lunedì , 19 febbraio 2018
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Visione aerea della nuova sede della BCE a Francoforte (ECB, Flickr)

Grecia: la BCE “assolta” per l’haircut del 2012

Il danno che gli investitori privati hanno subito nel 2012, nel quadro della ristrutturazione del debito pubblico greco, non è ascrivibile alla Banca Centrale Europea, ma ai rischi connaturati all’attività finanziaria. In questi termini il Tribunale dell’Unione Europea respinge il ricorso di oltre 200 detentori di bond greci, perlopiù cittadini italiani, volto a chiedere la formale condanna della BCE e adottenere il risarcimento per il danno subito per un ammontare di ben 12 milioni di euro.

Il 15 febbraio 2012, per far fronte alla persistente crisi finanziaria e all’imminente rischio di default dello stato greco, la BCE e le banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri dell’Eurozona, da un lato, e la Grecia, dall’altro, avevano concluso un accordo col quale veniva regolamentato lo scambio dei titoli di debito greco detenuti dalla BCE e dalle altre banche centrali contro nuovi titoli aventi stesso valore nominale, tasso d’interesse e date di scadenza e di pagamento, ma con numeri di serie e date di emissione differenti.

L’haircut e le ricadute sugli investitori privati

Contestualmente, le autorità greche e il settore privato avevano concordato uno scambio volontario e uno scarto di garanzia (haircut) del 53,5% dei titoli detenuti da investitori privati. Mediante l’applicazione di una clausola di azione collettiva (CAC) sarebbero stati compresi nello scambio anche i titoli detenuti da investitori che si erano mostrati contrari all’accordo di scambio volontario. L’operazione, denominata Private Sector Involvement (PSI), faceva sostanzialmente ricadere il peso della ristrutturazione del debito greco sui privati. Al momento dello scambio, infatti, i detentori privati hanno visto il valore nominale dei titoli scambiati ridursi del 53,5% in relazione a quello dei titoli originariamente posseduti.

Verso i primi di marzo dello stesso anno, inoltre, come garanzia per le operazioni creditizie dell’Eurosistema, la BCE stabilì che per i titoli greci che non raggiungevano la soglia minima di qualità creditizia, la Grecia avrebbe dovuto impegnarsi in un’operazione di rafforzamento creditizio, sotto forma di programma di riacquisto.

Le accuse contro la BCE e la risposta del Tribunale UE

Secondo i ricorrenti, la BCE avrebbe tenuto una pluralità di comportamenti suscettibili di fondare la responsabilità dell’Unione. Punto focale della questione: l’esclusione dall’haicut dei titoli detenuti dalla BCE. Sottraendosi al taglio forzoso del titoli, la BCE si riservava uno status di creditore di “rango privilegiato” in danno del settore privato, violando il generale principio di uguaglianza e parità di trattamento, ma anche la buona fede e le legittime aspettative degli investitori privati.

Con la recente sentenza, il Tribunale UE ha però respinto le richieste dei ricorrenti ed escluso ogni responsabilità della BCE, precisando che “la BCE è stata esclusivamente guidata da obiettivi di interesse pubblico” e che “gli investitori privati non possono avvalersi del principio di protezione della buona fede né del principio di certezza giuridica in un ambito come quello della politica monetaria”.

In definitiva, quindi, i privati non possono lamentare pregiudizi quando fanno investimenti in titoli pubblici dell’Eurozona, poiché devono essere consapevoli dei rischi e delle variazioni economiche che possono spingersi anche fino alla ristrutturazione del debito.

L' Autore - Martina Mandozzi

Sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma nel 2014, discutendo una tesi in diritto commerciale comparato. Amo la dialettica, come arte di scoprire la verità ma, soprattutto, mi piace discutere con chi la pensa diversamente da me. Mi interesso di tematiche giuridiche legate all’Europa rientranti principalmente nell’area del mercato unico. Marchigiana e profondamente attaccata alla mia terra ed al mio amato paese, Amandola.

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One comment

  1. Sentenza non corrispondente al vero in quanto fin dal 2008 con la collaborazione di Goldman sachs sono stati falsati i bilanci dello Stato Hellenico e le varie autorità FMI BCE e ina base al trattato di Maastricht non hanno informato compiutamente i mercati del degrado in cui versava lo Stato Hellenico, non solo perchè l’Haircut dei Bond Grecia ha toccato quello dei privati non risolvendo in alcum modo il problema e i Bond Hellenici posseduti dalla BCE non sono stati toccati ?????? Allora alla luce tutto questo ci stanno raccontando balle su tutti gli altri Bond degli altri Stati Europei, vogliono solo distruggere il risparmio delle famiglie e impoverire i cittadini europei per salvare l’incapacità di chi ricopre certruoli. Questa è la verità !!!!!!!! Quindi i Poteri Forti fanno quello che vogliono, questa è la Democrazia Europea e questa è la tutela dei singoli cittadini!!!!!!!!!!!!

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