domenica , 25 febbraio 2018
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ECOFIN: Austria e Lussemburgo cedono sul segreto bancario

Chi si aspettava un altro passo in avanti del Consiglio ECOFIN nei confronti del Parlamento Europeo nella sessione di martedì 11 marzo, rimarrà deluso. Dal 19 febbraio, data dello scorsa riunione dei Ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione Europea, il negoziato sul fondo di risoluzione per il bail-in delle banche continua a non sbloccarsi. E così il Consiglio ha affidato al Ministro delle Finanze greco – presidente di turno dell’ECOFIN – Ioannis Stournaras la delega e l’onere di recarsi oggi a Strasburgo per negoziare con il Parlamento e cercare di raggiungere un accordo entro metà aprile.

Con l’avvicinarsi delle elezioni europee, il rischio è che il prossimo Parlamento possa avere non solo una maggioranza diversa, ma anche una componente euroscettica più pronunciata che potrebbe ulteriormente complicare i negoziati tra Stati membri ed eurodeputati. Il voto in Plenaria è fissato tra il 14 ed il 17 aprile, manca quindi poco più di un mese per chiudere la partita. Il Parlamento cercherà in ogni modo di includere la Commissione Europea nel board che dovrà decidere se attivare il fondo unico di risoluzione mentre l’ECOFIN, se dovrà cedere su questo punto, proverà a depotenziarne le funzioni decisionali a vantaggio degli Stati.

Un altro punto scottante riguarda l’anno in cui verranno fusi i fondi di risoluzione nazionali nel fondo unico di risoluzione europeo. I ministri europei vorrebbero dieci anni di rodaggio prima di arrivare all’integrazione, mentre il Parlamento vorrebbe notevolmente stringere i tempi. Su questo specifico capitolo del negoziato è da segnalare il cambio della posizione italiana a seguito del insediamento del nuovo Ministro dell’Economia in Via XX settembre. L’ex ministro Saccomanni nelle scorse riunioni si schierò a favore della posizione del Parlamento Europeo, mentre Pier Carlo Padoan sembra essersi allineato alla posizione tedesca, motore dell’approccio conservatore del Consiglio.

Enormi progressi sono stati fatti invece per quanto riguarda la direttiva sulla tassazione degli interessi sui risparmi depositati da un cittadino europeo in una banca situata in un altro Stato membro dell’Unione. La bozza preliminare è stata adottata ieri dall’ECOFIN e rivoluzionerà completamente uno dei capisaldi dell’economia austriaca e di quella lussemburghese: verrà infatti abolito il loro storico segreto bancario.

Se la bozza dovesse essere approvata anche dal Consiglio Europeo del 20 e 21 marzo, tutte le banche della UE (non solo quelle di Austria e Lussemburgo) dovranno trasferire automaticamente i dati dei correntisti europei alle rispettive agenzie fiscali nazionali. La direttiva è di portata epocale dal momento che se in futuro si deciderà di unificare le banche dati nazionali, si potrà avere una banca dati europea dei patrimoni dislocati nell’intero territorio dell’UE. Ci sono in questo caso diverse analogie con l’unificazione dei fondi di risoluzione nazionali in un unico fondo europeo.

L’ECOFIN ha inoltre deliberato un finanziamento di 7,34 milioni di euro per il programma Pericles 2020 con la finalità di contrastare la contraffazione delle banconote. I fondi verranno spesi in programmi di formazione ed addestramento degli operatori finanziari e per l’acquisto di strumenti per l’individuazione di banconote contraffatte. Parteciperanno al programma anche le forze di polizia, le autorità giudiziarie e gli operatori delle banche centrali.

In foto, da sinistra, il Ministro delle finanze austriaco Michael Spindelegger e il collega lussemburghese Pierre Gramegna (Council of the European Union). 

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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