domenica , 18 febbraio 2018
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Manovra di bilancio in Francia, un passo verso il consolidamento fiscale

Durante l’estate era arrivata la conferma: la Francia aveva registrato nel secondo trimestre un balzo del PIL dello 0,5%, uscendo finalmente dalla recessione. Con un PIL stimato in crescita dell’1,1% da Eurostat per il 2014, l’Europa si aspettava che la Francia, oltre alla riforma delle pensioni , mettesse a punto solamente interventi economici di piccola entità.

Per questo motivo ha impressionato che il governo abbia promosso tagli di spesa per 15 miliardi di euro e aumenti delle imposte per 3 miliardi con la legge di stabilità autunnale. Uno sforzo di risanamento complessivo del bilancio da 18 miliardi di euro. Una manovra pesante, ma ambiziosa ed equilibrata, dal momento che pesa maggiormente sui redditi elevati e introduce degli sgravi per quelli bassi. Tuttavia, oltre ai proclami del governo, se si analizzano tutte le misure fuori manovra, si scopre che il conto sarà ancora più salato.

L’obiettivo principale è quello di indirizzare il deficit di bilancio sotto la soglia del 3% sul PIL (oggi previsto al 4,1% per il 2013) ed iniziare progressivamente a ridurre il debito pubblico, che dovrebbe toccare quest’anno il record del 95% sul PIL. Una cifra intollerabile, che allontana sempre più la Francia dai parametri europei e rischia, nei numeri, di accomunarla sempre più ai Paesi del Sud Europa. Con la riconferma in Germania di Angela Merkel, l’UE pare dover attendere altri quattro anni di risanamento fiscale e la Francia non può permettersi di finire tra gli Stati bacchettati.

Un’analisi attenta dei contenuti della manovra, includendo le misure inserite nei pacchetti esterni, ne rivela innanzitutto l’impatto sul bilancio 2014 (le cifre tra parentesi):

1) Rimoduluzione dell’Iva (6,3 miliardi di euro netti di maggiori entrate)

I tre scaglioni IVA vengono modificati dal 1 gennaio 2014. In particolare la fascia alta passerà dal 19,6% al 20%, quella intermedia dal 5% al 7%, mentre quella bassa verrà ridotta al 5,5%. Con questa misura si cerca di aumentare il gettito fiscale e nello stesso tempo ridurre il carico sulle famiglie più disagiate. Beneficeranno del ritocco al ribasso generi alimentari, le bollette di gas ed elettricità, servizi per i disabili, le tariffe delle mense scolastiche, le rinnovabili termiche, i libri e gli e-book ed i biglietti teatrali.

2) Tagli lineari alla spesa pubblica (9 miliardi di euro di minori spese)

Verrà tagliato linearmente il 2% della spesa pubblica statale, il 4% in meno per quanto riguarda le amministrazioni e le agenzie pubbliche ed 1,5 miliardi in meno agli enti locali. Inoltre verranno tagliati 13.158 posti di lavoro (soprattutto nella Difesa) ed assunte 9.949 persone (soprattutto nell’istruzione).

3) Riforma delle pensioni (3,8 miliardi di euro di minori spese e maggiori entrate)

Ne abbiamo parlato in un articolo precedente ed è un mix di aumento dei contributi e un aumento progressivo dell’età pensionabile dal 2020. Per il 2014 peserà solo l’aumento dei contributi.

4) Lotta all’evasione fiscale (2 miliardi di maggiori entrate teoriche)

5) Tassa sugli utili delle imprese (2 miliardi di maggiori entrate)

6) Tagli alla spesa nel settore del welfare (6 miliardi di euro di minori spese)

Anche se il titolo può sembrare minaccioso, i tagli verranno operati ai costi di gestione di cliniche ed ospedali. 1 miliardo verrà risparmiato grazie alla maggiore efficienza della spesa farmaceutica. Parte dei risparmi verrà convogliata nell’aumento del 50% del sussidio di povertà per le famiglie numerose in condizioni di disagio sociale.

Sommando le misure contenute nella manovra con quelle esterne già programmate, si ottiene una correzione totale di circa 30 miliardi di euro. Chiamarlo intervento strutturale è dir poco, dal momento che si opera pesantemente su quasi tutti i settori dello Stato. Tuttavia, l’ambizione del governo francese è che, con la crescita del PIL derivante da una ripresa dell’attività economica, gli interventi siano metabolizzati meglio dall’intero sistema economico francese e che nel lungo periodo possano dare vita ad una crescita ancora maggiore.

L’unico problema sarà ottenere il voto favorevole dell’ala sinistra del Partito Socialista, che avrebbe voluto più tasse e meno tagli alla spesa. Nel dibattito parlamentare forse verrà introdotto qualche correttivo, ma l’impianto originale non verrà stravolto. Ricorderemo il 2014 come l’anno delle grandi riforme strutturali francesi o come la rincorsa verso la Germania, sembra.

In foto l’ingresso del Palazzo dell’Eliseo a Parigi (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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