grecia, se n’è è lodato il successo nel raggiungere l’obiettivo dell’avanzo primario nel 2013 e si è osservato un netto miglioramento nella capacità di finanziarsi sui mercati. A stemperare ulteriormente la tensione ha contribuito l’erogazione del 28 aprile da parte del’EFSF (un fondo salva-Stati) di 6,3 miliardi di euro di aiuti finanziari, a cui dovrebbero seguire ad inizio giugno i 3,6 miliardi di euro del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Del Portogallo si è invece osservata l’ormai prossima fine del programma di aiuti, considerando che il Paese lusitano ha confermato gli impegni sul deficit per il biennio 2014-2015, il PIL è ripartito e la disoccupazione continua a scendere.

Il giorno dopo è stato il turno dell’ECOFIN, Consiglio allargato a tutti i Ministri economici dell’Unione Europea. Nonostante il largo consesso, l’accordo più importante raggiunto martedì 6 maggio è stato quello a 11 Paesi per introdurre un modello di Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie) comune in quegli Stati. Si tratta di Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. Va considerato che in Italia la Tobin Tax è già in vigore, ma verrà ricalibrata secondo lo standard europeo di un minimo 0,1% di prelievo sulla transazione di azioni e dello 0,01% sui derivati. A nulla è valsa la contrarietà di Londra, preoccupata degli effetti extra-territoriali di questo balzello, ma il cui appello è stato cassato dalla Corte di Giustizia lo scorso 30 aprile.

L’ECOFIN ha poi condiviso le osservazioni della Commissione Europea sugli squilibri macroeconomici che sussistono in 14 Paesi dell’UE, tra i quali tre (Croazia, Italia e Slovenia) stanno sperimentando squilibri eccessivi. In particolare l’Italia dovrà fare di più sul crinale del debito pubblico, che ha ormai superato la preoccupante soglia del 130% del PIL. I Ministri, poi, hanno approvato la direttiva che armonizza le regole nazionali sui salvataggi bancari ed i fondi di risoluzione nazionali. La timeline non viene modificata, ma ora occorre che le regole fondanti dell’unione bancaria vengano recepite dagli ordinamenti nazionali entro il 31 dicembre 2014.

Ottime notizie, inoltre, per le Piccole-Medie Imprese (PMI) europee. I Ministri hanno deciso di ricapitalizzare il Fondo Europeo per gli Investimenti (EIF), che co-finanzia le imprese europee, affiancando principalmente gli istituti di credito nazionali. Verrà effettuato un aumento di capitale di 450 milioni di euro, interamente sottoscritto dall’Unione Europea. Oggi la capitalizzazione si ferma a 3 miliardi di euro e l’UE ne possiede il 30% (900 milioni di euro). Il resto (62%) è della BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e la restante quota di istituti finanziari nazionali.

Infine, per supportare la stabilizzazione economica e le riforme della Tunisia, l’ECOFIN ha dato via libera a un prestito di 300 milioni di euro, che avrà una durata massima di 15 anni. Dovrà però prima essere firmato un memorandum di intesa, in cui lo Stato nordafricano metterà nero su bianco il suo impegno riformatore.

In foto particolare della banconota da 5 euro (© Wikimedia Commons)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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