giovedì , 16 agosto 2018
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La Commissione lancia una piattaforma europea contro il lavoro sommerso

La Commissione Europea ha proposto la creazione di una piattaforma comune a tutti gli Stati membri per contrastare il lavoro in nero. Per lavoro sommerso si intende qualsiasi attività remunerativa lecita, ma nascosta alle autorità pubbliche competenti in materia fiscale e di occupazione.

Stando ai dati di un’indagine di Eurobarometro condotta nel 2013, l’11% dei cittadini europei dichiara di aver comprato nell’anno precedente beni e servizi provenienti dal mercato sommerso, mentre il 4% sostiene di aver esercitato del lavoro in nero, soprattutto riparazioni e ristrutturazioni di abitazioni (19%), giardinaggio (14%), pulizie (13%) e baby-sitting (12%).

Durante la presentazione della piattaforma europea per il contrasto al lavoro sommerso, il Commissario europeo per l’Occupazione Lázló Andor ha evidenziato con le sue parole l’importanza di intraprendere tali misure, con l’obiettivo primario di tutelare al meglio il lavoratore: “Il lavoro sommerso priva i lavoratori della protezione sociale, mette a rischio la loro salute e sicurezza e abbassa gli standard lavorativi. Esso pregiudica inoltre la concorrenza leale tra le imprese e fa vacillare la sostenibilità delle finanze pubbliche e dei sistemi di sicurezza sociale. In conclusione, sono tutti a perderci. Questo è il motivo per il quale la Commissione è pienamente impegnata a sostenere gli Stati membri nella lotta contro questa piaga al fine di proteggere i lavoratori, creare condizioni eque per le imprese e salvaguardare i gettiti fiscali”.

Rilanciare l’occupazione facendo emergere quanto di sommerso esiste già: questo l’obiettivo della piattaforma europea che riunirà diversi interlocutori impegnati nella lotta al lavoro in nero, dagli ispettori del lavoro e della sicurezza sociale alle agenzie fiscali, dai rappresentanti dei datori di lavoro a quelli dei lavoratori.

La piattaforma è concepita principalmente come luogo di incontro dove i vari esperti di ogni Stato membro potranno scambiarsi idee, informazioni e buone pratiche attuate nel proprio Paese per affrontare questo fenomeno. Verranno poi analizzate le problematiche transfrontaliere legate al lavoro sommerso e le modalità comuni – quali lo scambio di dati e informazioni fra Stati – da adottare per contrastare il fenomeno in maniera congiunta. Attraverso la piattaforma saranno infine elaborate campagne europee di sensibilizzazione sul tema da intraprendere in tutti gli Stati membri.

Ora la palla andrà al Parlamento e al Consiglio dell’Unione Europea che dovranno esprimersi in merito alla proposta, decidendo se il rilancio dell’occupazione passerà anche attraverso il far luce su quanto “di nascosto” c’è già.

In foto il Commissario europeo  Lázló Andor durante la presentazione della piattaforma (Foto: European Commission)

L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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