sabato , 24 febbraio 2018
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La BCE lascia i tassi invariati. Draghi: no ad una guerra valutaria

Giovedì 7 febbraio si è tenuta a Francoforte sul Meno la conferenza stampa di Mario Draghi, che ha illustrato le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea prima di rispondere alle domande dei giornalisti. Il clima è notevolmente cambiato dall’inverno del 2012. Quel senso di emergenza che aveva spinto la BCE ad intervenire in prima linea per arginare la crisi dei debiti sovrani si è stemperato, ma il nervosismo e le tensioni di quei giorni producono ancora una forte eco.

Draghi ha iniziato la conferenza esprimendo soddisfazione per un tasso di inflazione molto vicino all’obiettivo del 2% e per la progressiva normalizzazione della liquidità nel sistema bancario europeo.  I tassi di riferimento sono infatti stati lasciati stabili allo 0,75%. Inoltre, già 140,6 miliardi di euro sui 489,2 erogati con la prima asta di liquidità triennale all’1% (detta LTRO) tenutasi nel dicembre del 2011, sono stati restituiti dalle banche a Francoforte. Nonostante ciò, Draghi ha ribadito l’impegno della BCE ad intervenire nel caso in cui la liquidità dovesse tornare a costituire un problema. Per quanto riguarda l’economia reale prevalgono invece ancora le note dolenti. Il PIL europeo è calato dello 0,1% nell’ultimo quadrimestre del 2012. La fine della crisi dell’Eurozona è individuata alla fine 2012 grazie alla maggiore fiducia riscontrata sui mercati finanziari, alle politiche monetarie accomodanti messe incampo dalla BCE e ad una significativa ripresa dell’export.

Il momento politicamente più difficile per il presidente della BCE è arrivato con le domande dei giornalisti. Draghi ha escluso che la Bce parteciperà a una guerra valutaria deprezzando l’euro. Al contrario, l’apprezzamento della moneta unica europea sarebbe sintomo della rinnovata fiducia verso la moneta unica. Non sono sfuggiti a Draghi i riferimenti fatti da François Hollande che lo scorso 5 febbraio in un discorso al Parlamento Europeo (ne avevamo parlato qui) aveva criticato il fatto che l’euro fosse lasciato libero di fluttuare sui mercati danneggiando così le esportazioni europee. Il presidente della BCE ha risposto lanciando una piccola stoccata ad Hollande, a cui ha ricordato che la Banca Centrale è indipendente e non può accettare certi “consigli” riguardo una svalutazione.

La complessa vicenda del Monte dei Paschi di Siena è stata sollevata a metà conferenza stampa. Draghi non ha potuto far altro che difendere l’operato della Banca d’Italia, a cui, ha detto, è  semplicemente mancata la capacità ispettiva. La faccenda è scottante, dato che nel biennio 2014/2015 la BCE assumerà il ruolo di supervisore unico delle banche dell’UE, accentrando molte funzioni delle filiali nazionali. L’Unione Europea necessita di un sistema bancario forte e di una vigilanza incisiva, nella speranza che molti errori e leggerezze compiuti  sinora, siano da lezione per il futuro. Sbagliando si impara e forse è un bene che sia scoppiato un “focolaio” relativamente così piccolo, ma che lascerà sicuramente traccia nei futuri disegni regolatori.

Trascrizione dell’intervento di Draghi e della conferenza stampa

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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