mercoledì , 21 febbraio 2018
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ECOFIN e Eurogruppo: UE al lavoro su fiscalità e “bail-in”

Il palazzo Justus Lipsius ha ospitato ieri i ministri delle finanze dei 27 Stati membri, sotto la presidenza dell’irlandese Michael Noonan, per discutere una serie di questioni rilevanti, in vista dei prossimi Consigli europei del 22 maggio e del 27 giugno, appuntamenti cruciali del Semestre europeo. In una lettera scritta alla vigilia del vertice, il Presidente Van Rompuy aveva incoraggiato i ministri a raggiungere un consenso sui temi più caldi della riunione, ossia le misure di contrasto all’evasione fiscale, alla frode fiscale e alla pianificazione fiscale aggressiva, sottolineando come il prossimo Consiglio europeo preveda ampie discussioni sulla questione e potrebbe quindi avocare a sé eventuali dossier lasciati aperti.

Il Consiglio Affari Economici ha adottato delle conclusioni che ribadiscono l’importanza di cooperare strettamente a tutti i livelli (nazionale, europeo e internazionale) per contrastare le diverse forme succitate di sottrazione di entrate al fisco, e ha approvato un mandato che permette alla Commissione di rinegoziare accordi in materia di tassazione dei risparmi con Andorra, Liechtenstein, San Marino, Monaco e Svizzera.  (Lussemburgo e Austria hanno dato, dopo molti tentennamenti, il loro assenso).

I ministri convengono sull’importanza di potenziare il coordinamento tra le autorità fiscali dei ventisette, approccio che gli stessi auspicano vedere applicato a livello globale per svuotare di valore il segreto bancario nelle giurisdizioni che ancora lo applicano. Meno consenso si registra invece sul piano d’azione e le due raccomandazioni pubblicate in dicembre 2012 dalla Commissione sui paradisi fiscali e la pianificazione fiscale aggressiva: nonostante le pressioni di Francia e Italia, i ventisette risultano tuttora riluttanti a definire una “lista nera” di paesi non cooperativi che sarebbero penalizzati in caso di mancato adempimento di standard di buona governance fiscale.

La particolare attenzione che l’UE sta assegnando al modo più efficiente di riscuotere le imposte e lottare contro l’evasione per rafforzare la politica di bilancio degli Stati membri e approfondire il mercato interno sono naturali conseguenze di un clima di forte insofferenza verso le imposte da parte dei cittadini. A livello globale, il G20 ha assegnato all’OECD il compito di presentare un rapporto in maggio su come contrastare i fenomeni – che rientrano nel dibattito sulla pianificazione fiscale – di erosione della base imponibile e spostamento dei profitti da parte delle multinazionali. A livello europeo, il 7 maggio il Commissario Šemeta ha sottolineato di fronte ai parlamentari della commissione ECON l’importanza del lavoro sulla base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società, che risolverebbe quasi per intero il problema in questione (nonostante le critiche delle associazioni imprenditoriali).

Altro argomento discusso nella riunione dell’ECOFIN è stato uno dei pilastri della futura Unione bancaria: la bozza di direttiva sulla risoluzione ordinata delle banche in fallimento, e più precisamente il meccanismo che regola il “bail-in” o coinvolgimento di azionisti, detentori di obbligazioni e depositanti della banca in questione (in tale ordine). La finalità è minimizzare l’impatto sul contribuente, e l’importanza di avere una normativa efficace a livello europeo in materia è stata messa in luce dalla recente crisi cipriota. I ministri non sono però riusciti a trovare un’intesa sul funzionamento del “bail-in”, in particolare sul livello di flessibilità dello stesso e il conseguente spazio di autonomia dei supervisori nazionali, e la decisione è stata rinviata alla prossima riunione. Alla sua prima prova a Bruxelles da ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni ha sottolineato come l’Italia sia favorevole ad un approccio armonizzato per la maggiore trasparenza e certezza giuridica ai mercati e il trattamento uniforme dei creditori che garantirebbe.

Ai margini dell’ECOFIN si è riunito l’Eurogruppo, che ha emesso una serie di comunicati stampa su Grecia, Cipro e ruolo Banca Centrale Europea per ciò che riguarda il controllo democratico della supervisione che la stessa va assumendo. Nel giorno in cui l’ESM sbloccava la prima tranche di aiuti all’isola, i ministri si sono complimentati con le autorità cipriote per i passi compiuti finora per onorare l’accordo raggiunto a fine marzo, mentre sulla Grecia hanno sottolineato l’importanza dei progressi ottenuti in termini di consolidamento fiscale e riforme strutturali, nonostante il paese si trovi nel sesto anno consecutivo di recessione. Rimane la prospettiva di un graduale ritorno alla crescita per il 2014, come un orizzonte che non si riesce mai a raggiungere.

L' Autore - Shannon Little

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